Grazie sempre del tuo impegno nella ricerca sull'autismo, sempre vivo nonostante le difficoltà che incontri.

Il 9 sono andato alla
Convention Nazionale GIMBE sulla Ricerca Biomedica e sono stato invitato  da Nino Cartabellotta a parlare sul tema della ricerca in medicina, vista dalla parte dei malati: ho avuto il consenso della grande platea di ricercatori presenti quando ho ricordato che nella scelta degli obiettivi della ricerca si è molto trascurato il fenomeno della disabilità mentale, che tocca oltre il tre per cento dei bambini, e che poi aumenta con l'età. Silvio Garattini ha incitato all'impegno data la rilevanza sociale del problema.
Carlo Hanau

Il giorno 10 novembre 2016 19:51, Marina Marini <Marina.marini@unibo.it> ha scritto:

Mi sono a lungo chiesta se avrei fatto bene a commentare la tragedia di Vespolate, che mi tocca profondamente. Non volevo abusare del vostro prezioso tempo scrivendo qualche frase che per forza sarebbe apparsa banale, perché si fa presto a scrivere belle parole quando si sta bene. Però vorrei dire a tutti i genitori che leggono questa lista che molte persone che stanno bene, che non hanno queste tragedie in casa, vi sono comunque vicine. Se ho iniziato a fare ricerca nel campo dell'autismo è per vedere se mi è possibile dare un aiuto, per quello che sono capace di fare.

Marina Marini


Il 10/11/2016 18:44, daniela marianicerati ha scritto:
Leggiamo anche le parole accorate della presidente di ANGSA Veneto, che dovrebbero invitare politici e dirigenti di servizi a fare prevenzione di queste tragedie annunciate. I fattoti di rischio sono ormai ben noti






Il Mercoledì 9 Novembre 2016 23:00, benedetta demartis <demartisbenedetta@gmail.com> ha scritto:


Non vorrei banalizzare un argomento come questo, ma temo che continuerà a succedere. Anche se avremo servizi adeguati e risposte sanitarie migliori.
Perché la nostra fragilità psichica è messa a dura prova  dell'autismo, soprattutto quando è complicato  da un'epilessia devastante e farmacoresistente, tanto da impedire qualunque progetto educativo come nel caso di Andrea.
Vivere tanti anni con questo strazio sarebbe devastante per tutti, e chi è più fragile soccombe. Conosco altre famiglie che convivono con queste gravità, ma non reagiscono in modo tragico.
Continuerà a succedere. È triste, ma è così.
Benedetta

Il 09/nov/2016 18:43, "Mariano Fagiolo" <marianofagiolo@alice.it> ha scritto:
E' GIA' SUCCESSO.
NON DOVREBBE RISUCCEDERE.
EPPURE RISUCCEDE.
PERCHE'?
 
Nel 2006 un padre in Sicilia strangolò con i cavi di emergenza della batteria il figlio ventenne autistico.
Il Giudice mostrò, allora, di aver ben inquadrato il probema...

\\\  L’8 novembre 2007 il gup Lorenzo Matassa ha condannato, col rito abbreviato, a 9 anni e 4 mesi di reclusione Calogero C.
Nella motivazione della sentenza il gup ha escluso la premeditazione condividendo quando sostenuto dal legale di C., Giuseppe Sciarrotta.
                Scrive il magistrato nelle 20 pagine della motivazione letta in aula contestualmente al dispositivo:
“Senza pietismo e vittimizzazioni, ma solo per comprovare al processo la verità di un fatto storico può affermarsi che le condizioni di vita familiare e sociale dell’imputato erano, al tempo della commissione del reato, condizionate dal pesante fardello di omissioni, incoerenze e fraintendimenti del sistema socio-sanitario in materia di salute che generano gravi compromissioni del diritto fondamentale previsto dalla Costituzione”.
                  “Cosa fa lo Stato – si chiede il G.U.P. – per curare chi è colpito dal male autistico? In quale modo si tutela l’integrità delle famiglie che da questo male vengono travolte?. La risposta triste e disarmante è purtroppo quella che implica l’assenza: nulla. Il magistrato definisce non efficiente la realtà in materia di cura, assistenza e ausilio alla malattia mentale”.
Pur ribadendo che “l’assassinio non è tollerabile, né scusabile”, il gup tiene conto del dramma di Crapanzano che, in solitudine, senza alcun aiuto delle istituzioni, “per quasi trent’anni ha dedicato interamente al figlio disabile la sua vita”. Queste argomentazioni hanno indotto Matassa a concedere all’imputato le attenuanti generiche. “Non ci fu dramma della follia – conclude il magistrato – ma dramma della malattia”.
La madre della vittima era stata citata come parte offesa dalla procura ma non si è costituita parte civile. Calogero C., che grazie al rito abbreviato ha potuto godere dello sconto di pena di un terzo, resta comunque libero fino a quando la sentenza non diventerà definitiva.\\\

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Lista di discussione autismo-biologia
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ANGSA (Associazione Nazionale Genitori Soggetti Autistici).
Fondazione Augusta Pini ed Istituto del Buon Pastore Onlus.
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Prof. Carlo Hanau
già docente di Programmazione e organizzazione dei servizi sociali e sanitari
Università di Modena e Reggio Emilia e Università degli Studi di Bologna