Da
un'indagine praticata negli USA risulta che
Su
33 565 soggetti con Disturbi dello Spettro Autistico (ASD) da 0 a
20 anni
64%
hanno la prescrizione di almeno uno psicofarmaco
35%
hanno la prescrizione di 2 o più classi di psicofarmaci
15%
hanno la prescrizione di 3 o più classi di psicofarmaci
Da
un'indagine praticata in Italia su 302
persone con autismo di età
dai 3 ai 42 anni
risulta
un consumo di psicofarmaci inferiore, ma tuttavia cospicuo e in
progressivo aumento con l'eta':
7,4%
tra i 3 e i 7 anni;
14,7%
tra gli 8 e i 13 anni;
49,4%
tra i 14 e i 20 anni;
57,6%
tra i 21 e i 42 anni
Questo
nonostante che non ci siano farmaci specifici per l' autismo e che i
farmaci abbiano un ruolo del tutto secondario rispetto ai trattamenti
abilitativi.
Forse
una certa quota di psicofarmaci potrebbe essere sostituita da un
trattamento abilitativo ottimale, ma in non pochi casi, soprattutto
in eta' adulta, i comportamenti dirompenti sono di entita' tale da
richiedere anche un sapiente e prudente uso di farmaci.
E
allora non e' bene fare la politica dello struzzo, ma e' meglio
parlarne, in modo da arrivare preparati ai momenti brutti nei quali
anche i farmaci devono essere usati, se pure mai da soli ma sempre a
complemento degli altri interventi.
Da
queste premesse nasce l' esigenza di incontri specificamente dedicati
a “ farmaci e comportamenti dirompenti in bambini e adulti con
autismo e/o disabilita' mentale.
A
Bologna sara' il terzo incontro su questo tema il 6 novembre prossimo
dalle 9,30 alle 12,00
nell' aula magna dell'ospedale Bellaria .
Di
interesse il fatto che a parlarne siano una neuropsichiatra infantile
e una psichiatra adulti, a testimonianza del fatto che anche gli
psichiatri adulti stanno prendendo coscienza del fatto che
l' autismo
riguarda, e molto, anche loro.
Per
i particolari rimando a