La notizia è agghiacciante, anche perché questa era una struttura modello: struttura del Comune, con gestione a una coperativa, di piccole dimensioni (12 ospiti dagli 8 ai 20 anni) con carta dei servizi visibile su internet, nata con ottimi propositi e buone scelte educative-riabilitative.
Come si può, con queste buone premesse, arrivare a situazioni di tale gravità? Come è possibile evitare o prevenire queste aberrazioni? Una ricetta sicura non c’è, ma qualche osservazione la possiamo fare.
Formazione su tutto: tecniche di abilitazione in autismo, metodi comportamentali come raccomandati dall’Istituto Superiore di Sanità nella Linea Guida 21; formazione anche sulle tecniche contenitive che possono essre usate come “ultima ratio” quando il resto non ha funzionato. Tale formazione è richiesta per legge in alcuni Stati nelle cui strutture scolastiche o residenziali il contenimento può essere fatto solo da personale formato appositamente. Ci dice Angela Ottaviani, psicologa italiana che lavora in Inghilterra “ Esiste un documento fondamentale l'IMP o Individual Management Plan, un profilo del singolo, dove vengono delineati comportamenti, i fattori scatenanti, notizie su eventuali condizioni mediche, problemi sensoriali, interessi e attività preferite dell'allievo, strategie di contenimento fisico privilegiate. I genitori approvano o disapprovano, aggiungono suggerimenti e modifiche e autorizzano il loro uso. Ogni incidente dove si è dovuti arrivare al contenimento fisico, viene documentato in un "libro" dove vengono descritti fattori scatenanti e viene motivato l'utilizzo del physical restraint per assicurare la sicurezza e salvaguardia dell'alunno o dei suoi compagni o degli educatori”. Credo che solo a queste condizioni possano essere accettate tali tecniche di contenitive sperando che si diffonda anche in Italia una formazione adeguata.
Apertura verso il territorio nei due sensi dall’interno verso l’esterno e viceversa. Riferendosi ad un semiresidenziale come in questo caso, devono essere previste nei programmi educativi frequenti uscite di collaborazioni in attività con strutture territoriali come quelle dei Centri Giovanili, Centri anziani, colle associazioni di Volontariato, con le occasione sociali come feste, sagre, oppure progetti come Ausilio in cui i giovani della struttura diventano risorsa del territorio nel fare e portare la spesa o medicinali a chi è impossibilitato a muoversi, etc. Analogamente le strutture possono invitare la cittadinanza al loro interno in varie occasioni.
La tecnologia mette a
disposizione vari aiuti, come le telecamere, anche a disposizione dei genitori.
Non so se l'uso delle telecamere possa
essere sufficiente a garantire una maggiore sicurezza a tutte quelle categorie
di persone, disabili, minori, anziani, che non sono in grado di provvedere da
soli alla propria incolumità. Ma è certo che noi genitori abbiamo il diritto di
avere informazioni precise e puntuali, a 360 ° riguardo gli ambiti frequentati dai nostri figli, nella scuola,
nelle strutture riabilitative, sportive o quant'altro.
E’ ora di iniziare ad avere tolleranza zero nei confronti di chi si oppone a
prevenire situazioni simili.
presenza attiva dei genitori, che mi appare fondamentale. I genitori hanno il compito di difendere i figli in ogni situazione in cui non sono rispettati i loro diritti
La situazione delle persone con autismo è pertanto di particolare gravità per i loro comportamenti, per la indisponibilità di farmaci efficaci, per i deficit non tanto del linguaggio, quanto della comunicazione “in toto”, che impedisce loro di denunciare i maltrattamenti subiti.
Sta per essere presentata in Senato una legge che stabilisce alcuni punti fermi sul trattamento delle persone con autismo: speriamo che possa al più presto divenire legge e migliorare la qualità di vita delle persone con autismo, sia bambini che adulti.
Prof. Liana Baroni
Presidente Angsa Onlus
L’Angsa è impegnata a dare speranze di un futuro sereno e dignitoso alle persone con autismo, tutelando i loro diritti ad avere una diagnosi, ad avere un trattamento riabilitativo, ad essere inclusi nella società, ad avere un’educazione, un inserimento lavorativo adeguato alle potenzialità, una vita dignitosa e il più possibile autonoma