Buongiorno a tutti , grazie per le precisazioni dottoressa Cerati ma la realtà almeno in Campania , mi riferisco alle ASL, è ben diversa vedo molti bambini che tra i 5 e 7 anni prendono già Risperdal ed Abilify.....poi lei sa meglio di me che cosa può prevedibilmente succedere a questi bambini a 18 anni.
Nessun riferimento al CBD nonostante illustri dottori quali Keller, Coppola,Cillari, Polidoro, Marino, Pallanti, Striano lo usano con successo ed a differenza di Risperdal ed Abilify il CBD non provoca importanti e serie reazioni avverse al massimo la diarrea.

Buon inizio settimana a tutti
Ing. Marco Basile( genitore il cui figlio è stato il primo in Italia 6 anni fa ad essere trattato con il CBD ed il cui case study report è su PubMed basta digitare sul portale medico scientifico n.1 del pianeta " CBD Autismo" escono 82 articoli scientifici in posizione 18 quello di mio figlio
Il sabato 11 gennaio 2025 alle ore 14:49:37 CET, daniela via autismo-biologia <autismo-biologia@autismo33.it> ha scritto:


Nelle “Raccomandazioni della linea guida sulla diagnosi e sul
trattamento di adulti con disturbo dello spettro autistico”, pubblicate
il 23 dicembre scorso dall’Istituto Superiore di Sanità, ampio spazio,
precisamente da pagina 254 a pagina 286, è dato ai farmaci
antipsicotici.

https://www.iss.it/documents/20126/8968214/Linea_Guida_ASD_adulti_dic2024.pdf/2f89bd78-d44b-f8da-5de7-f1e69b62974c?t=1734950813404

A pagine 263 “il Panel della Linea Guida sulla diagnosi e trattamento
del disturbo dello spettro autistico negli adulti, suggerisce di non
utilizzare farmaci antipsicotici in adulti con ASD senza disturbi dello
spettro schizofrenico (o altri disturbi psicotici) o comportamenti
problema”

A pagina 272 “Il Panel della Linea Guida sulla diagnosi e trattamento
del disturbo dello spettro autistico negli adulti, suggerisce di
utilizzare farmaci antipsicotici in adulti con ASD e co-occorrenza di
comportamenti problema”
La dizione comportamenti problema è molto aspecifica e con essa si
possono indicare comportamenti problematici sì, ma del tutto innocui,
che non giustificano la prescrizione di farmaci gravati da importanti
effetti indesiderati nel breve e ancor più nel lungo periodo. Per questo
motivo si precisa quanto segue “Il Panel, tenuto conto delle definizioni
di challenge behaviour presenti nella letteratura scientifica, specifica
che la raccomandazione va implementata in presenza di comportamenti
etero/autolesivi e/o distruttivi che comportano rischi significativi per
la salute e/o la sicurezza della persona e/o di altri”.

La linea  guida invita ad un monitoraggio molto ravvicinato soprattutto 
nelle fasi iniziali, ricordando la peculiarità della risposta ai farmaci
nelle persone con autismo, peculiarità che arriva anche all’effetto
paradosso
“Nelle prime fasi della somministrazione del farmaco antipsicotico è
importante inoltre tenere presente che, anche se raramente,
l’antipsicotico può peggiorare, anziché migliorare, i sintomi che hanno
condotto alla somministrazione del farmaco stesso”

La terapia farmacologica non deve mai essere la sola terapia, ma sempre
essere inserita nel quadro di un approccio globale “Prima di avviare il
trattamento con antipsicotici è necessario valutare se gli interventi
non farmacologici appropriati siano stati presi in considerazione e
adeguatamente implementati. Tali interventi possono anche includere la
modificazione di eventuali fattori di contesto che potrebbero aver
contribuito a innescare o alimentare la sintomatologia. Nelle PcASD
(Persone con disturbi dello Spettro Autistico)  in trattamento con
antipsicotici, appropriati trattamenti non farmacologici devono essere
sempre presi in considerazione ed essere associati al trattamento
farmacologico “

Perchè queste raccomandazioni vengano messe in atto nella pratica e non
restino lettera morta bisogna prevedere una formazione specifica degli
operatori del Servizio Sanitario Nazionale e possibilmente la creazione
di servizi ad hoc, che potrebbero essere servizi fruibili per l’intero
arco della vita.
Chi prescrive psicofarmaci deve saper dialogare con colleghi medici
capaci di diagnosticare eventuali patologie organiche alla base dei
comportamenti problema e con operatori capaci di operare una diagnosi
funzionale degli stessi, che tenga conto anche di eventuali fattori
ambientali modificabili. Deve inoltre avere esperienza della peculiare
risposta ai farmaci delle persone con autismo, di quali siano i target
da monitorare, spesso rinunciando alla descrizione soggettiva,
impossibile per molto persone con autismo, deve saper dialogare con  i
genitori e con le altre persone che vivono con il paziente e deve
prevedere una possibile deprescrizione.

Dal momento che l’esperienza si fa solo con l’esperienza, è difficile
pensare che tutto ciò venga messo in atto da uno psichiatra che vede
poche persone con autismo nella sua vita professionale. Da ciò
l’opportunità di prevedere servizi dedicati multiprofessionali, se non
si vuole correre il rischio che queste raccomandazioni sagge,
equilibrate e in linea con la letteratura scientifica più aggiornata 
restino solo sulla carta.

      Daniela Mariani Cerati


_______________________________________________
Lista di discussione autismo-biologia
autismo-biologia@autismo33.it
Autismo-biologia e' una lista di discussione promossa dall' A.P.R.I., Associazione Cimadori per la ricerca italiana sulla sindrome di Down, l'autismo e il danno cerebrale.
www.apriautismo.it

Per cancellarsi inviare un messaggio a: valerio.mezzogori@autismo33.it