Ho fatto una lunga
analisi dell’articolo di Giacomo Vivanti e colleghi per i motivi che ho già
elencato, non ultimo il fatto di avere a disposizione due manuali tradotti in
italiano che ci consentono di capire bene in cosa consiste il metodo ESDM.
Vorrei sottolineare due
cose: la dimensione della ricerca e della sperimentazione non è la stessa della
clinica. Nella sperimentazione bisogna restringere il campo per verificare
alcune ipotesi eliminando le variabili confondenti. Nella clinica si devono
avere dei punti di riferimento teorici ma bisogna poi mediare in base alle mille
variabili del mondo reale.
Il metodo ESDM si
riferisce alla sola età prescolare e la caposcuola, Sally Rogers, nel corso
degli anni si è spinta sempre oltre, nel senso di trattare bambini sempre più
piccoli. Partendo dal limite di tre anni è arrivata a un anno.
La ricerca è fatta così.
Deve fissare un ambito ben preciso e lavorare all’interno di questo.
E’ chiaro che noi
possiamo parlare del trattamento educativo dei maggiori di sei anni, ma quando
facciamo questo parliamo a ruota libera e siamo fuori tema rispetto all’ESDM.
Al di fuori della ricerca
ho chiesto a Giacomo Vivanti come vengono orientati i bambini che in età
prescolare sono stati trattati con ESDM. Ecco la sua risposta
“In età scolare le
famiglie possono scegliere tra diverse opzioni (scuole normali, speciali,
miste) a seconda dei fondi: molto dipende dai fondi assegnati
dall'assicurazione, che a sua volta dipende dalla gravità del bambino”.
PS: I manuali tradotti in italiano si trovano ai
seguenti link: quello per i professionisti a
e
quello per i genitori a