In lingua inglese si usa il termine challenging behaviours; in italiano si usa il termine, piu' morbido, “comportamenti problema°. Sta di fatto che questi comportamenti, comunque li si chiami, comprendono sia comportamenti disturbanti ma innocenti, come qualche urletto fuori luogo, sia comportamenti gravissimi che mettono a rischio l' incolumita' fisica del soggetto e di chi gli sta vicino. Mi riferisco all' aggressivita' verso gli altri e verso se stessi, tanto piu' pericolosa quanto piu' il soggetto avanza con l' eta' e, di conseguenza,  con la mole e la forza fisica.
Trovo piu' che pertinenti le parole di Matson JL1, Jang J2.

Aggression is one of the most frequent and debilitating problems observed among persons with autism spectrum disorders (ASD). It is common and can be more problematic than many core symptoms of ASD. Thus, treating the behavior is a high priority. A surprisingly limited number of studies have addressed treatment when taken in the context of the vast ASD literature.

La ricerca dovrebbe focalizzarsi molto di piu' su questo gravissimo problema per trovare rimedi piu' efficaci sia nell' ambito della biologia che in quello dell' abilitazione.

In attesa di ulteriori progressi i professionisti che trattano l' autismo dovrebbero applicare quanto gia' si conosce e si e' dimostrato utile.

Sappiamo che anche l' uso dei farmaci e' lecito quando ci sono comportamenti gravissimi, ma solo a complemento di un approccio abilitativo evidence based.


Western New England University
University of Massachusetts Medical School

si e' dedicato a questo scabroso tema con grande costanza e competenza e, nel suo sito, ha dedicato ampio spazio all' approccio teorico e pratico ai gravi comportamenti dirompenti.
Il sito e' gratuito e di libero accesso e le schede per l' anamnesi strutturata sono tradotte anche in italiano. Per approfondimenti dal sito si puo' accedere direttamente a numerosi articoli originali .
Hanley presenta in modo articolato e approfondito l' analisi funzionale e le strategie comportamentali senza trattare il tema farmaci.
Credo che tutti coloro che trattano persone con autismo debbano conoscere questo approccio, che e' la strada maestra per la quale i farmaci dovrebbero essere solo un complemento e non una sostituzione. Questo per favorire la collaborazione tra professionisti e per fare si' che si diano farmaci solo dopo avere percorso la strada maestra, quando questa non ha dato i risultati sperati.
Ecco il link al prezioso sito di Hanley