L'attuale classificazione dell'ICD 10 (e del DMS IV) è del tutto insoddisfacente, dato che vi sono ben 4 categorie residuali:
F 84.1: ATIPICO
F 84.3: ALTRO TIPO
F 84.8: ALTRO TIPO
F 84.9: NON SPECIFICATO
Anche l'età nella quale viene fatta la classificazione è importante: la precocità del riconoscimento implica una gravità che per fortuna soltanto una piccola parte delle persone con autismo/i presenta.
Ammettere questa confusione di 4 categorie residuali è come ammettere la nostra ignoranza, primo passo verso la vera conoscenza (e non l'ho detto io per primo).
Mettere tutti insieme in una casella quelli che hanno bisogni tanto diversi, origini diverse, fenotipi diversi, forse potrebbe essere l'inizio di un lavoro di PROGETTO DI VITA INDIVIDUALE, che la legge 328/2000 giustamente rendeva obbligatorio già 13 anni addietro e che la sentenza del TAR della Calabria, su richiesta Anffas, ha appena confermato.
Questo non deve tuttavia fare dimenticare che indipendentemente da tutto una buona percentuale di persone con autismo/i riceve benefici da un'educazione speciale precoce, intensiva e strutturata come quelle che la Linea guida n.21 ricorda. Il primo progetto di vita individualizzato deve seguire la linea guida.
Non è onesto utilizzare la variabilità individuale per giustificare l'inosservanza della linea guida. Nei casi in cui non funziona, soltanto dopo averci provato seriamente, con risorse qualificate, allora si possono cercare altre soluzioni.
Cordiali saluti
Carlo Hanau