Il Lunedì 29 Agosto 2016 19:37, "ccelenza@libero.it" <ccelenza@libero.it> ha scritto:



E' certamente riduttivo studiare il comportamento umano attraverso i topi, sempre che lo spettro autistico sia una questione di comportamento. Sono una profana ma da quanto ho capito è così che si fa la diagnosi. Può darsi che mio figlio si sentirebbe umiliato, ma quello che più conta è che lo studio dei topi abbia qualche potenzialità, anche se parziale. L'umiliazione si mette da parte in fretta.
Claudia Celenza


Il lavoro sugli animali non serve per fare diagnosi, ma per cercare le cause e la genesi delle malattie, nonché per sperimentare terapie innovative.
Faccio un esempio.
In un certo numero di bambini con autismo si é trovata una mutazione o una delezione del gene Shank 3.
Questa mutazione é la causa dei disturbi del neurosviluppo o non ha nulla a che fare con essi?
Con l’ingegneria genetica é possibile avere topi con mutazioni o delezioni di Shank3 e vedere se questi presentano alterazioni comportamentali evocative dell’autismo.
Nel 2011 é uscito l’articolo “Shank3 mutant mice display autistic-like behaviours and striatal dysfunction”


Questo lavoro dimostra che l’associazione tra disturbi del neurosviluppo e mutazioni dello Shank3 é causale e non casuale, quindi vale la pena studiare questo gene, la sua funzione e le sue disfunzioni e, partendo da dette disfunzioni, ipotizzare nuove terapie, che andranno  sperimentate sul topo Shank3 prima che sugli esseri umani
   Daniela MC