Condivido con piacere questo video  pubblico https://youtu.be/SjFoozgppQE estratto dai lavori dell’AIMS2-Trial, a cui partecipo come Autism Representative; il tema trattato da Grainne McAlonan, Prof.ssa in Neuroscienze Traslazionali al Kings College di Londra, sono gli Shiftability Studies.

Credo che andare sempre più a fondo nella biologia e nella chimica del cervello, oltre a rendere disponibili delle scelte terapeutiche in un termine che speriamo il meno lungo possibile, aiuterà ad avere una visione migliore dell’individualità di ciascuna persona; pensare alla normalità, alla normotipicità  come ad un’espressione di individualità è, a mio modesto avviso, sbagliato. La neurodiversità è l’espressione dell’unicità di ciascun individuo; perciò, in qualche modo, siamo tutti neurodiversi e la contrapposizione tra neurodiversi e normotipici non ha senso, perché la normalità è “solo” una necessaria entità statistica, senza la quale sarebbe difficile se non impossibile capire i fenomeni e riconoscere i bisogni delle persone.

Nessuno di noi pone troppe questioni nel leggere le proprie analisi del sangue e, anzi, controlla accuratamente che i propri valori siano all’interno dei valori fisiologici o “normali”; non sono a conoscenza di gruppi di orgoglio iperglicemico o di movimenti di persone leucociti-diverse. Le analisi del sangue difficilmente vanno a ledere o minacciare la nostra individualità, i diritti e l’integrità della persona, ma ci danno delle indicazioni chiare su delle necessità di intervento o di approfondimento; questo ragionamento, difficilmente contestabile, diventa meno facilmente applicabile quando arriviamo al cervello, per una serie molto nutrita di ragioni a volte, ma non sempre, giustificabili,  provenienti da molte discipline e orientamenti. 

Personalmente, credo che non abbiamo bisogno di altre etichette ma sempre di più di occuparci della persona, dell’individuo, attraverso la comprensione scientifica delle sue specificità.

Segue la traduzione di primi 3 minuti del video:

Nello Shiftability Project dell’AIMS2-Trial si studia la chimica della neurodiversità e si usa l’MRI (Magnetic Resonance Imaging), l’EEG e stimoli sensoriali per vedere come il cervello risponde ad alcuni farmaci che hanno come bersaglio le vie di trasmissione dei segnali.

Si spera che ciò aiuti a comprendere la chimica del cervello nell’autismo e a fornire scelte (trattamenti) più personalizzate.

Poichè molte influenze genetiche e ambientali sono state collegate all’Autismo, queste interazioni rendono il cervello autistico molto diversificato; questo significa che ciascuna persona può avere un profilo di chimica cerebrale unico.

Possiamo comprendere uno specifico profilo dal modo in cui il cervello di una persona risponde ad un farmaco che ha come target un particolare sistema chimico.

Stiamo esaminando tre sistemi chimici del cervello:

Questi sono i sistemi che controllano l’eccitazione e l’inibizione nel cervello e anche il sistema endocannabinoide (NdT: è uno dei sistemi più importanti per lo sviluppo e mantenimento dell'omeostasi nel nostro organismo, che nel cervello è un target per i medicinali a base di cannabis).Questi questi son

Uno Shiftability Study è il modo in cui chiamiamo uno studio iniziale per capire se un potenziale farmaco ha degli effetti rilevanti sui meccanismi del cervello rilevanti per l’autismo…

 

Per chi è interessato e non parla inglese, posso fornire successivamente la traduzione completa.

Un saluto

Armando Mazzoni