concordo molto con Stefano.
il nostro gruppo, insieme ad Angelo Selicorni per
la parte pediatrica, collabora da tempo con Chris Oliver nell'ambito delle
sindromi genetiche, e siamo molto contenti del lavoro che si sta facendo
insieme.
abbiamo trovato il suo approccio molto
interessante, pragmatico e concreto, perchè tiene conto di variabili genetiche
per conoscere meglio le diverse storie naturali delle singole sindromi, non come
uniche storie possibili ma come quelle "a maggiore probabilità" e si muove
nell'ottica sia di raccogliere tempestivamente l'evolversi della sintomatologia
che di giocare d'anticipo (se so che nella sindrome di cornelia de lange gli
aspetti autistici hanno soprattutto una componente di ansia sociale, che
peggiora drasticamente in adolescenza, da un lato posso cogliere al volo i primi
segni di peggioramento e agire di conseguenza, ma soprattutto posso cercare di
giocare d'anticipo e di cercare/trovare modi di prevenire....., e così per molte
altre sfaccettature. sapere in che modo le componenti autistiche della s di
angelman differiscono da quelle della cornelia de lange o dell x fragile
permette di mettere in campo interventi maggiormente mirati e tempestivi....).
si colloca quindi anche nell'ottica, sempre più essenziale, di riflettere sugli
autismi, e non sull'autismo come unica entità.
inoltre, il suo lavoro è da sempre in strettissimo
raccordo con le associazioni dei familiari, permettendo di trasformare
rapidamente in informazioni condivise con le famiglie e ricche di ricadute
pratiche i risultati della ricerca. sul sito dell'associazione
mondiale CDLS ad esempio c'è, a disposizione di tutti ma in link protetto perchè
ricco di video esemplificativi, del bel materiale sulla gestione dei disturbi di
comportamento nelle persone con CDLS.
per quanto riguarda il nostro gruppo, quest'ottica
si è rivelata particolarmente utile anche nell'ambito della CAA, che è il nostro
campo di intervento principale anche se non l'unico, permettendo di partire da
interventi maggiormente mirati in base a caratteristiche
specifiche più probabili in una certa sindorme, e poi di personalizzarli
meglio sul singolo utente. se può interessare, è descritto in dettaglio in una
parte del libro appena uscito per erickson "costruire libri e storie con la
CAA"
Antonella Costantino
----- Original Message -----
Sent: Saturday, August 27, 2011 7:34
PM
Subject: Re: [autismo-biologia] dalla
genetica al comportamento
L'attività del professore (di psicologia) Chris Oliver riflette
abbastanza il presente dello stato dell'arte nei paesi anglosassoni, dove i
fattori genetici hanno pari dignità di quelli socio-ambientali nello spiegare
lo sviluppo neuropsichico. Si veda
http://www.cndd.bham.ac.uk/people/ChrisOliver.shtml
E' notevole peraltro che l'attenzione si stia spostando dal considerare
le "cause della malattia" alle "conseguenze di un pool genetico".
Grazie,
Stefano P.
Stefano (iPhone :-)
On 27 Aug 2011, at 11:30, daniela marianicerati wrote:
I fenotipi comportamentali: dalla genetica al comportamento.
Questo
tema mi sembra un po’ fantascientifico, ma evidentemente puo’ essere svolto
anche nel presente, se così è stato formulato il titolo di una delle
giornate che la Vannini Editrice ha organizzato a Brescia per l’8,9, 10
settembre.
Il relatore della giornata sarà il Prof. Christopher James
Oliver, titolare della Cattedra di Disturbi neuro evolutivi all’University
of Birmingham.
I particolari al link
http://www.angsalombardia.it/objects/autismo_disabilita_intelettive.pdf_______________________________________________
autismo-biologia
mailing list
autismo-biologia@autismo33.ithttp://autismo33.it/mailman/listinfo/autismo-biologia
_______________________________________________
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