Dal notiziario
dell’anffas riporto...”Nel Regno Unito, il 22% delle persone con disabilità
intellettive aveva meno di 50 anni al momento della morte, contro il 9% dei
decessi che riguardano la rimanente parte di cittadini: una realtà resa
visibile dall'ultimo rapporto pubblicato dal Governo inglese che, seguendo
l'esempio dell'associazione Mencap, ha approfondito lo scottante tema delle
morti premature di chi ha una disabilità, specialmente intellettiva.
La ricerca rileva che le ragioni sono probabilmente da ricercare nelle
difficoltà ad individuare le esigenze specifiche di questa speciale categoria
di pazienti e il relativo trattamento appropriato. Il rapporto indica, inoltre,
che persistono disuguaglianze nell'assistenza sanitaria assolutamente da
eliminare, secondo il Ministero della salute, per abbassare il tasso di
mortalità di chi ha un handicap di questo tipo.”
Il Regno Unito ha il grande merito di fare emergere realtà
scomode di cui si parla mal volentieri.
Sappiamo che la cura della salute richiede collaborazione da
parte dei pazienti, spesso sopportazione
di fastidio e dolore, ma dove ci sono operatori e servizi dedicati nulla è impossibile.
Un esempio virtuoso è dato dalla Clinica Odontoiatrica dell’Università
di Bologna, Servizio Disabili.
Un intervento che normalmente dura dieci minuti puo’ durare un’ora e anche più. Gli operatori
non hanno fretta. Mettono il paziente a proprio agio e, se c’è bisogno,
utilizzano una schiera di giovani studenti, laureandi o specializzandi per aiutarlo
a stare fermo. Il personale di rinforzo è in alternativa alla sedazione, che
non viene quasi mai usata.