il CDC di Atlanta ha reso noti i dati della rilevazione del 2012 sull'autismo in 11 Stati degli USA.

La frequenza media, rilevata sui bambini di 8 anni, è rimasta invariata rispetto alla rilevazione del 2010 ed è pari a 1,5% di tutti i bambini (cioè uno su sessantotto).

Dopo un decennio di aumenti che ha visto la frequenza raddoppiarsi da 0,7% nel 2000  a 1,5% nel 2010, questo dato del 2012 resta allo stesso livello di quello del 2010.

Questa la fonte dei dati:

http://www.cdc.gov/features/new-autism-data/index.html

In Italia non esiste una rilevazione così estesa e le diagnosi di autismo sono molto meno frequenti, dato che l'attenzione a queste sindromi è molto inferiore.

Il Ministro della Salute ci ha comunicato che il Ministero ha iniziato la costruzione dell'Osservatorio nazionale sull'autismo.


Altre informazioni del CDC di Atlanta, su quest rilevazione che è l'ultima prima dell'uso del DSM 5, e quindi ben confrontabile con gli anni precedenti: 



Children identified with ASD are not receiving comprehensive developmental evaluations1 as early as they could be.

I bambini diagnosticati non ricevono valutazioni multidimensionali dello sviluppo cosi' precocemente come si potrebbe fare.

Previous research has not shown that black or Hispanic children have a lower risk than white children to develop ASD. However, since ADDM data showed that black and Hispanic children were less likely to be identified with ASD, it is possible that these children face socioeconomic or other barriers resulting in a lack of or delayed access to evaluation, diagnosis, and services.

I neri e gli ispanici sono meno diagnosticati. E' verosimile che questo sia dovuto ad un minore accesso alla diagnosi e non ad una reale differenza nella frequenza.

 

Non è facile in questa situazione arrivare alla stima della prevalenza dell'autismo nella popolazione intera, con variazioni così importanti da un anno all'altro,. 

Infine per una previsione della prevalenza nel futuro si dovrebbe calcolare l'attesa di vita delle persone con autismo, che purtroppo è più breve di quella della popolazione generale.



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Prof. Carlo Hanau
già docente di Programmazione e organizzazione dei servizi sociali e sanitari
Università di Modena e Reggio Emilia e Università degli Studi di Bologna