C’è un grandissimo bisogno di avere a disposizione farmaci che agiscano sui sintomi propri dell’autismo e su quelli associati, in particolare l’aggressività e i tantrums.
Per i sintomi propri dell’autismo non c’è al momento nulla. Per i comportamenti esplosivi ci sono farmaci la cui efficacia è scarsa, gli effetti collaterali sono importanti e le sperimentazioni sono state fatte per tempi brevi, mentre nella pratica clinica i farmaci vengono assunti per periodi lunghissimi, spesso per tutta la vita.
Un filone di ricerca è quello dello studio della biologia  di base che dalla fisiopatologia dovrebbe identificare dei target su cui dovrebbero agire farmaci totalmente nuovi.
Un altro filone è quello che sperimenta vecchi farmaci, già in commercio con altre indicazioni, per vedere se qualcuno di essi puo’ essere utile nell’autismo.
Data la scarsità di dati in questo campo, anche la descrizione di un singolo caso è utile per stimolare eventuali sperimentazioni su vasta scala.

L’articolo

The treatment of autism with low-dose phenytoin: a case report

Philip D Bird
Journal of Medical Case Reports 2015, 9:8  doi:10.1186/1752-1947-9-8
http://www.jmedicalcasereports.com/content/9/1/8#B6
si inserisce nel secondo filone di ricerche.
L’autore ha sperimentato un vecchio farmaco antiepilettico, la fenitoina, su un giovane di 19 anni con autismo e crisi comportamentali esplosive.
Non si tratta di terapia antiepilettica, perché nell’epilessia il dosaggio giornaliero è di 300 - 500 mg. al dì, mentre l’autore ha dato il farmaco a 5 mg. al dì per 18 mesi registrando un miglioramento sia sui sintomi “core” dell’autismo che sugli accessi comportamentali.
L’aumento della dose giornaliera non ha portato ulteriori benefici.
E’ chiaro che una rondine non fa primavera e che  il beneficio potrebbe essere ascrivibile interamente all’effetto placebo. Se però si replicasse con buoni risultati questo tipo di sperimentazione, ci sarebbe il vantaggio di avere un farmaco ben noto, usato per decenni in milioni di persone e per lunghi periodi di tempo. Il dosaggio così basso farebbe presumere effetti collaterali molto minori.