Vi inoltro l’Amaca di Michele Serra, che dà un punto di vista differente rispetto alla posizione censoria che spesso si utilizza, ovvero, lasciate che i fanatici parlino liberamente. Ma dà anche un monito ben noto, ripetuto da grandi scienziati e intellettuali di diverse generazioni, spesso dimenticato da piccoli scienziati e dalla medicina ufficiale.

 

Perché i fanatici sono dannosi? Perché essendo la parodia vivente dello spirito critico, lo rendono ridicolo e lo danneggiano.

Impressionante, in questo senso, 
uno studio di Observa
 (istituto di ricerca che si occupa dei rapporti tra scienza e società) sulla questione dei vaccini. Risulta che il frenetico attivismo dei no-vax sia stato molto controproducente per la loro causa, e abbia più che dimezzato, in due soli anni, il numero di italiani contrari alle vaccinazioni obbligatorie: dal 18 per cento del 2015 all’attuale 8 per cento.

È una buona notizia? Ovviamente sì, perché rinsalda il rapporto tra opinione pubblica e cosiddetta “medicina ufficiale”, e riduce sensibilmente il campo d’azione dell’antiscienza (interfaccia dell’antipolitica), quella che antepone le superstizioni dei social alla ricerca clinica.

Ma attenzione: perché una scienza che parli solo ex cathedra, indiscussa, autoreferenziale, non è la migliore delle scienze possibili. Lo spirito critico, la contraddizione, il dubbio sono il sale di ogni forma di conoscenza.

Qualunque salutare discussione su alcune delle vaccinazioni obbligatorie, grazie all’intolleranza e alla mancanza di autorevolezza della grande maggioranza dei no vax, oggi ha minori possibilità di ottenere credito.


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