L'ipotesi
che le anomalie cerebrali correlate con l' autismo abbiano origine
durante la vita intrauterina deriva soprattutto dagli studi fatti
post mortem su cervelli di persone con autismo.
Uno
di questi studi (Stoner R., PhD; Chow M.L. PhD; Boyle M. P. PhD;
Surkin S. M., PhD; Mouton R.P., PhD; Subhojit R., MD PhD; Wynshaw B.
A., MD, PhD; Colamarino S.A., PhD, Lein E. S. PhD, and Courchesne E.,
PhD. “Patches of Disorganization in the Neocortex of Children with
Autism”. N Engl J Med 2014; 370;13:1209-1219) e' stato cosi'
riassunto dal giornalista scientifico Sergio Sciancalepore 1
“ sono
state trovate anomalie nella struttura della corteccia in 10 degli 11
soggetti autistici e solo in 1 tra i soggetti non autistici: le
anomalie sono presenti, nei soggetti autistici, solo nella zona
prefrontale e temporale e hanno la caratteristica di essere isolate,
cioè non diffuse - probabilmente - a tutta l' estensione delle due
zone cerebrali, ma in forma di foci di pochi millimetri di
estensione. Nel cervello autistico, quindi, non ci sarebbero lesioni
estese e generalizzate delle aree prefrontale e temporale, ma una
certa quantità di isole con anomalie di struttura. In secondo luogo,
sono stati osservati diversi tipi di anomalie: neuroni immaturi, cioè
non ancora perfettamente sviluppati e funzionanti; neuroni che non si
sono collocati al giusto posto, neuroni che sono regrediti dopo
essere diventati maturi e così via. E' stato inoltre confermato (con
più precisione) un dato già noto: nelle zone osservate, la quantità
di neuroni presenti era di circa il 60 percento superiore rispetto a
quella delle analoghe zone di un cervello non-autistico: una anomala
densità di neuroni. In terzo luogo, il verificarsi delle anomalie c'
è stato nel periodo del secondo trimestre di sviluppo del feto, dal
momento che si sa da tempo che lo sviluppo della corteccia cerebrale
(in particolare nelle due zone dove sono state trovate le anomalie)
si verifica proprio in quel periodo della gravidanza.
Evidentemente,
come fanno notare i ricercatori, un lavoro di questo genere è solo
il punto di partenza per ulteriori ricerche, ma già si possono avere
delle utili indicazioni. Le lesioni sono state rilevate solo nelle
zone prefrontale e temporale, zone che le neuroscienze definiscono
come cruciali per funzioni come i comportamenti cognitivi complessi,
l' espressione della personalità, il controllo delle azioni e così
via, capacità che nell'autismo e nei disturbi correlati sono in
vario modo compromessi”
Il Mercoledì 24 Febbraio 2016 23:17, Foschini Deborah <deborah_foschini@libero.it> ha scritto:
Buona serata avrei bisogno di una cortesia
Potreste aiutarmi a trovare lo studio dove si dice che l'autismo ha inizio nel primo tre mesi di gravidanza
Grazie in anticipo
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