Scrive
Natalino Foti, Direttore Sanitario della Fondazione Marino.
Ho
letto con attenzione quanto scrivono professionisti di valore, sicuramente più
competenti di me, a proposito dell'uso di farmaci psicotropi in soggetti con
autismo. Inutile dire che concordo pienamente con le preoccupazioni da
loro espresse.
Il
mio contributo vuole rafforzare le loro posizioni, al riguardo,
introducendo nella discussione la mia personale esperienza derivante
dall'osservazione attenta e diretta dei ricoverati -( una dozzina circa)
- trattati presso la Fondazione Marino di Melito Porto Salvo (RC) in
tre anni di attività.
Nei
fatti, anche se trattati farmacologicamente in maniera intensiva, i ragazzi qui
giunti presentavano ugualmente stereotipie e comportamenti-problema. Ci siamo
allora chiesti se, per caso, queste manifestazioni non fossero supportate da
patologie intercorrenti la cui recrudescenza inducesse i parossismi di
aggressività e di stereotipie. Abbiamo così scoperto tanta patologia, che
normalmente passa inosservata, come diretta conseguenza della somministrazione
dei farmaci e non. Qui di seguito elenco le patologie
rilevate:
1)
pirosi
gastrica;
2)
reflusso
gastro-esofageo, con tosse non responsiva alle correnti terapie;
3)
varicocele
sinx, verosimilmente doloroso;
4)
tiroidite;
5)
odontopatie
recidivanti e dolorose;
6)
dolori
scheletrici associati a malformazioni anatomiche;
7)
stipsi
ostinate idiopatiche od indotte dai farmaci;
8)
dolori
addominali come conseguenza ad intolleranza al lattosio;
9)
congiuntiviti;
10)
stenosi
del prepuzio;
11)
cistiti.
Ognuna
delle patologie sopra riportate è stata adeguatamente trattata per via medica o
chirurgica, a seconda dei casi. La conseguenza è stata la drammatica diminuzione
dei parossismi, che ci ha consentito una significativa riduzione del numero e
delle quantità dei farmaci somministrati, in accordo con il Dott. Maurizio Elia
e con il Prof. Lucio Moderato,
consulenti della struttura, e la Dott.ssa Logorelli, nostra
psicologa.
Mi
piace introdurre un principio molto importante nella discussione: il trattamento
della patologia autistica non può prescindere dall’apporto dell’esperienza
medica in generale perché la focalizzazione dell’attenzione sulla malattia di
base induce a trascurare gli effetti che su questa può avere una patologia
medica o chirurgica intercorrente, con la conseguenza ovvia di un aumento
sconsiderato della “pressione” farmacologica e la riduzione dei pazienti
autistici a “vegetali”.
L’evidenza
di quanto affermo è testimoniata dalla nuova “normalità” instaurata nella
Fondazione Marino e dalla responsività dei soggetti ricoverati alla
somministrazione dei programmi abilitativi ed educativi.
Grazie
per l’ospitalità.
Natalino Foti della Fondazione Marino