Grazie per la segnalazione.
Ora si deve chiedere alle Aziende sanitarie di assumere personale esperto negli interventi basati sull'ABA, per essere in grado di determinare il fabbisogno orario degli operatori qualificati necessari a stabilire il Progetto di vita, che si estende a tutto l'arco della vita stessa e varia nel tempo.
Non si può tollerare che personale dell'Azienda che non conosce l'ABA determini le ore necessarie sulla base delle disponibilità di bilancio, come accade quando, invocando i principi di equità e di sostenibilità ma tradendoli nei fatti, si stabiliscono pochissime ore al mese. 
E' questo il modo per screditare l'intervento sui casi di autismo e quelli maggiormente complessi (leggasi gravi), che rappresentano generalmente i casi che, per dare risultati, esigono interventi comportamentali intensivi precoci e, aumentando l'età, ancora intensivi, seppure ridotti. 
In sanità vale il principio che si deve dare a ognuno in relazione ai bisogni e non a tutti secondo la media delle disponibilità di bilancio.
Il progetto di vita esige valutazioni di esperti nello specifico intervento. Se vi sono interventi efficaci ma molto costosi spetta al decisore politico decidere se includerli fra quelli che il Servizio sanitario pubblico si impegna a garantire con i LEA (livelli essenziali di assistenza nazionali, eventualmente incrementati da quelli regionali).
Gli interventi psicoeducativi raramente sono risolutivi, ma quelli che danno maggiori miglioramenti esigono interventi precoci e prolungati come ore settimanali e maggiore specializzazione di tutti quelli che formano l'intorno della persona, in un concerto educativo. Quando sono efficaci portano a una riduzione del bisogno delle ore di operatore ma non all'interruzione completa. Il risparmio per il bilancio pubblico deriva a lungo termine dal miglioramento e quindi dalla riduzione giustificata delle ore di personale impiegato e quindi del budget di salute, e non viceversa.
Purtroppo in varie Regioni e in varie aziende sanitarie non si segue questa logica e si pretende di ridurre l'impegno di operatori in base all'età anagrafica.
Carlo Hanau



Il giorno dom 4 gen 2026 alle ore 22:04 Enrico Toffolo via autismo-biologia <autismo-biologia@autismo33.it> ha scritto:
AUTISMO E DIRITTI: SVOLTA DAL TAR CAMPANIA. L'ASL NAPOLI 2 NORD CONDANNATA A VALUTARE L’EROGAZIONE DELLA TERAPIA ABA PER UNA RAGAZZA DI 28 ANNI

Una sentenza innovativa rompe il "muro" della maggiore età: i giudici amministrativi stabiliscono l'obbligo di presa in carico e la definizione di un Progetto Individuale anche per gli adulti, superando la prassi che limitava l'intervento cognitivo-comportamentale all'età evolutiva.

Importante pronuncia del TAR Campania (Sez. IX) che segna un punto a favore delle famiglie di persone con autismo in età adulta. Con la sentenza pubblicata il 2 gennaio 2026, i Giudici Amministrativi hanno accolto il ricorso di un padre (in qualità di tutore), contro il silenzio serbato dall'ASL Napoli 2 Nord in merito alla richiesta di erogazione dell’intervento ABA (Applied Behaviour Analysis) per la figlia ventottenne.

La vicenda nasce dalla richiesta della famiglia di garantire il trattamento riabilitativo più consono per la giovane, portatrice di un disturbo dello spettro autistico.

Nonostante una Consulenza Tecnica d'Ufficio  avesse indicato il metodo ABA come "intervento psicoeducativo di prima scelta", l'ASL non aveva dato seguito all'istanza presentata nel giugno 2024 , trincerandosi dietro un silenzio illegittimo.

La sentenza rappresenta un precedente significativo perché scardina la prassi secondo cui le terapie ad alta specializzazione, come l'ABA, sarebbero appannaggio esclusivo di bambini e preadolescenti. Il TAR ha stabilito un principio chiaro: sebbene l'ASL mantenga discrezionalità tecnica sulle modalità di erogazione, non può sottrarsi all'obbligo di valutare il caso specifico solo perché il paziente è adulto.

Nelle motivazioni, i giudici sottolineano che "sussiste il diritto del paziente ad essere preso in carico dall'Azienda sanitaria e ad essere curato attraverso un percorso terapeutico preventivamente individuato in un progetto individuale".

L'inerzia dell'amministrazione di fronte alla richiesta di salute di un cittadino fragile, a prescindere dall'età, viola i principi di legge.

Il Tribunale ha dichiarato l'illegittimità del silenzio dell'ASL e ha ordinato all'azienda sanitaria di provvedere in maniera espressa sulla domanda del ricorrente entro 30 giorni. L'ASL dovrà quindi attivare le proprie strutture, valutare la paziente e definire un piano terapeutico concreto, senza potersi più nascondere dietro mancate risposte.

Qualora l'ASL dovesse persistere nella sua inerzia, il TAR ha già nominato un Commissario ad acta (il dirigente delle politiche sociali della Regione Campania) che interverrà per garantire l'esecuzione della sentenza.

Questa pronuncia riaccende la speranza per molte famiglie che, al compimento del 18° anno di età dei propri figli, si ritrovano spesso abbandonate dalle istituzioni, vedendosi negare trattamenti essenziali per il mantenimento delle abilità acquisite e per una vita dignitosa.

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Autismo-biologia e' una lista di discussione promossa dall' A.P.R.I., Associazione Cimadori per la ricerca italiana sulla sindrome di Down, l'autismo e il danno cerebrale.
www.apriautismo.it

Per cancellarsi inviare un messaggio a: valerio.mezzogori@autismo33.it


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invito a firmare la petizione al Ministro contro le raccomandazioni di prescrivere antipsicotici e altri psicofarmaci ai bambini con autismo
http://chng.it/4PCKz4n6ct
Prof. Carlo Hanau
già docente di Programmazione e organizzazione dei servizi sociali e sanitari nelle Università di Modena e Reggio Emilia e di Bologna. 
Presidente di A.P.R.I. Odv ETS pagina Facebook al link      https://www.facebook.com/APRI.ONLUS/