Segnalo con grande piacere che è stato pubblicato su European Journal of Behavior Analysis un articolo che riporta i risultati di una review sistematica sulla letteratura che tratta il processo di condizionamento dei rinforzatori nell'analisi applicata del comportamento, a firma di Clò e Dounavi. Il primo autore è italiano, anzi è un'italiana, Elena Clò, Presidente dell'associazione “pane e cioccolata", che dimostra come con grandi doti e grande impegno, anche con famiglia e lavoro in Italia, sia possibile mantenersi al maggior livello mondiale della scienza dell'analisi applicata del comportamento. Il collegamento con i Maestri stranieri è necessario ed Elena ha cominciato prima della laurea, dai coniugi Koegel in USA, e continua tuttora a fare studi e ricerche oltre oceano e oltre Manica.
Fra gli Autori citati nell'articolo ho ritrovato un altro italiano, Alessandro Liberati, Collega nell'Università di Modena e Reggio Emilia ed amico, più giovane di me di una decina di anni e purtroppo prematuramente scomparso otto anni fa. A lui è stata dedicata la versione italiana di PRISMA Cfr. http://prisma-statement.org/documents/PRISMA%20Italian%20Statement.pdf Liberati ha realizzato il nostro sogno, attuare la medicina basata sull'evidenza delle prove. A questo scopo, a metà anni settanta, insieme a Luigi Dardanoni e Pierluigi Morosini avevamo invitato Archie Cochrane al centro Majorana di Erice per cercare di importare in Italia i criteri di valutazione quantitativa dei risultati delle terapie sui quali si fonda la medicina basata sull'evidenza delle prove (EBM). Purtroppo eravamo in pochi e poco ascoltati. Alessandro Liberati, come dirigente del Centro Cochrane italiano dalla metà degli anni ottanta, prima al Mario Negri e poi a Modena, è stato il principale attore a tempo pieno di questa rivoluzione nella medicina italiana. Il “Network italiano Cochrane Alessandro Liberati”, oggi a lui intitolato, così ricorda quei suoi primi anni di impegno: La sua precoce permanenza in un contesto come quello della Medicina "bostoniana" degli anni ottanta gli ha permesso di far propria una visione "Public health-oriented" del tutto originale per la sanità italiana di quegli anni.
Non mi stupisce l’interesse comune di Elena e di noi tutti per la scienza ABA, perché risponde meglio delle altre scuole ai criteri di valutazione scientifica dei risultati degli interventi, nel campo della psicologia e della psichiatria, per molto tempo renitenti ad ogni forma di quantificazione dei risultati, nonostante il grande impegno professionale all’ISS di Morosini, anch’egli prematuramente scomparso. Infatti questa scienza stabilisce anzitutto con i diretti interessati e/o i loro rappresentanti (nella fattispecie i genitori dei bambini con autismo) gli obiettivi da raggiungere e poi misura passo passo i risultati raggiunti, quantificandoli.
Ritengo che l’articolo della Clò e della Dounavi si inserisca in pieno in questo progresso della scienza della valutazione dell’efficacia delle strategie basate sull’ABA.
Credo perciò che questo articolo possa favorire un miglioramento dell'efficacia della cura delle persone con disturbi del neurosviluppo. Essendo open access, spero che molti cultori della materia e anche le persone impegnate nell’aggiornamento della Linea guida sull’autismo vadano a leggerlo.
Di seguito il link da incollare sul browser per poter scaricare il full text della review:
https://www.tandfonline.com/doi/full/10.1080/15021149.2020.1847953
Carlo Hanau
Per i poveri anglofobi come me segnalo che anche la traduzione automatica fatta da Google consente di capire il senso del lavoro. Vedi ad esempio la traduzione del riassunto:
Il disturbo dello spettro autistico viene diagnosticato quando gli individui dimostrano comportamenti ripetitivi e interessi limitati, specialmente in relazione agli stimoli sociali, che rendono difficile l'accesso ad ambienti socialmente rinforzanti. Di conseguenza, nella maggior parte dei casi, gli interventi di analisi comportamentale devono inizialmente concentrarsi sulla creazione / condizionamento di rinforzi efficaci. È stata condotta una revisione sistematica della letteratura sul rinforzo condizionato che ha identificato 33 articoli rilevanti (pubblicati tra il 2002 e il 2017). Questo articolo riporta l'analisi del contenuto e la qualità delle prove e offre un riepilogo dei risultati riportati in questi documenti. Sono state identificate quattro linee di ricerca: condizionamento classico, condizionamento operante, apprendimento osservazionale e studi di confronto. Sono riportate differenze e somiglianze riguardo alle procedure, al tipo di stimoli da condizionare, alle risposte misurate, all'efficacia riportata e alla qualità dell'evidenza. Vengono fornite raccomandazioni per la ricerca futura e la pratica clinica.