Mi sembrava...
Ancora non si capisce come mai abbiano voluto unire in una diagnosi unica di autismo così tanto diverse diagnosi funzionali ..
Ogni articolo diventa così ancora più difficile da interpretare .
E visto che si parla di autismi, speriamo che nel futuro il DSM almeno tracci tre / quattro macro gruppi di questi autismi .
Ovviamente basterebbe una statistica tramite analisi multi fattoriale , che permetta di discriminare almeno 3 autovettori .
Direi che gli autovettori a sentimento sono :
1) presenza del linguaggio ( asse che va dalla non presenza, passando per linguaggio figurato fino al vocale )
2) Quoziente Intellettivo ( che va dai punteggi prossimi allo zero fino ai plus dotati ....)
3) punteggio sulle capacità funzionali ( tipo EFL) che vanno da " non sa fare nulla, anzi se non sto accorta il sapone se lo mangia ) fino alla capacità massime " non si vuole lavare, perché il sapone non è della sua marca preferita )
Direi che la letteratura oggi ha grande problema a parlare di depressione in tema di autismo .
Se poi nella logica paicodinamica la depressione del soggetto è una situazione derivante da una situazione famigliare " disfunzionale " ( uso i termini usati dalla psicoterapia ) allora questo articolo è solo il sintomo della nuova moda : in ogni caso è colpa dei genitori .
Saluti
> Il giorno 20 nov 2023, alle ore 19:38, daniela <daniela@autismo33.it> ha scritto:
>
> L’articolo è in rete
>
> https://www.thelancet.com/journals/lanpsy/article/PIIS2215-0366(23)00291-2/fulltext
>
> e lo si puo’ leggere per intero per vedere se si possono ricavare maggiori dati. E’ fatto su grandi numeri e i dati sono ricavati dalle cartelle cliniche. I grandi numeri permettono rilevazioni statistiche, ma non permettono di conoscere troppi particolari. Probabilmente, e questo lo dicono anche gli autori, le persone con autismo oggetto della ricerca sono prevalentemente di livello 1
> Daniela MC
>
>
>
> Il 2023-11-20 19:21 Claudia Nicchiniello ha scritto:
>> Perdonate .
>> Mi colpisce una frase "
>> Essi partono dall’ipotesi che gli adulti con autismo abbiano una
>> maggiore prevalenza di ansia e depressione rispetto ai coetanei, ma
>> che si rivolgano meno ai servizi a ciò preposti.
>> Chi si rivolge meno ?
>> Un autistico che sia in grado di riscontrare su se stesso alcuni
>> sintomi , o I caregiver che non riconoscono i sintomi ?
>> Grazie per chi mi può rispondere .
>> Saluti
>>>> Il giorno 20 nov 2023, alle ore 17:23, daniela <daniela@autismo33.it> ha scritto:
>>> Essi partono dall’ipotesi che gli adulti con autismo abbiano una maggiore prevalenza di ansia e depressione rispetto ai coetanei, ma che si rivolgano meno ai servizi a ciò preposti.
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