Nel 2012 su questa lista
abbiamo fatto un’articolata discussione sull’effetto placebo.
Copio su questo argomento
un mio messaggio di allora.
Le sperimentazioni
controllate col placebo hanno mostrato quanto il placebo sia efficace,
soprattutto quando una sedicente terapia
è stata preceduta e accompagnata dai clamori della pubblicità con le
conseguenti attese miracolistiche da parte degli utenti disperati.
Segnalo a questo proposito
l’interessante articolo di Adrian Sandler
PLACEBO EFFECTS IN DEVELOPMENTAL
DISABILITIES: IMPLICATIONS FOR RESEARCH
AND PRACTICE
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/15977316
L’autore inizia le sue
considerazioni paragonando la diversa percentuale di miglioramenti col placebo
in due studi controllati: sul risperidone e sulla secretina.
I responders al placebo in
una sperimentazione col risperidone sono stati il 12%, mentre nello studio
sulla secretina sono stati il 30%.
L’autore ritiene che due
fattori abbiano contribuito al successo del placebo nella sperimentazione sulla
secretina: il grande clamore che c’era stato sui media con proclami di miracoli
e con l’induzione di aspettative miracolistiche, e la via di somministrazione
endovenosa.
Dall’interessante articolo
copio alcuni stralci:
30% of both the secretin group and the
placebo group showed
significant improvement after infusion,
according to parent and
teacher
reports.
Some individuals showed improvement in
core
symptoms of autism, such as eye contact,
repetitive behaviors,
and communication, while others had a
decrease in some associated
symptoms,
such as sleep problems and diarrhea.
In some
instances improvements were quite
dramatic and occurred as
soon as 1 day
after infusion
Media attention led to
widespread hope that secretin
represented a cure for autism, and,
by early 1999, an estimated 2500
children with autism had received secretin injections.
Parents’ hopes are easily amplified
by dramatic reporting of anecdotal
reports
on television, on the Internet, and
in newspapers. In early 1999, we
embarked
on our study in a media-induced
atmosphere primed with unusually high
expectancy that secretin would be
effective.
Headlines proclaimed secretin to be a
potential cure for autism.
The powerful placebo responses in the
secretin trials may
have been the result of heightened
expectancy.
One additional factor that may
have contributed is that the secretin
and
placebo were administered by intravenous
infusion. There is something
uniquely powerful about the experience
of injections and this may account for
the
observation that injections elicit
stronger placebo effects than oral medications
The swallowing of a
tablet hardly compares with the
experience
of feeling the sting of the needle and
watching the blood flow up the tubing,
followed by the infusion of the
mysterious liquid with a syringe
Un’altra considerazione dell’autore è la seguente. I genitori
sapevano che partecipavano ad una sperimentazione col placebo e quindi sapevano
che l’iniezione poteva essere di placebo.
Il miglioramento sarebbe stato verosimilmente maggiore se la
sperimentazione fosse stata in aperto, se cioè i genitori avessero avuto la
certezza che si trattava del farmaco di cui avevano sentito declamare
meraviglie.
Although the placebo effect in the
secretin RCTs is remarkable, it is
likely
that the magnitude of the placebo effect
would have been greater still if this
had
been an open trial of secretin. In our
RCT, parents knew that there was an
even chance that their child had not
received
secretin, and this awareness likely
tempered their expectancy of
improvement.
The significance of this observation
is that all clinical treatment is in
effect “open label,” thereby creating
the
opportunity for larger placebo
effects than those observed in RCTs.
Queste
considerazioni dovrebbero aiutare genitori e terapeuti a fare scelte razionali
e in questo dovrebbero aiutare le linee guida stilate da organi privi di
conflitto di interessi.
Dovrebbero
anche aiutare, come dice l’autore, a sfruttare l’effetto placebo non tanto per
dare medicine placebo, ma per recuperare il rapporto di fiducia
medico-paziente, che è uno degli ingredienti del placebo e che presumibilmente
è stata l’unica cosa realmente efficace della medicina per molti secoli.
Dovrebbero
anche ricordare a chi propone nuove terapie di seguire la strada della
sperimentazione fatta a regola d’arte, senza la quale si passa da illusione a
illusione
7
aprile 2015
Aggiungo
l’importanza dell’effetto Pigmalione. Se tu ti aspetti che un bambino sia il
primo della classe, quello lo sarà davvero.
Nel
nostro caso, quando un bambino è sottoposto ad una terapia che i genitori
ritengono molto efficace, gli danno un’attenzione particolare, gli danno
fiducia e questa attenzione e questa fiducia migliorano le prestazioni del bambino. E dunque sono esse stesse terapeutiche, indipendentemente
dalla sostanza chimica che gli viene somministrata
Il Lunedì 6 Aprile 2015 20:34, melat <melat@libero.it> ha scritto:
Sarebbe interessante analizzare il significato dell'effetto placebo come risposta dalle persone con autismo.
La loro risposta se nella norma costituisce un valore di queste persone che evidentemente mostrano consapevolezza del ruolo del farmaco.
Si potrebbe quindi rivalutare la loro capacità cognitiva?
Giovanni Marino
Inviato da Samsung Mobile.
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