In USA Lisa Croen e colleghi stanno conducendo una ricerca sulla salute degli adulti con disturbi dello spettro autistico e sulle conoscenze che i medici hanno di questa condizione.
Il
24 aprile scorso hanno pubblicato il lavoro The health status of adults on
the autism spectrum.
Copio
dall’abstract
Adults
with autism had significantly increased rates of all major psychiatric disorders
including depression, anxiety, bipolar disorder, obsessive-compulsive disorder,
schizophrenia, and suicide attempts.
Nearly
all medical conditions were significantly more common in adults with autism,
including immune conditions, gastrointestinal and sleep disorders, seizure,
obesity, dyslipidemia, hypertension, and diabetes. Rarer conditions, such as
stroke and Parkinson's disease, were also significantly more common among adults
with autism
Da
qui copio quanto segue
The
comments in the survey were even more telling, says Massolo. For example, one
doctor indicated that he was unaware that autism even affects adults. He stated
that knowing how to care for people with autism does not concern him, as he
doesn’t treat children.
To
better understand the healthcare workers’ responses, the researchers interviewed
nine providers in person. These physicians revealed that they don't know what to
do when faced with an individual with autism. Some of them said that they feel
uncomfortable around people with the disorder.
Cinzia
Raffin al convegno di ANGSA Ravenna del gennaio 2014 ha presentato quanto fatto
a Pordenone per formare i medici del Pronto Soccorso sulla gestione delle
persone con autismo
E’
un primo passo a cui dovrebbero seguirne altri. Il medico americano che
candidamente confessa di non avere mai saputo che esistono degli adulti con
autismo non è certo il solo. Temo che rappresenti più la regola che l’eccezione
nella categoria dei medici: americani e non solo
americani.
Il Sabato 30 Maggio 2015 14:36,
daniela marianicerati <marianicerati@yahoo.it> ha
scritto:
Dal
notiziario dell’anffas riporto...”Nel Regno Unito, il 22% delle persone con
disabilità intellettive aveva meno di 50 anni al momento della morte, contro il
9% dei decessi che riguardano la rimanente parte di cittadini: una realtà resa
visibile dall'ultimo rapporto pubblicato dal Governo inglese che, seguendo
l'esempio dell'associazione Mencap, ha approfondito lo scottante tema delle
morti premature di chi ha una disabilità, specialmente intellettiva.
La ricerca rileva che le ragioni sono probabilmente da
ricercare nelle difficoltà ad individuare le esigenze specifiche di questa
speciale categoria di pazienti e il relativo trattamento appropriato. Il
rapporto indica, inoltre, che persistono disuguaglianze nell'assistenza
sanitaria assolutamente da eliminare, secondo il Ministero della salute, per
abbassare il tasso di mortalità di chi ha un handicap di questo
tipo.”
ANGSA (Associazione
Nazionale Genitori Soggetti Autistici).
Fondazione Augusta Pini ed Istituto
del Buon Pastore Onlus.
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valerio.mezzogori@autismo33.it