Grazie Daniela per il materiale che proponi sempre e grazie Dott. Bertelli per le precisazioni.
Per quanto concerne la mia esperienza mi viene da dire che è anche necessario analizzare con cura cosa produce la crisi comportamentale per scegliere se somministrare un farmaco e quale farmaco somministrare.
Io attualmente ho un paziente di 17 anni che periodicamente produce comportamenti aggressivi verso sua madre e verso alcune persone che vede all’interno di gruppi. Ora, siccome lui è un disegnatore incredibile che funziona fondamentalmente per immagini, ho il dubbio che il suo comportamento aggressivo sia prodotto da una disperazione visiva (prima del comportamento aggressivo si ferma, torna indietro di qualche passo, allarga gli occhi). Ho parlato così con un mio collega psichiatra per capire quale degli antipsicotici è più efficace nei confronti di questo aspetto. Inoltre, nel considerare la probabile necessità di una terapia farmacologica devo per forza considerare anche il fatto di non appiattire la sua capacità di disegno. Chiaramente lui sta lavorando da anni  con un lavoro a indirizzo ABA, e attualmente stavo riflettendo se, per esempio, si potrebbe proporre un intervento ACT (è verbale, con comunque una capacità di pensiero, anche se bizzarro e ripetitivo).
Molto difficile, a mio avviso, somministrare il farmaco più indicato, alla dose giusta, per il tempo giusto.
Concordo con la necessità che comunque sia sempre accompagnato dal lavoro.
Grazie.
Vera Stoppioni

Il giorno 19 giu 2020, alle ore 12:08, <mbertelli.fi@gmail.com> <mbertelli.fi@gmail.com> ha scritto:

Cara Daniela,
 
anche in questo caso, come in quello di altri studi (o anche di altri commentari) inerenti la psicofarmacologia nei DNS, bisogna fare una distinzione importante:
1) gestione acuta dei comportamenti problema
2) terapia di disturbi psichiatrici, per i quali è stata fatta una diagnosi precisa.
Per la gestione dei comportamenti problema vale quello che sottolineano gli autori del lavoro a cui fai riferimento, in linea con le linee guida della WPA alle quale ho avuto l’onore di contribuire già una decina d’anni fa.
Per la terapia dei disturbi psichiatrici, la questione è molto più complessa. In questo caso infatti bisogna considerare i tempi identificati come necessari all’effetto terapeutico e successivamente alla prevenzione delle ricadute.
È un ambito molto delicato, che deve essere trattato con grande attenzione e grande profondità.
 
Dr. Marco Bertelli

Direttore Scientifico
CREA (Centro Ricerca E Ambulatori), Fondazione San Sebastiano della Misericordia di Firenze
Via del Sansovino, 176 - 50142 Firenze

Past President WPA-SPID - World Psychiatric Association - Section Intellectual Disability
Past President EAMH-ID - European Association on Mental Health in Intellectual Disability
Presidente SIDiN - Società Italiana per i Disturbi del Neurosviluppo (ex SIRM e AIRiM)
Presidente Eletto AISQuV - Società Italiana per lo studio della Qualità di Vita
Presidente ASIR - Associazione Scientifica degli Istituti di Riabilitazione della Regione Toscana
 
Da: autismo-biologia <autismo-biologia-bounces@autismo33.it> Per conto di daniela marianicerati
Inviato: venerdì 19 giugno 2020 11:17
A: lista autismo-biologia <autismo-biologia@autismo33.it>
Oggetto: [autismo-biologia] Prescrizione di antipsicotici ai minori: uno studio olandese
 

Sulla prescrizione  di antipsicotici si è focalizzato di recente un gruppo olandese che ha pubblicato i suoi risultati nell’articolo

 “Dinnissen, M., Dietrich, A., van der Molen, J.H. et al. Prescribing antipsychotics in child and adolescent psychiatry: guideline adherence. Eur Child Adolesc Psychiatry (2020)”

 

 https://doi.org/10.1007/s00787-020-01488-6

 

Questo lavoro riguarda la prescrizione di antipsicotici a minori di 18 anni con  QI uguale o superiore a 70. I minori con diagnosi di spettro autistico costituiscono il 52 per cento del campione.

Si tratta di un campione di 436 minori, rappresentativi della generalità dei minori olandesi in terapia antipsicotica,  che hanno ricevuto la prescrizione  nel 2012.  Di questi  sono state esaminate le cartelle cliniche per arrivare a evidenziare l’aderenza o meno alle linee guida.

 L’aderenza alle linee guida dei medici olandesi potrebbe discostarsi da quella dei medici di altri paesi, per cui, più che le conclusioni dell’articolo, ritengo utili le premesse dello stesso, che vengono esposte nelle tabelle,  tutte leggibili in rete.

Mi limiterei in questo messaggio a presentare e commentare le otto raccomandazioni scelte dagli autori  in quanto condivise da  diverse linee guida  olandesi e internazionali.

Queste raccomandazioni si possono leggere alla tabella

https://link.springer.com/article/10.1007/s00787-020-01488-6/tables/1

 

Mi preme sottolineare le raccomandazioni  5 e 7

5.  Parents and children should be educated about the antipsychotic, for example on possible side effects, the off-label status of the medication, the importance of lifestyle adjustments, and the need to regularly attempt discontinuation

 

Sin dalla prima prescrizione si ricorda il bisogno di programmare periodici tentativi di sospensione del farmaco. 

 

7.  Antipsychotics should always be prescribed in combination with psychosocial interventions

 

Gli antipsicotici dovrebbero sempre essere prescritti in combinazione con interventi psicosociali. 

 

Consiglio di leggere tutto l’articolo perché non è frequente trovare un attento esame di un campione significativo di cartelle cliniche di minorenni in terapia con antipsicotici.

    Daniela Mariani Cerati

 

 

 
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