La ricerca scientifica da un lato cerca di identificare
fattori di rischio modificabili, dall’altro cerca di identificare dei target
per una terapia sintomatica dei soggetti affetti.
Il primo filone di ricerca ha uno scopo preventivo:
diminuire l’incidenza di nuovi casi.
Il secondo filone ha uno scopo terapeutico: lenire i sintomi
di chi è già affetto.
Probabilmente l’identificazione di eventuali cause o fattori
di rischio non avrà conseguenze terapeutiche, ma solo preventive. Questo in
quanto si presume che i fattori causali agiscano sul neuro sviluppo in modo irreversibile in epoca
pre o perinatale.
E’ chiara l’importanza di tale ricerca per arrestare un
fenomeno gravissimo, le cui dimensioni sono molto grandi, indipendentemente dal
fatto che siano diventate tali o che lo fossero anche prima.
E’ anche importante però non creare allarmismi sulla base di
dati incerti o non supportati dall’evidenza.
Tra i fattori di rischio incriminati c’è stato l’impiego di ossitocina
esogena sintetica nel parto.
La cosa ha una grande rilevanza in quanto, se fosse
supportata da una buona evidenza, le linee guida per l’uso dell’ossitocina
dovrebbero essere radicalmente cambiate. Per questo l’ American College of
Obstetricians and Gynecologists ha affrontato il tema facendo una rassegna
della letteratura esistente che ha pubblicato nell’articolo
Labor induction or augmentation and autism.
Committee Opinion No. 597. American
College of Obstetricians
and Gynecologists. Obstet Gynecol 2014;123:1140–2.
Il Comitato
di esperti conclude
Current evidence does not identify a causal
relationship between labor induction or augmentation in general, or oxytocin
labor induction specifically, and autism or ASD. Recognizing the limitations of
available study design, conflicting data, and the potential consequences of
limiting labor induction and augmentation, the Committee on Obstetric Practice
recommends against a change in current guidance regarding counseling and
indications for and methods of labor induction and augmentation (22).