Su invito di
alcuni iscritti alla mailing list di autismo-biologia, sento giusto prendere
parte agli scambi degli ultimi giorni in merito alla questione riguardante la vaccinoprofilassi.
Pediatra e dottoranda di ricerca in psicologia e neuroscienze, ho collaborato alla realizzazione del recente Position Statement in età adulta presentato da ANGSA e sono autrice del capitolo riguardante le anomalie immunitarie nell’autismo nel volume “Disturbi dello spettro autistico in adolescenza e in età adulta”, testo pubblicato a cura di Roberto Keller.
Da oltre vent’anni mi occupo di persone affette da disordini immunitari nelle diverse possibili forme: dal deficit (immunodeficienze primitive) all’iperattività (sindromi autoinfiammatorie e autoimmunitarie), “dark side of the moon” dell’affascinante sistema a cui dobbiamo la nostra esistenza e sopravvivenza. Nel lato dark può collocarsi anche la neuroinfiammazione, possibile meccanismo patogenetico per i disturbi del neurosviluppo.
Mossa dal desiderio di favorire una distensione dei toni e individuare un percorso condiviso, ritengo importanti alcune premesse prima di affrontare la questione dei vaccini.
Considero la
vaccinoprofilassi di massa un presidio medico importante, la cui efficacia è da
valutarsi in funzione degli effetti sulla collettività. Dunque, si tratta di
una pratica che va difesa e migliorata. Perché ciò avvenga, è importante
recuperare la fiducia da parte della popolazione, in particolare da parte delle
famiglie con figli in condizione di fragilità.
Premesso che qualsiasi intervento medico può provocare effetti indesiderati, occorre valutare per ogni vaccino il rischio potenziale in rapporto al beneficio certo, attraverso una attendibile valutazione quali-quantitativa dei danni da vaccino da confrontarsi con i danni attesi dal patogeno. Accanto a valutazioni del rapporto costo/beneficio sulla popolazione generale, occorre una valutazione attenta sul singolo, per considerare tale rapporto alla luce delle variabili individuali. Non c’è, dunque, contraddizione tra l’interesse della collettività e del singolo, se vengono adottate le opportune misure per fare in modo che il beneficio dell’una venga percepito coincidente con il beneficio dell’altro e non in contrasto.
Con alcuni dei colleghi che collaborano con ANGSA stiamo collaudando un sistema di raccolta anamnestica piuttosto minuziosa, allo scopo di ricostruire la sequenza di eventi che, a partire dall’epoca pre-concezionale, possono avere influito sul disturbo del neurosviluppo. A queste valutazioni stanno collaborando alcune famiglie che ora ci leggono, alle quali va la mia profonda gratitudine. E con la gratitudine, ritengo doveroso dare loro anche una voce in merito ad alcune questioni: coinvolgimento intestinale e somministrazione dei vaccini in bambini affetti da disturbi dello spettro autistico. Questo, dunque, il motivo del mio scritto.
Negli
anni successivi all’articolo di Wakefield del 1998, comparve un crescente
numero di pubblicazioni, nella maggior parte dei casi volte a dimostrare
l’inconsistenza della relazione causale tra la somministrazione di vaccini e
autismo. In quella che diventò una battaglia ideologica riguardante i vaccini,
la questione intestinale fu una spettatrice innocente che pagò il
prezzo più alto: parlare di coinvolgimento intestinale nell’autismo veniva
interpretato come “essere contrari ai vaccini”. Negli ultimi anni si è potuto
affrontare nuovamente l’argomento con maggiore serenità, anche grazie ad una
meta-analisi pubblicata su Pediatrics nel 2014, che ha fornito evidenza di
una più frequente sintomatologia
gastrointestinale nei bambini con autismo rispetto ai controlli sani (McElhanon
et al. 2014). Del resto, in considerazione del fatto che l’intero tratto
gastrointestinale contiene un elevato numero di neuroni (pari al midollo
spinale) e rappresenta il nostro più esteso organo immunitario, non sorprende
che le sue funzioni siano compromesse in una condizione come l’autismo,
caratterizzata da alterato funzionamento delle reti neuronali e frequenti
anomalie immunitarie.
L’esperienza clinica
personale conferma i dati della letteratura circa la rilevanza - per prevalenza
e intensità dei sintomi - del coinvolgimento intestinale nelle persone con
autismo, con documentazione istologica
di variabili segni di infiammazione – tra cui gli infiltrati eosinofili - e riscontri
clinici dell’efficacia delle opportune terapie mediche.
Coerentemente
con quanto riferito dalla letteratura e con l’esperienza clinica dei medici
chiamati nel panel di esperti, quanto descritto sopra è parte della presa in
carico globale auspicata nel Position
Statement
Pertanto, affinché la questione possa essere considerata come merita, è importante che venga mantenuta la massima coerenza, evitando di favorire confusione. La migliore comprensione del coinvolgimento intestinale e delle anomalie immunitarie, non solo è importante per rispondere ai bisogni di salute del singolo individuo, ma può contribuire in modo significativo a comprendere meglio i meccanismi fisiopatologici coinvolti.
Passo al secondo aspetto: i vaccini.
Non occorre un ventennio di immunologia clinica per ipotizzare la variabilità della risposta di un network tanto complesso come quello immunitario e, dunque, i possibili effetti indesiderati dei vaccini. La possibilità di reazioni avverse favorite da un’attivazione immunitaria indesiderata è del resto evento noto, come dimostrano un articolo di Pellegrino P et al 2015 sull’ASIA syndrome, finanziato dall’AIFA (ASIA—Autoimmune/inflammatory Syndrome Induced by Adjuvants) On vaccine's adjuvants and autoimmunity: Current evidence and future perspectives http://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S1568997215001226?via%3Dihube uno di Esposito S 2014 (Autoimmune/inflammatory syndrome induced by adjuvants (ASIA): clues and pitfalls in the pediatric background https://link.springer.com/article/10.1007/s12026-014-8586-0
Per quanto
concerne, in particolare, Susanna Esposito, gli incarichi ricoperti nelle
società scientifiche di infettivologia pediatrica non lasciano dubbi circa la
sua opinione sull’importanza della vaccinoprofilassi (http://amicidelbambinomalato.it/susanna-esposito/ ), a conferma del fatto che riflettere sui
possibili effetti indesiderati non significa essere contrari alla
somministrazione dei vaccini.
Attualmente non disponiamo di esami sufficientemente sensibili e specifici che ci permettano di valutare il rischio di eventi avversi. Un’attenta raccolta anamnestica rappresenta lo strumento principale per la valutazione di rischio per il singolo individuo. Attendiamo tempi migliori in cui potrà essere avviata una ricerca seria su questo argomento.
Vari articoli pubblicati nei giorni scorsi sul BMJ ( http://www.bmj.com/content/358/bmj.j3631) confermano che la questione della sicurezza è discorso tutt’altro che chiuso. Ed è giusto che sia così, perché questo è ciò che la scienza richiede.
Tra le famiglie
incontrate, alcune delle quali proprio all’interno di ANGSA, vengono riferiti
casi di regressioni del comportamento durante le settimane successive alla
somministrazioni di vaccini. Questo non significa ci sia un necessariamente un nesso
causale, ma si tratta di un fenomeno che merita di essere approfondito, come si
dovrebbe fare per qualsiasi possibile fattore favorente.
Al contrario, i genitori spesso riferiscono che le segnalazioni riguardanti i
disturbi del sonno e le modificazioni del comportamento dei loro bambini dopo
le vaccinazioni non vengono registrati dal pediatra curante, poiché il medico
afferma che non sono da ritenersi in relazione con il vaccino. Credo che questo
bias nella raccolta dei dati meriti una riflessione e sia poco coerente con il
desiderio di “evidenza scientifica”, espressione spesso citata nell’ultimo
periodo.
D’altra parte, l’attuale scheda per la rilevazione degli eventi avversi è forse
piuttosto semplicistica per poter cogliere questi aspetti http://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse
Come possiamo ipotizzare un sistema di sorveglianza adeguato se non siamo nella condizione di “misurare” il fenomeno che desideriamo sorvegliare? Infatti, se si desidera costruire evidenze scientifiche sulla sicurezza, questi sono dati importanti, dai quali non si può prescindere. E’ molto importante che i genitori si sentano liberi di esprimere le loro perplessità: alla comunità scientifica spetta il compito di raccoglierle e costruire un modello adeguato per correlare questo possibile fattore di rischio con i numerosi altri possibili fattori coinvolti nell’insorgenza delle anomalie del neurosviluppo e di numerose altre patologie che stanno dimostrando un aumento di prevalenza con trend parallelo.
Un altro problema aperto è il comportamento da tenere nei confronti di bambini con autismo per i quali sia previsto il completamento del calendario vaccinale. Quali sono gli schemi più opportuni? Quanto è rilevante la modalità di insorgenza dell’autismo (autismo regressivo si/no) perché un medico si assuma la responsabilità di approvare il calendario standard o proporre delle modifiche? Queste sono alcune delle domande che molti genitori stanno rivolgendo in questi giorni ai loro pediatri.
La questione è assai complessa e non può essere certamente affrontata in modo sbrigativo in questa sede. Ho ritenuto doveroso dare voce a genitori che non si sono sentiti rappresentati nelle ultime discussioni. Le riflessioni che ho condiviso con voi, saranno alla base dei confronti scientifici previsti nei prossimi mesi, con l’auspicio che vengano avviati gruppi di lavoro multidisciplinari all’interno delle società scientifiche, sedi opportune per la realizzazione di proposte per una sorveglianza adeguata.
Un cordiale saluto
Cristina Panisi
Laboratorio Autismo
Dipartimento di Scienze del Comportamento
e del Sistema Nervoso Centrale
Università di Pavia
In questa lista abbiamo parlato più volte di vaccini e autismo, prima che
il tema diventasse di moda e che in Italia si ripetesse quanto accaduta
sul finire del secolo scorso in America, dove agli impiegati dell'ufficio
vaccinazioni si tiravano le uova marce e a Paul Offit, pediatra autore di
un libro intitolato " I falsi profeti dell' autismo" si minacciava la
morte, a lui e ai suoi figli.
Sperando di fare cosa utile ai componenti della lista, copio un messaggio
del 7 gennaio 2011
Sull’ultimo numero del British Medical Journal (BMJ 2011; 342:c7452)
ci sono due articoli che stanno avendo una grande eco sui mass media
“Wakefield’s “autistic enterocolitis” under the microscope,
Brian Deer, journalist” e l’editoriale
“Wakefield’s article linking MMR vaccine and autism was fraudulent
1. Fiona Godlee, editor in chief,
2. Jane Smith, deputy editor,
3. Harvey Marcovitch, associate editor”
4.
Il testo integrale è in rete ai link
http://www.bmj.com/content/342/bmj.c7452.full
http://www.bmj.com/content/340/bmj.c1127.full
Brian Deer ha confrontato le cartelle dei 12 bambini oggetto dell’articolo
del 1998
“Wakefield AJ, Murch SH, Anthony A, Linnell, Casson DM, Malik M, et al. Ileal
lymphoid nodular hyperplasia, non-specific colitis, and pervasive
developmental
disorder in children . Lancet1998;351:637-41”
con quanto scritto nell’articolo.
Dalle cartelle risulta che i sintomi di autismo erano presenti già prima
della
vaccinazione e su Lancet si legge che sono insorti subito dopo.
Dalle cartelle risulta che il primo referto istologico riguardante la biopsia
intestinale era negativo, o quasi, e nell’articolo si legge che esso aveva
delle
caratteristiche patologiche uniche tanto da configurare una nuova
malattia: la
“enterocolite autistica”
Il giornalista riferisce che Wakefield, prima di scrivere l'articolo, era
stato
contattato dagli avvocati dei genitori che chiedevano indennizzi per i
danni da
vaccinazioni, alle quali veniva attribuita la causa dell’autismo dei figli.
Wakefield aveva promesso di dare un grosso contributo alla causa e ha
inventato
tutto questo, manipolando anamnesi e referti istologici.
E questo lo ha fatto sulla rivista medica più prestigiosa al mondo: Lancet.
Gli editorialisti del BMJ traggono da questa vicenda alcuni insegnamenti.
Io mi domando: quando si intraprenderà una strada di razionalità e di ricerca
all’altezza dei tempi per l’autismo?
Sul finire del secolo scorso la favola della madre frigorifero stava perdendo
terreno ed ecco una nuova favola e un nuovo colpevole.
Se si deve scegliere tra le due favole, per i genitori è preferibile la
seconda.
Dal momento che i giudici non sono tenuti alla EBM, se credono alla favola
delle
vaccinazioni e impongono che alle famiglie vengano dati indennizzi
miliardari,
questo effetto collaterale della favola inventata non sarebbe poi male.
Con il
denaro non si guarisce, ma si puo’ migliorare la qualità della vita.
Purtroppo però molti soldi pubblici e privati sono stati spesi per
percorrere una
strada che non ha portato a nulla e quel denaro poteva essere impiegato
per scopi
più utili alla ricerca e/o all’assistenza.
In altri campi della medicina i progressi sono stati reali e sono stati resi
possibili da una ricerca onesta e competente, mentre per l’autismo si è
passati dal
medio evo, con le sue streghe e i suoi untori, a truffe moderne con
pubblicazione su
riviste prestigiose e ampia eco sui mass media
E’ stato compiuto un delitto quasi perfetto.
Mi domando se si riuscirà a imboccare la strada della razionalità o se si
continuerà
a inventare favola dopo favola
Daniela Mariani CeratiOggi ho avuto modo di collegarmi al sito di Nicoletti: giusto intempo per leggere la pioggia di commenti altamenti offensivi verso,nell'odine, i nostri figli, noi genitori dal DNA di "emme", laScienza e la Logica.Avrei voluto ribattere postando a mia volta un commento, ma ahimènon sono troppo tecnologica, non sono su Facebook (e mai come inquesto momento ne sono soddisfatta: anzi, malgrado possa esserestrumento anche utile, mi verrebbe voglia di lasciarlo solo per lariserva di utenti profondamente ignoranti che adesso si improvvisanotutti medici e ricercatori), e tuttavia certe parole non possononeppure passare inosservate.Dato che sono laureata in Giurisprudenza e non in Medicina, Farmaciao altre facoltà scientifiche, e dal momento che il prof Hanau e lostesso Nicoletti hanno già ampiamente spiegato perchè i vaccini nonpossano causare una sindrome congenita (però aggiungo questaulteriore motivazione: perchè la Terra non è quadrata. Se non vifidate della scienza per i possibili e fantasiosi complotti pervaccinare e "autisticizzare" tutti, perchè poi vi fidate ciecamentedi chi sostiene che la Terra sia rotonda? E se invece fosse piatta,ma da secoli si sostenesse il contrario per tutelare un qualcheastruso interesse speculativo? Attenti, eh......), mi limito adesprimere la mia indignazione e il mio disgusto verso laterminologia scurrile ed aggressiva con la quale questi commentisono stati formulati, ma, soprattutto, PRETENDO DELLE SCUSEPUBBLICHE, non a noi genitori, ma alle persone autistiche tutte.Nicoletti ha avuto un colpo di genio a pubblicare i volti dell'Odioso Triumvirato: argomentare (si fa per dire) nascosti dietro aduna tastiera è fin troppo semplice.Ci vorranno ancora anni di ricerca per scovare i geni implicatinello sviluppo della sindrome autistica.Nel frattempo, potrebbe essere utile ricordare alcuni piccolidettagli:- nello spettro è ormai ricompresa la sindrome disgregativadell'infanzia, che potrebbe essere una delle possibili spiegazionidi quei casi in cui un bimbo il cui esordio nello sviluppo è statonormale, ad un certo punto della sua infanzia sia andato perdendo lecapacità precedentemente manifestate;- fattori genetici sono stati già determinati e provati in numerosisindromi (se poi questi "signori" non si fidano di un esame delsangue, beh: non lo so, torniamo a curarci dallo stregone delpaese?);- NON C'E' PROPRIO NIENTE DI "EMME" IN ALCUNA PERSONA AUTISTICA DIALCUNA ETA'. Se la loro vita è complicata, se la strada che noi(genitori, nonni, amici, insegnanti e terapisti appassionati...)dobbiamo percorrere è così faticosa, dipende in parte, certamente,dai limiti oggettivi posti dall'autismo, ma, MOLTISSIMO, anche dacoloro che non li sanno nè li vogliono conoscere, accogliere,riconoscere come persone con una loro dignità, diritti, e capacità,differenti ma, citando la mamma di Temple Grandin, non da meno diquelle delle persone neurotipiche;- chi siete, signori? Siete semplicemente di passaggio, commentatetanto per fare, oppìure siete direttamente a contatto con lasindrome? Io credo nella Scienza, ma anche in Dio, e adesso Lo stopregando affinchè NON siate genitori o parenti di un autistico. SELO SIETE, invece di accusare noi di essere pavidi (accusa che nonaccetto dopo quattro anni passati a battermi contro burocrati miopi,funzionari di vedute strette e NPI fermi alle teorie di 40 anni fa;anni in cui non ho mancato occasione per mostrare e far conoscere ilpersonale autismo di mia figlia, che è molto lontano daglistereotipi, a chiunque abbia incrociato sul nostro cammino),guardatevi nell'anima e rendetevi conto che siete VOI a non voleraccettare la semplice realtà che i vostri figli sono nati "così". Ese l'accettazione non parte dai genitori, se voi di fatto NON LOVOLETE vostro figlio, perchè ne preferivate uno "standard", allorasappiate che siete povere persone. Vi compiango. Però mi fate ancheun tantino ribrezzo...Paola MazzettoIl 25 luglio 2017 alle 23.12 Carlo Hanau<hanau.carlo@gmail.com> ha scritto:Sally Rogers insieme ad altri, alcuni eredi di Lovaas espertiin strategie ABA, altri eredi di Schopler, sono gli autoridell'Early Start Denver Model, di cui uno dei grandi esperti èil nostro Giacomo Vivanti e la Costanza Colombi. E' un segnodi riavvicinamento delle due strategie che fino alla fine delsecolo scorso si erano combattute: TEACCH di Schopler e DTT diLovaas.ESDM è entrato a pieno titolo nella Linea guida dell'ISS del2011 per le prove pubblicate nel 2010.Purtroppo i nostri esperti italiani vengono apprezzati moltodi più all'estero che in Italia, dove non risiedono più daanni.Di loro abbiamo varie pubblicazioni che hanno il pregio diessere scritte in italiano ed anche pensate per la nostrarealtà nazionale.Ad esempio vedere i recenti libri:"Un intervento precoce per il tuo bambino con autismo" di cuiè primo Autore la Rogers, è stato tradotto e curato dallaColombi."Autismo: come e cosa fare con bambini e ragazzi a scuola" dicui è Autore Vivanti e Cottini."Dalle nuove conoscenze scientifiche alle strategie diintervento" di cui è Autore Vivanti e Salomone.cordiali salutiCarlo HanauIl giorno 25 luglio 2017 08:52, Angsa Campania<campania@angsa.it mailto:campania@angsa.it > ha scritto:Grande Carlo!Ma chi é Rogersccettato???????Il giorno 24 lug 2017, alle ore 23:47, Carlo Hanau<hanau.carlo@gmail.com mailto:hanau.carlo@gmail.com > hascritto:Fra le 16 e le 17,30 diMartedì 25 cm allatrasmissione su RAI 1 LAVITA IN DIRETTA si tratteràdel caso di un bambino conautismo trasferitosi con lafamiglia a Rimini da Napoli.Rimini è senza dubbio uno dei migliori servizi perl'autismo, ma non garantisce il pagamento dellepoche centinaia di euro necessarie per continuarela supervisione da parte del BCBA in ABA-VB che lafamiglia ha fin qui utilizzato.Poichè il bambino ha avuto grandi miglioramenti,avrebbe diritto alla continuità dell'intervento anorma delle Linee di indirizzo del 2012, ma lafamiglia non ha più le possibilità economiche edha chiesto all'AUSL di intervenire per rimborsarele fatture (circa 350 Euro al mese). Questa sommaè meno di un decimo di quanto lo Stato spende ora,e garantisce il coordinamento di insegnanti,educatori e personale sanitario.L'AUSL, che fino a pochi mesi fa accertava imiglioramenti del bambino ora resiste allarichiesta, proponendo in sostituzione il suopersonale che non ha il titolo di BCBA, ma che sipresenta come atto ad un intervento c.d. integratooppure eclettico.Il BCBA deve garantire non soltanto lapreparazione di laurea quinquennale, due anni dimaster, più di mille ore di esperienza su bambinidiversi e di queste almeno il 10% supervisionate,ma anche il massimo di bambini seguiti da ciascunBCBA in contemporanea e la sua formazionepermanente.Vi sono altri titoli che possono considerarsi allostesso livello, come quello dell'ESDM dellaRogersccettato nella Linea guida dell'ISS del2011,ma non si può accettare che in nome del modellointegrato oppure eclettico qualcuno che non sia unMaestro riconosciuto a livello nazionale sipermetta di inventare nuovi modelli di interventosenza passare dal vaglio della sperimentazionescientifica.Cordiali salutiCarlo Hanau--Prof. Carlo Hanaugià docente di Programmazione e organizzazione deiservizi sociali e sanitariUniversità di Modena e Reggio Emilia e Universitàdegli Studi di Bologna_______________________________________________Lista di discussione autismo-scuolaautismo-scuola@autismo33.itmailto:autismo-scuola@autismo33.itANGSA (Associazione Nazionale Genitori SoggettiAutistici).Fondazione Augusta Pini ed Istituto del BuonPastore Onlus.Per cancellarsi dalla lista inviare un messaggioa: valerio.mezzogori@autismo33.itmailto:valerio.mezzogori@autismo33.it_______________________________________________Lista di discussione autismo-scuolaautismo-scuola@autismo33.itmailto:autismo-scuola@autismo33.itANGSA (Associazione Nazionale Genitori SoggettiAutistici).Fondazione Augusta Pini ed Istituto del Buon PastoreOnlus.Per cancellarsi dalla lista inviare un messaggio a:valerio.mezzogori@autismo33.itmailto:valerio.mezzogori@autismo33.it--Prof. Carlo Hanaugià docente di Programmazione e organizzazione dei servizisociali e sanitariUniversità di Modena e Reggio Emilia e Università degli Studidi Bologna_______________________________________________Lista di discussione autismo-scuolaautismo-scuola@autismo33.itANGSA (Associazione Nazionale Genitori Soggetti Autistici).Fondazione Augusta Pini ed Istituto del Buon Pastore Onlus.Per cancellarsi dalla lista inviare un messaggio a:valerio.mezzogori@autismo33.it_______________________________________________Lista di discussione autismo-biologiaautismo-biologia@autismo33.itANGSA (Associazione Nazionale Genitori Soggetti Autistici).Fondazione Augusta Pini ed Istituto del Buon Pastore Onlus.Per cancellarsi dalla lista inviare un messaggio a:valerio.mezzogori@autismo33.it
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