Apprendo oggi che si è spento oggi un ragazzo con autismo a 34 anni.
 Di cosa è morto? Non lo voglio sapere, immagino lo voglia sapere la sua famiglia in questo momento di immenso dolore, a cui credo vada un momento di solidarietà e di vicinanza da parte di tutti.
 Vorrei sapere però se ci sono evidenze scientifiche circa un discostamento “naturale” tra la speranza di vita di un normotipico e quello delle persone con autismo; abbiamo bisogno di queste informazioni per capire sempre se i trattamenti di qualsiasi natura, prima ancora che efficaci, siano etici, considerando i rischi per la salute.
Cordiali saluti
AM
 
Una ricerca pubblicata nel 2013 sul British Medical Journal riguarda la mortalità precoce delle persone con disabilità di apprendimento, termine che in inglese è sinonimo di disabilità intellettiva.

(Torjesen I, People with learning disabilities are more likely to die prematurely, inquiry finds, BMJ 2013;346:f1853    http://www.bmj.com/content/346/bmj.f1853   )

Già dal titolo si evince che le persone con “learning disabilities”  hanno una maggiore  probabilità di morire prematuramente della popolazione generale di pari età.

“22% of people with learning disabilities were found to have died before they reached the age of 50, compared with just 9% of the general population

Non sono necessari sofisticati test statistici per dimostrare che 22% è  superiore a 9%

Una causa  verosimile  è la omissione di cura di malattie curabili che colpiscono in egual misura abili e disabili.

Se ci soffermiamo sulla morte improvvisa, un fattore di rischio è l’assunzione di farmaci antipsicotici, che, pur non raggiungendo i livelli americani, è alta anche in Italia e aumenta con l’età in rapporto con la comparsa di comportamenti esplosivi e di comorbilità psichiatrica, come si evince dal rapporto Angsa, Censis, Serono

www.angsaonlus.org/censis_dimensione_nascista_disabilit.pdf

Secondo quanto emerso da tale ricerca le persone con autismo d età superiore a 20 anni assumono antipsicotici nella percentuale del 45, 6%.

Nel 2013 è stato pubblicato l’articolo

Risk of Mortality (Including Sudden Cardiac Death) and Major Cardiovascular Events in Atypical and Typical Antipsychotic Users: A Study with the General Practice Research Database

Tarita Murray-Thomas, 1 ,* Meghan E. Jones, 2 Deven Patel, 1 Elizabeth Brunner, 2 Chetan C. Shatapathy, 2 Stephen Motsko, 2 and Tjeerd P. Van Staa 1 , 3 , 4
Cardiovasc Psychiatry Neurol. 2013;2013:247486. doi: 10.1155/2013/247486. Epub 2013 Dec 26.
 
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3888674/
 
Da questa ricerca risulta che il rischio relativo di morte improvvisa nei pazienti psichiatrici che assumono antipsicotici rispetto  ai pazienti psichiatrici che non li assumono è  5,76
Relative to psychiatric nonusers, the adjusted relative ratios (aRR) of  SCD primary definition is  5.76 (95% CI: 2.90-11.45)
 
SCD sta per Sudden Cardiac Death
Per SCD  primary definition si intende una morte improvvisa del tutto inattesa in un soggetto senza nessun precedente di patologia cardiaca.
 
Si suppone che la causa della morte improvvisa da antipsicotici sia di origine aritmica.