Dall'indagine
compiuta dalla Fondazione Serono nel 2011
risulta
che
Hanno
seguito una terapia farmacologica nell’ultimo anno, per classe
d’età della persona con autismo (val.
%)
Il
7% dai 3 ai 7 anni , il 15% dagli 8 ai 15 anni, il 49% dai 14 ai 20
anni e il
58%
oltre i vent'anni.
Questa
progressione e' in accordo con le indagini compiute in altri Paesi e
rispecchia la comparsa e l'aggravarsi di sintomi quali
l'aggressivita' auto ed etero diretta e, in generale, l'agitazione
che si aggrava con l'eta'.
Parallelamente
all'aggravarsi dei sintomi psichiatrici c' é una diminuzione
dell'intensita' della presa in carico da parte del Servizio Sanitario
Nazionale, che cala progressivamente nel tempo fino a scomparire e a
lasciare il campo al solo Servizio Sociale, sia esso parte del Comune
domicilio di soccorso e/o dell'ASL o dell'ASP.
Nel
libro “Il mondo di Sergio” Il protagonista veniva spesso
ricoverato nel Pronto Soccorso Psichiatrico per comportamenti
gravissimi di cui erano vittime i genitori, i quali venivano
rimproverati perché, essendo il figlio disabile, non doveva andare
in Psichiatria. Dove doveva andare? Questo non lo dicevano e nessuno
lo diceva perche' il posto per lui non esisteva. L'unico ente di
presa in carico dell'adulto gravemente disabile era la famiglia e,
data la depressione e la debolezza della madre, il padre. Quando il
padre ha saputo di avere un cancro, la sola via di uscita gli é
sembrata la morte di entrambi.
Gli
psichiatri adulti non vogliono avere a che fare con gli adulti con
autismo, perche' le loro armi principali, la psicofarmacolgia e la
psicoterapia, sono ben poco efficaci in questi casi. Un professore
universitario di psichiatria ha recentemente fatto una concessione
dando la sua disponibilita' per la categoria degli Asperger, ma non
per la gravissima situazione degli adulti con autismo che presentano
gravi difetti di intelletto e di comunicazione, impedendo la
psicoterapia, e che rispondono male agli psicofarmaci.
E
tutti quegli psicofarmaci chi li ha prescritti? Chi li monitora per
decidere se continuarli, sospenderli, cambiarli, aumentare o
diminuire la posologia? Qualche specialista, in considerazione
dell'estrema difficolta' della gestione degli psicofarmaci nella
disabilita' mentale, ha avuto la brillante idea di affidare questo
compito al medico di medicina generale. Dal momento che la cosa e'
tanto difficile e richiederebbe una specializzazione ad hoc e
soprattutto una concentrazione di esperienza, bene! La scarichiamo su
chi e' sempre presente e non puo' mai dire di no.
Direbbe
Cicerone “Quousque tandem abutere, Catilina, patientia nostra?”
A
questa situazione inqualificabile si oppone il progetto di ricerca
di Marco Bertelli, che si inserisce in una sua prassi gia' in atto,
in modo quanto mai opportuno.
Speriamo
che gli SMS arrivino numerosi e che si possa finanziare non solo il
presente progetto che parla di diagnosi, ma anche quello successivo
inerente la terapia, che si auspica sia una terapia
multidisciplinare: farmacologica e riabilitativa.
In
attesa di nuovi approcci biologici che rendano meno difficile la
gestione di tutti i soggetti con autismo, di ogni eta' e gravita'.
Il Giovedì 17 Marzo 2016 12:03, daniela marianicerati <marianicerati@yahoo.it> ha scritto:
Questo e' il titolo di uno dei tre
progetti di ricerca, che saranno finanziati con la campagna di
raccolta fondi che verra' fatta nella settimana del 2 aprile.
Il proponente, Marco Bertelli, e' uno
dei pochi psichiatri che si ricordano che l'autismo non e' solo
infantile e che gli adulti con autismo non sono da relegare alla mera
assistenza e sussistenza, ma anzi presentano problematiche talora di
estrema gravita', che devono essere oggetto di terapia farmacologica
e riabilitativa da parte di professionisti esperti a cio'
specificamente dedicati.
Nella settimana del 2 aprile tutti
potremo contribuire alla ricerca, e in particolare a questa ricerca,
con gli SMS solidali
Dal
28 marzo al 3 aprile, i
programmi TV e Radio della Rai inviteranno il pubblico a sostenere
l’a Fondazione donando da fisso e cellulare attraverso il numero
solidale che verrà comunicato attivo
fino al 6 aprile. Sarà possibile donare 2 euro da
cellulare personale TIM, Vodafone, WIND, 3, PosteMobile,
CoopVoce e Tiscali. Oppure 2 o 5 Euro da telefono fisso TIM, Fastweb,
Vodafone, TWT e Tiscali.
Ecco
come Marco Bertelli descrive il suo progetto di ricerca
La ricerca indica che la compresenza di altri disturbi
psichiatrici è uno dei problemi più frequenti dei disturbi dello
Spettro Autistico (DdSA), soprattutto nei casi in cui si associ
Disabilità Intellettiva (DI), con un impatto negativo imponente sul
funzionamento generale, gli interventi terapeutico-riabilitativi e
sulla qualità di vita. Nonostante ciò gli studi condotti finora su
questo tema sono fortemente limitati sia in quantità che in qualità.
Mancano dati precisi sulla presentazione delle condizioni
psicopatologiche e conseguentemente sulla loro prevalenza. Tali
mancanze si ripercuotono anche sull'interpretazione dei comportamenti
problema, troppo spesso considerati espressione di un disturbo
psichiatrico e gestiti in prima battuta con interventi farmacologici.
Il presente progetto intende contribuire alla conoscenza in questo
ambito attraverso uno studio osservazionale, analitico, trasversale,
volto a rilevare la prevalenza dei vari disturbi psichiatrici nelle
persone con DdSA con e senza DI, d’età compresa fra i 14 e i 65
anni. A tale scopo verrà utilizzato un sistema di strumenti
diagnostico creato espressamente per questa popolazione, denominato
SPAID, che ha già completato il percorso di validazione. Gli ambiti
di reclutamento potranno essere vari, dalle strutture residenziali,
di diverso livello di concentrazione e indipendenza, a quelle
riabilitative, cliniche, fino alle famiglie. Tutte le persone
inserite nel campione verranno stratificate in base ai 3 livelli di
funzionamento indicati dal DSM-5, alla gravità della DI
eventualmente compresente (borderline, lieve, moderato, grave e
gravissimo), alla tipologia del centro di reclutamento e ad alcune
variabili di background. Per tutte le stratificazioni verranno
prodotte percentuali di prevalenza dei vari disturbi psichiatrici e
indicazioni di peculiarità sintomatologica rispetto a quanto noto
per la popolazione generale. Un ulteriore obiettivo è rappresentato
dall’individuazione di aspetti clinici in grado di migliorare le
capacità di diagnosi differenziale fra DdSA, DI e disturbi
psichiatrici co-occorrenti, soprattutto quelli d'ambito psicotico. A
differenza dei pochi studi simili già condotti in altri Paesi, il
progetto utilizzerà strumenti e percorsi di valutazione diagnostica
costruiti appositamente per i DdSA e la DI.
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