E’ stato pubblicato on line il 4 marzo scorso un articolo di grande importanza
 
Prediction of Autism by Translation and Immune/
Inflammation Coexpressed Genes in Toddlers
From Pediatric Community Practices
 
Tiziano Pramparo, PhD; Karen Pierce, PhD; Michael V. Lombardo, PhD; Cynthia Carter Barnes, PhD; Steven Marinero, BS;
Clelia Ahrens-Barbeau, BS; Sarah S. Murray, PhD; Linda Lopez, MA; Ronghui Xu, PhD; Eric Courchesne, PhD
JAMA Psychiatry. doi:10.1001/jamapsychiatry.2014.3008
Published online March 4, 2015.
 
Il lavoro evidenzia non un gene dell’autismo, ma un profilo genetico che distingue i bambini con autismo di sesso maschile di età da uno a quattro anni dai bambini a sviluppo regolare e dai bambini con disordini dello sviluppo diversi dall’autismo (ritardo mentale e disturbi del linguaggio)
L’imponente lavoro è stato fatto all’Università di San Diego in California, ma il  primo autore, Tiziano Pramparo, proviene dal dipartimento di medicina molecolare dell’Università di Pavia, dove ha lavorato con la Professoressa Orsetta Zuffardi, docente di Genetica Umana, a riprova dell’eccellenza di tanti centri di ricerca del nostro paese.
A lei abbiamo chiesto di spiegarci il significato di questa ricerca.
“Questa pubblicazione dimostra la presenza di una “signature”caratteristica rispetto all’espressione genica dei globuli bianchi di bambini di sesso maschile fra gli 1 e i 4 anni, identificati a rischio di autismo sulla base di specifici parametri comportamentali.  
In pratica, nei bambini a rischio sono emerse delle alterazioni dell’espressione genica nel sangue, con alcuni geni espressi in misura maggiore ed altri in misura minore, rispetto ad una popolazione di controllo. I geni con espressione alterata riguardano fra gli altri i processi immunitari e dell’ infiammazione. Questa “signature” non è presente  in bambini con ritardo dello sviluppo globale o del linguaggio ma senza disturbi dello spettro autistico.
In conclusione, questa pubblicazione dimostra come attraverso un test su sangue sia possibile identificare precocemente bambini di sesso maschile a rischio di disordini dello spettro autistico, permettendo quindi di pianificare immediatamente interventi appropriati”
 
Oltre che un aiuto alla diagnosi precoce, i risultati del lavoro  possono essere il punto di partenza per la ricerca di target per terapie biologiche, da affiancare a quelle abilitative.
In conclusion, knowledge of these common pathways and
changes in hub gene connectivity patterns will facilitate research
into biological targets for biotherapeutic intervention”
 
L’articolo è subito rimbalzato su una delle più importanti emittenti televisive americane, la  NBC.
Il servizio della NBC si puo’ leggere e ascoltare al link
   http://www.nbcsandiego.com/news/local/New-Study-May-Help-Diagnose-Autism-Earlier-295685321.html#