La riprogrammazione a cellule neuronali a partire da cellule staminali di gruppi omogenei di pazienti é uno degli approcci piú promettenti per comprendere la genesi dei disturbi del neurosviluppo e per sperimentare in vitro terapie che correggano le alterazioni rilevate.
Il problema che si pone nell’approccio allo spettro autistico é l’estrema etrogeneitá biologica e l’assenza di biomarcatori in base ai quali formare gruppi omogenei. Questo se si escludono le condizioni monogeniche. Per queste sono in fase avanzata di ricerca tali studi, che hanno rilevato delle anomalie peculiari della neurogenesi che sono state corrette con successo in vitro e che hanno dato una base razionale per sperimentazioni terapeutiche in vivo, tuttora in corso .

Giorgio Lenaz ha riassunto e commentato a suo tempo l’articolo
"SHANK3 and IGF1 restore synaptic deficits in neurons from 22q13 deletion syndrome patients, Aleksandr Shcheglovitov e coll, Nature 2013, 14 nov, 503,  267 – 271"
In questo lavoro i neuroni derivati dai pazienti con sindrome di Phelan McDermid presentavano alcune anomalie elettriche che rivelavano una diminuita attività sinaptica e la somministrazione di IGF1 [insulin-like growth factor 1 o somatomedina C, fattore di crescita con proprietà anaboliche] è stata in grado di aumentare i contatti sinaptici tramite l’aumentata sintesi delle proteine sinaptiche implicate nei contatti stessi e di ripristinare l’attività elettrica evocata da AMPA e NMDA.

Ora é uscito un lavoro analogo per un sottogruppo di soggetti autistici che riguarda circa il 30% del totale : coloro che hanno una crescita accellerata della circonferenza cranica nei primi anni di vita.
M C Marchetto, H Belinson, Y Tian, B C Freitas, C Fu, K C Vadodaria, P C Beltrao-Braga, C A Trujillo, A P D Mendes, K Padmanabhan, Y Nunez, J Ou, H Ghosh, R Wright, K J Brennand, K Pierce, L Eichenfield, T Pramparo, L T Eyler, C C Barnes, E Courchesne, D H Geschwind, F H Gage, A Wynshaw-Boris, A R Muotri. Altered proliferation and networks in neural cells derived from idiopathic autistic individuals. Molecular Psychiatry, 2016; DOI: 10.1038/mp.2016.95
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/27378147

Gli autori hanno rilevato che i neuroni derivati dalle cellule di tali pazienti, rese prima indifferenziate e pertanto pluripotenti a partire dai fibroblasti, formavano meno connessioni sinaptiche in confronto alle cellule degli individui normali. La comunicazione tra neuroni veniva poi ripristinata in vitro mediante l’aggiunta di IGF-1, farmaco in corso di sperimentazione clinica per la sindrome di Phelan Mc Dermid.
Il comunicato stampa dell’istituto di appartenenza del primo autore, il  Salk Institute, é al link
http://www.salk.edu/news-release/new-neurons-reveal-clues-about-an-individuals-autism/