Cari amici,
di nuovo è ripresa in Parlamento una discussione
oscurantista contro la sperimentazione animale. La mail di Elena Cattaneo , che
inoltro, è esemplare e non c'è niente da togliere o da aggiungere. Giustamente
Elena sottolinea che i ricercatori sono i primi a fare il possibile per ridurre
l'uso di animali, ma che i ricercatori che hanno sviluppato i metodo
alternativi sono gli stessi che ne conoscono i limiti. Elena non dice che la
legislazione italiana è tra le più avanzate del mondo in termini di controllo e
di sorveglianza e che la regolamentazione in vigore parte dal concetto di ridurre la
sofferenza animale in tutti i modi. La maggior parte dei parlamentari non sa
nulla di tutto questo ed è succube di
consulenti o pseudoconsulenti. Cerchiamo
di parlare con i parlamentari che conosciamo per fare loro conoscere lo stato
reale delle cose e l’importanza che la sperimentazione animale ha per giungere a curare malattie gravi e per ora orfane di cure, tra cui
le tante condizioni biologiche che sono alla base dell’autismo.
-------- Messaggio Inoltrato --------
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Oggetto:
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[avvisi]
Mozioni su sperimentazione animale in Parlamento
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Data:
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Mon, 4 May
2015 16:45:08 +0200
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Mittente:
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A:
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Gentili
iscritti alla mailing list UniStem,
mi permetto di allegarvi il resoconto stenografico di alcuni interventi in
Parlamento tenuti lo scorso giovedì nel corso delle discussioni sul benessere
animale che hanno finito per dedicarsi, nei termini che leggerete, alla
sperimentazione animale. In particolare, vi invito a leggere gli interventi dei
Senatori Taverna (M5S), De Petris (SEL) e Bonfrisco (FI-PdL) - quest'ultima tra
le maggiori sostenitrici del metodo Stamina in Parlamento - e altri (guarda la seduta), oltre al pregevole
intervento della Sen.ce De Biasi (PD). Domani, martedì 5 maggio, si ultimerà la
discussione e si voteranno le mozioni.
Da questi
interventi penso si possa evincere che alcuni parlamentari sono, in questo
caso, ignari dei temi di scienza e salute di cui discutono, arrivando a:
(i)
falsare la realtà dei fatti;
(ii)
sostenere proposte che, se adottate, si renderebbero
pericolose per la salute umana e il benessere della società;
(iii)
disconoscere il valore, l’eticità e l’importanza della
sperimentazione animale nella comprensione della fisiologia e della patologia
umana e animale;
(iv)
offendere la dignità e la fatica di migliaia di giovani
ricercatori italiani e meno giovani docenti e scienziati che ogni giorno si
ostinano a lavorare in Italia, nonostante il disinteresse e le avversità, per
scoprire nuove spiegazioni e cure per tutti, dipingendoli come individui non
interessati al benessere animale e dediti alla “vivisezione”;
(v)
sminuire l’impegno costante dei ricercatori nel
migliorare e ridurre il numero di animali impiegati nelle sperimentazioni;
(vi)
rinnegare di fronte ai malati l’impegno a far sì che ogni
strada razionale sia perseguita per trovare rimedi alle loro malattie;
(vii)
definire la sperimentazione animale “un’odiosa pratica”
sostenendo che un computer potrebbe “sostituirsi ai test di cancerogenicità
delle sostanze” con l’obiettivo “di abbandonare progressivamente l'uso
degli animali a fini scientifici fino alla completa sostituzione” visto che
nonostante tanta ricerca “l’ictus non è curato” e solo
in Italia ogni anno vi sono “mille casi di cancro”;
(viii)
sminuire le conquiste della sperimentazione clinica e della
regolamentazione in ambito sanitario che prevede necessariamente prove
nell’animale prima del passaggio all’uomo;
(ix)
far credere che alcune ricerche scientifiche (quali?) non
servono per salvare le persone ma “le tasche delle società farmaceutiche”.
Ricordo
anche che tempo addietro, altri senatori PD affermarono sui media che la
sperimentazione animale è superabile grazie ai “microcircuiti cellulari e
all’epidemiologia”, parole che si ritrovano in alcuni passaggi delle
mozioni -attualmente in discussione - di altri partiti e che sostengono che “modelli
virtuali e organi su chip, studi su cellule staminali umane, strumenti quali la
genomica, proteomica, metabolomica e screening ad alta capacità potrebbero
sostituire gli attuali metodi e arrivare a un radicale cambio di paradigma
nella ricerca medica e tossicologica” e che “attraverso la promozione
dei metodi alternativi, si potrebbero ridurre sia i rischi sull'uomo che le
pene degli animali; lo scenario scientifico nazionale ed europeo è sempre più
rivolto alla loro promozione. Negli Stati Uniti, a sostenerne lo sviluppo con
ingenti investimenti sono le massime autorità scientifiche e amministrative: il
Wyss Institute con l'università di Harvard e il Dipartimento della difesa hanno
dato il via a un progetto da 37 milioni di dollari per aiutare a sviluppare 10
organi ingegnerizzati, tutti uniti in un unico sistema per replicare un
"human body on a chip", che può essere usato rapidamente per valutare
le risposte del corpo umano a nuovi farmaci o a potenziali danni chimici”.
Saremo
destinati a non poter studiare e ricercare per il benessere di tutti se, da
parte nostra, delle istituzioni di ricerca, dei giovani e meno giovani
ricercatori di ogni laboratorio, dei rettori, dei direttori dei centri di
ricerca di ogni disciplina, non si prova a fare qualcosa, mobilitando tutte le
risorse mediatiche a cui ognuno di noi può accedere, cercando di spiegare ai
cittadini ogni aspetto del nostro lavoro, trasmettendo messaggi più efficaci,
insistendo sulle conseguenze sanitarie e i rischi di un peggioramento per la
salute umana dei nostri figli e nipoti che deriverà dal rinunciare parzialmente
o completamente alla sperimentazione animale, in virtù di metodi alternativi
che noi sviluppiamo e che sappiamo bene essere solo complementari.
Io credo
che dobbiamo continuare a dare argomenti a chi riesce a comprenderli, i
cittadini per primi. Ai parlamentari dobbiamo chiedere di rispettare il vincolo
costituzionale di decidere nell'interesse dei cittadini e non secondo pregiudizi
o ideologie personali che sono dannose per il futuro della sanità pubblica.
Quindi, di esprimersi e discutere pubblicamente con gli scienziati e i
cittadini di ricerca, delle sue aspettative e dei benefici per tutti.
A ciascuno
di noi, giovani e meno giovani, alle organizzazioni di ricerca e alle società
scientifiche spetta il compito di chiedere ed accertarsi che il legislatore
accolga sempre i fatti su cui deve legiferare.
Se ti
attiverai nella tua realtà e istituzione, segnalaci quanto hai fatto e farai
perché si possa tenere traccia e valorizzare ogni iniziativa. Una conferenza
stampa è prevista per domani in Senato alle
ore 12.
Cordiali
saluti,
Elena Cattaneo