Grazie
Daniela per aver puntato l'attenzione su l'argomento dei CNV, e per il
tuo (come sempre acuto e competente) commento al lavoro di Guilmatre
et al.
Quest'ultimo scaturisce infatti da una serie di studi recenti
che stanno gettando una nuova luce sulle cause genetiche
dell'autismo.
Per meglio inquadrare l'argomento, e in aggiunta a quanto ha gia'
discusso Daniela, penso che possa interesare a questa gruppo un breve
riassunto, sicuramente non esaustivo, di quanto e' stato fatto
finora.
L'avvento delle moderne tecnologie di microarray ha reso possibile
l'individuazione di varianti strutturali submicroscopiche, cioe'
tratti di DNA presenti in un numero di copie variabile, chiamate
copy number variants (CNVs). I CNVs comprendono delezioni,
duplicazioni o inversioni, che spesso coinvolgono uno o più geni,
influenzando di conseguenza l'espressione genica in molti modi.
Negli ultimi anni sono stati condotti numerosi studi al fine di capire
il significato evolutivo di queste varianti, il meccanismo con cui si
formano, la loro estensione e frequenza nella popolazione generale e
la possibile associazione con malattie complesse come l'autismo.
Da questi studi è emerso che i CNVs costituiscono una grande fonte
di variabilità e che tutti gli individui presentano nel proprio
genoma CNVs che possono essere stati ereditati da un genitore o
possono insorgere come sporadici eventi de novo.
Numerosi studi sono stati anche effettuati per capire quale possa
essere il contributo dei CNVs nell'eziologia dell'autismo e di altre
patologie complesse.
Nei primi studi estesi all'intero genoma, è stato identificato un
numero inaspettatamente elevato di varianti strutturali
submicroscopiche in casi familiari di autismo rispetto ai controlli e
questa differenza risulta ancora più spiccata nelle famiglie con un
solo figlio affetto da autismo (singleton) rispetto alle famiglie con
più individui affetti (multiplex) (la percentuale di CNVs
identificati è di circa 2-3% nelle multiplex, 7-10% nelle singleton,
1% nei controlli), suggerendo l'ipotesi che vi possano essere
meccanismi diversi alla base dei casi sporadici e familiari (AGP,
2007;
Sebat et al, 2007).
Studi successivi hanno messo in evidenza che CNVs al medesimo locus
risultano essere associati ad un maggiore rischio per una vasta gamma
di patologie neuropsichiatriche, suggerendo un possibile effetto
pleiotropico di queste varianti. Un esempio sono le microdelezioni
nella regione cromosomica in 15q13.3 che manifestano un'estesa
variabilità fenotipica, essendo presente in individui normali, in
casi di epilessia, di ritardo mentale, di autismo e di schizofrenia
(Helbig et al, 2009; Sharp et al, 2008; Pagnamenta et al, 2008; Miller
et al, 2008; Stefansson et al, 2008). Un altro esempio è la regione
nel cromosoma 16p11.2 che in uno ampio studio dell'intero genoma su
751 famiglie dell'AGRE era risultata essere associata
all'autismo, essendo deleta o duplicata nell'1% delle famiglie
multiplex analizzate (Weiss et al, 2008). Successivi studi hanno però
evidenziato che le varianti strutturali identificate in questa regione
sembrano non essere specifiche per l'autismo, ma sono presenti anche
in casi di autismo associato a dimorfismi, in casi di ritardo dello
sviluppo, in casi di ritardo mentale e in controlli (Marshall et al,
2008; Kumar et al, 2008).
In un altro studio recente di grande interesse si sono ricercati geni
deleti o duplicati in un campione clinico di circa 850 casi di autismo
e 1400 controlli e i risultati positivi sono stati analizzati in un
campione indipendete di 1300 casi e 1100 controlli. Risultati
significativi sono stati riportati per delezioni o duplicazioni che
sono individualmente molto rare, ma che tendono a coinvolgere geni
implicati nell'adesione cellulare o appartenenti alla via
dell'ubiquitina, meccanismo coinvolto nella regolazione della
connettività neuronale. [Glessner et al., 2009]
Da tutti questi studi emerge che: -gli ASD presentano un alto grado di
eterogeneità genetica; non esistono specifiche varianti
genetiche o CNVs frequentemente legati all'eziogenesi degli ASD;
tuttavia un insieme variegato di CNV, individualmente rari e che
interassano numerosi geni, sono implicati in una percentuale
significativa di casi. Talvolta queste microdelezioni/duplicazioni
hanno un'alta penetranza (sono sufficienti a determinare l'insorgenza
della malattia). In altri casi costituiscono dei fattori di rischio,
che probabilemente interagiscono con altri fattori genetici (altri
CNV, mutazioni) o non-genetici nella predisposizione agli ASD o altri
disordini quali schizofrenia o vari deficit intellettivi.
Tuttavia, la maggiore difficoltà sta ora nel comprendere il ruolo di
queste nuove varianti strutturali nello sviluppo dell'autismo,
distinguere le varianti che influenzano la suscettibilità dalle
comuni varianti polimorfiche e comprendere come esse possano
interagire tra loro e con altri fattori, genetici e non.
Per una review su CNV e malattie neuropsichiatriche:
-Cook EH & Scherer SW. Copy number variations associated with
neuropsychiatric conditions. Nature 455: 919-23 (2008).
- Marshall, C. R. et al. Structural variation of chromosomes in autism
spectrum disorder. Am. J. Hum. Genet. 82, 477-488 (2008).
- Weiss, L. A. et al. Association between microdeletion and
microduplication at 16p11.2 and autism. N. Engl. J. Med. 358, 667-675
(2008).
- Kumar, R. A. et al. Recurrent 16p11.2 microdeletions in autism. Hum.
Mol. Genet. 17, 628-638 (2008)
- Sebat, J. et al. Strong association of de novo copy number mutations
with autism. Science 316, 445-449 (2007).
- Szatmari, P. et al. Mapping autism risk loci using genetic linkage
and chromosomal
rearrangements. Nature Genet. 39, 319-328 (2007)
- Glessner et JT., et al. Autism genome-wide copy number variation
reveals
ubiquitin
and neuronal genes. Nature 2009
Elena
Maestrini
La storia della medicina è fatta di
negatività che diventano positività con l'affinamento dei mezzi
di indagine.
L'epidemiologia indica da tempo che nell'autismo vi è una
componente genetica verosimilmente poligenica, non mendeliana e
associata, forse, a fattori epigenetici e ambientali.
L'esame cromosomico "standard" permette di identificare
anomalie del numero dei cromosomi e anomalie strutturali che
coinvolgono porzioni relativamente grandi del cromosoma in una piccola
percentuale di casi. Il progresso della tecnica di laboratorio ha
consentito di evidenziare
microdelezioni e microduplicazioni submicroscopiche che hanno
una frequenza molto maggiore e che sino ad ora hanno riguardato
casistiche ridotte, talvolta resoconti di un solo caso..
Essendo questi rilievi abbastanza nuovi, il problema che si pone per
primo è se e quanto queste anomalie siano presenti anche nella
popolazione generale e se l'associazione con la malattia sia causale
o casuale.
Si potrebbe dire "la normalità questa sconosciuta". Gli esami
normalmente li fanno i malati e non i sani. Ci si possono aspettare
dal confronto tra sani e malati le seguenti possibilità: una
differenza non significativa, il chè significa associazione casuale;
una presenza dell'anomalia solo nei malati, il chè significa
associazione causale; prevalenza dell'anomalia nel campione dei
malati in quantità statisticamente superiore rispetto ai sani e
questo significa che l'anomalia è un fattore di rischio, ma non la
causa, e che ha bisogno di altri fattori per dare la malattia.
Altro quesito che nasce dalla scoperta di nuove anomalie: se questa
anomalia è un fattore o causale o di rischio di patologia, esso è
specifico per una data patologia o è comune a molte patologie?
Solo con laboratori di alto livello e con una casistica
sufficientemente numerosa si possono dare risposte attendibili a tali
quesiti. E la numerosità dei campioni puo' essere fornita da
una ricerca multicentrica, da un disegno di ricerca corretto e
da una buona organizzazione del tutto.
Queste caratteristiche positive si trovano nel gruppo
multidisciplinare italo-francese che ha prodotto il seguente lavoro,
di cui copio l'abstract.
Recurrent Rearrangements in Synaptic
and Neurodevelopmental Genes and Shared
Biologic Pathways in Schizophrenia, Autism,
and Mental Retardation
Audrey Guilmatre, PhD; Christèle Dubourg, PhD; Anne-Laure Mosca, MD;
Solenn Legallic, BSc;
Alice Goldenberg, MD; Vale´rie Drouin-Garraud, MD; Vale´rie Layet,
MD; Antoine Rosier, MD; Sylvain Briault, MD;
Fre´de´rique Bonnet-Brilhault, MD, PhD; Fre´de´ric Laumonnier,
PhD; Sylvie Odent, MD, PhD; Gael Le Vacon, MD;
Ge´raldine Joly-Helas, MD; Ve´ronique David, MD; Claude Bendavid,
MD; Jean-Michel Pinoit, MD; Ce´line Henry, MD;
Caterina Impallomeni, MD; Eva Germano, MD; Gaetano Tortorella, MD;
Gabriella Di Rosa, MD;
Catherine Barthelemy, MD; Christian Andres, MD; Laurence Faivre, MD,
PhD; Thierry Fre´bourg, MD, PhD;
Pascale Saugier Veber, PhD; Dominique Campion, MD, PhD
Context: Results of comparative genomic hybridization
studies have suggested that rare copy number variations
(CNVs) at numerous loci are involved in the cause
of mental retardation, autism spectrum disorders, and
schizophrenia.
Objectives: To provide an estimate of the collective frequency
of a set of recurrent or overlapping CNVs in 3
different groups of cases compared with healthy control
subjects and to assess whether each CNV is present in
more than 1 clinical category.
Design: Case-control study.
Setting: Academic research.
Participants: We investigated 28 candidate loci previously
identified by comparative genomic hybridization
studies for gene dosage alteration in 247 cases with mental
retardation, in 260 cases with autism spectrum disorders,
in 236 cases with schizophrenia or schizoaffective
disorder, and in 236 controls.
Main Outcome Measures: Collective and individual
frequencies of the analyzed CNVs in cases compared with
controls.
Results: Recurrent or overlapping CNVs were found in
cases at 39.3% of the selected loci. The collective frequency
of CNVs at these loci is significantly increased in
cases with autism, in cases with schizophrenia, and in cases
with mental retardation compared with controls (P_.001,
P=.01, and P=.001, respectively, Fisher exact test). Individual
significance (P=.02 without correction for multiple
testing) was reached for the association between autism
and a 350-kilobase deletion located at 22q11 and
spanning the PRODH and DGCR6 genes.
Conclusions: Weaklyto moderately recurrentCNVs(transmitted
or occurring de novo) seem to be causative or contributory
factors for these diseases. Most of these CNVs
(which contain genes involved in neurotransmission or in
synapse formation and maintenance) are present in the 3
pathologic conditions (schizophrenia, autism, and mental
retardation), supporting the existence of shared biologic
pathways in these neurodevelopmental disorders.
Arch Gen Psychiatry. 2009;66(9):947-956
Microdelezioni o microduplicazioni, denominate insieme copy
number variations (CNVs), relative a zone di cromosomi che contengono
geni coinvolti nella neurotrasmissione o nella formazione e nel
mantenimento delle sinapsi, sono maggiormente presenti nei casi che
nei controlli, ma, essendo presenti anche nei controlli, possono
essere considerati dei fattori di rischio e non la causa della
malattia.
Dallo studio emerge una trasversalità di tali fattori di
rischio tra le tre patologie esaminate: autismo, ritardo mentale e
schizofrenia.
Riporto le conclusioni dell'articolo
our study confirms and extends
recent evidence suggesting that many candidate
CNVs are not disease specific but are involved in the expression
of different behavioral phenotypes, including MR,
ASDs, and schizophreniaŠŠŠŠŠŠŠŠŠŠ.
This implies the existence of
shared biologic pathways in these 3 neurodevelopmental
conditions. These pathways chiefly affect synapse formation
and maintenance, as well as neurotransmission
(with a special emphasis on glutamate and _-aminobutyric
acid)ŠŠŠŠŠŠŠŠŠŠ
The dysfunction of specific neuronal networks
underlying the particular symptoms of each clinical
condition most likely depends on additional genetics,
epigenetics, and environmental factors that remain to be
characterizedŠŠŠŠŠŠŠŠ..
Scriveva un giornalista del NYT: "Sono finiti i bei tempi in cui si
scoprivano delle cause nette di malattia: il bacillo di Koch, la
trisomia 21 ecc"
Ora per la maggior parte delle malattie si scoprono piccoli tasselli
di fattori di rischio, che comunque aprono uno spiraglio nella
comprensione della patogenesi della malattia alla quale si spera
facciano seguito ipotesi di terapie mirate e razionali.
Una delle cose rilevanti dello studio è la il panel degli autori,
che danno un esempio di come, con una buona pianificazione della
ricerca, si possano condurre studi in collaborazione tra centri e
nazioni diverse. E anche l'Italia, in questo caso la Sicilia,
ha dato il suo contributo
Ecco gli autori con l'affiliazione
Author Affiliations: Institut National de la Sante´ et de
la Recherche Me´dicale (INSERM) Unite´ 614, Institut
Hospitalo-
Universitaire de Recherche Biome´dicale (Drs Guilmatre,
Mosca, Fre´bourg, Saugier Veber, and Campion and
Ms Legallic), Department of Research, Centre Hospitalier
de Saint Etienne du Rouvray (Drs Le Vacon and
Campion), and Department of Genetics, University Hospital
(Drs Goldenberg, Drouin-Garraud, Joly-Helas, Fre´-
bourg, and Saugier Veber), Rouen, Unite´ Mixte de Recherche
6061, Centre National de Recherche Scientifique,
University of Rennes I (Drs Dubourg, David, and Bendavid),
and Department of Genetics, University Hospital
(Dr Odent), Rennes, Department of Genetics, Groupe
Hospitalier du Havre, Le Havre (Dr Layet), Centre de Ressources
Autisme de Haute Normandie, Saint Etienne du
Rouvray (Dr Rosier), Department of Genetics, University
Hospital, and Unite´ Mixte de Recherche 930 Centre
National de Recherche Scientifique, Orle´ans (Dr Briault),
INSERM Unite´ 930, University Hospital Bretonneau,
University Franc¸ ois-Rabelais (Drs Bonnet-
Brilhault, Laumonnier, and Barthelemy), and INSERM
Unite´ 619 (Dr Andres), Tours, and Department of Genetics
(Drs Mosca and Faivre) and Centre de Ressources
Autisme de Bourgogne, Childrens Hospital (Drs
Pinoit and Henry), University Hospital, Dijon, France;
and Department of Medical and Surgical Pediatrics, University
Hospital, Messina, Italy (Drs Impallomeni, Germano,
Tortorella, and Di Rosa).
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