n. 774
Con la disinformazione
sull’autismo si danneggiano le nostre famiglie
Superando del 30/03/2021
Abbiamo registrato superficialità e disinformazione
sull’autismo, nelle parole della senatrice Paola Binetti,
riportare nei giorni scorsi dall’Agenzia «Dire», a proposito
dell’incontro in corso del pomeriggio di oggi, 29 marzo,
presso la Sala Caduti di Nassirya di Palazzo Madama, in
vista della prossima Giornata Mondiale per la Consapevolezza
dell’Autismo del 2 Aprile.
Si tratta infatti di esternazioni che continuano a
danneggiare ulteriormente le nostre famiglie e i nostri
figli, dal momento che anche questa volta, come già negli
anni precedenti, la senatrice Binetti, probabilmente (mal)
consigliata dall’Istituto di Ortofonologia di Roma, ha
illuso le famiglie delle persone con autismo che dalla
condizione autistica si possa «venirne fuori», ovviamente
con quegli stimoli che continuano a fare riferimento alle
emozioni e alle relazioni, la cui mancanza, temiamo, la
Senatrice, ma probabilmente anche l’Istituto romano, ancora
addebita a noi genitori come infondata causa dell’autismo.
Non contenta, Binetti ha anche elencato gli interventi che
possono aiutare i bambini con autismo, perché per la
Parlamentare, evidentemente, da adulti si smette di essere
autistici.
E qui la nostra sorpresa si è trasformata in sdegno: si è
parlato infatti di «ippoterapia, ono-terapia e tutto il
vasto concetto della pet therapy», cavalli, asini,
tartarughe, tutto tranne che gli interventi basati sulle
prove scientifiche e specifici per i disturbi dello spettro
autistico utilizzati in tutti i Paesi avanzati, consigliati
dalla letteratura scientifica internazionale, dalla Linea
Guida n. 21 (Il trattamento dei disturbi dello spettro
autistico nei bambini e negli adolescenti) dell’Istituto
Superiore di Sanità, dai LEA (Livelli Essenziali di
Assistenza) e dalla nostra esperienza ultratrentennale, in
tal modo vanificando anche gli sforzi di genitori e
professionisti che ogni giorno combattono per vedere
riconosciuti i trattamenti appropriati e che li vedono
negati anche per mancanza di fondi poi sperperati per altri
interventi. Ciò è più grave se viene sostenuto da chi ha un
passato nella professione medica e che dovrebbe sentire la
responsabilità di non fornire false speranze e indicare
invece i trattamenti più utili per migliorare la condizione
delle persone con autismo.
di ANGSA Nazionale,
L’ANGSA è l’Associazione Nazionale Genitori di Persone con
Autismo, aderente alla FISH (Federazione Italiana per il
Superamento dell’Handicap).
Argomenti correlati: Disabilità psico-cognitiva - Disabilità e società
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