Concordo con l'importanza della tutela dei diritti di salute sottolineata da Daniela Mariani Cerati, affinchè la disabilità intellettiva non impedisca - ma al contrario incoraggi - una più articolata presa in carico dei bisogni di salute della persona.

A questo proposito, sono lieta di comunicarvi che di questi aspetti si parlerà a Torino, il prossimo 7 novembre, in un incontro dal titolo "Sotto ogni comportamento c'è un corpo: aspetti biomedici nei disturbi dello spettro autistico" a cui prenderanno parte diverse persone note a questa lista, tra cui Roberto Keller, Chiara Pezzana, Marina Marini, Maria Laura Galli e Benedetta Demartis, oltre a Renato Turra, segretario FIMP (Federazione Italiana Medici Pediatri) del Piemonte. 

http://www.autismoesocieta.org/public/pdf/20171010113151_Covegno_7_Novembre.pdf#zoom=75

La letteratura scientifica sottolinea l'importanza di un assessment che non si limiti al solo disturbo del comportamento, ma includa anche gli aspetti biomedici relativi alle note comorbidità.
Affinchè la medicina interna, in età pediatrica e adulta, abbia competenze adeguate per affrontare questi temi, sarebbe opportuno includerli nei programmi di formazione medica. 
Attualmente ciò non sta avvenendo in Italia. E le conseguenze sul piano dell'assistenza sono tangibili.

Spero di incontrarvi numerosi e Torino. 
Colgo anche l'occasione per sottolineare come, anche in questa occasione, l'iniziativa dell'incontro sia nata dai genitori. 
Auspico che l'invito all'approfondimento delle tematiche biomediche venga accolto dalle società scientifiche e possa presto tradursi in una formazione medica integrata e completa. 
Infatti, affinchè un cambiamento sia possibile, i convegni possono rappresentare solamente un punto di partenza.


a tutti voi un cordiale saluto,

Cristina Panisi



Il giorno 13/ott/2017, alle ore 15.16, daniela@autismo33.it ha scritto:

Non é assolutamente accettabile che le persone con disabilitá intellettiva
muoiano per malattie curabili o che comunque non vengano curate come gli
altri cittadini quando la cura é possibile. Ma per giungere a curare
queste persone cosí fragili il Servizio Sanitario, e l'ospedale in
particolare, deve essere adeguatamente preparato. Di questa delicata
problematica si parlerá a Terni il 20 ottobre prossimo al convegno dal
titolo ""L'ospedale che ci piace. Accogliere e prendersi cura della
persona con disabilità intellettiva o relazionale".

Per i particolari rimando a

http://www.spescontraspem.it/articolo.cfm?id=279

  Daniela MC

17 settembre 2017
Una ricerca pubblicata nel 2013 aveva per tema la mortalitá  precoce delle
persone con disabilità di apprendimento, termine che in inglese è sinonimo
di disabilità intellettiva.(Torjesen I, People with learning disabilities
are more likely to die prematurely, inquiry finds,BMJ 2013;346:f1853)

http://www.bmj.com/content/346/bmj.f1853

In questa categoria potrebbero rientrare non tutte le persone con autismo,
ma quelle con ritardo mentale associato, che in Italia rappresentano la
maggior parte di coloro che ricevono la diagnosi di “spettro autistico”

Già dal titolo si evince che le persone con “learning disabilities”  hanno
una probabilità di morire prematuramente maggiore della popolazione
generale di pari età.

“22% of people with learning disabilities were found to have died before
they reached the age of 50, compared with just 9% of the general
population”

Le cause di morte  sono malattie comuni, molte delle quali potenzialmente
curabili, ma  che nei disabili non vengono curate. Le cause della mancata
cura vanno ricercate in parte nella difficoltà da parte dei disabili di
comunicare i disturbi soggettivi e di collaborare alla diagnosi e alla
terapia, in parte nella impreparazione dei medici ad affrontare i problemi
di salute generale di questi pazienti.

Da queste premesse é nato, nel 2001,  il progetto DAMA, che dalla
Lombardia si é esteso ad altre regioni italiane.

Il progetto DAMA, acronimo di Disabled Advanced Medical Assistance, è
definito come progetto pilota della Regione Lombardia, finalizzato a
definire percorsi nuovi di accoglienza medica coordinata a favore dei
disabili gravi e gravissimi, con deficit intellettivo, comunicativo e
neuromotorio.

http://www.progettodama.it/DAMA/Home_Page_files/Progetto%20DAMA%20la%20storia%2003.pdf

A distanza di 16 anni dalla sua nascita il progetto DAMA si evolve e, non
limitandosi piú alla sola fase ospedaliera, si propone di promuovere e
favorire la creazione di percorsi socio-sanitari di presa in carico e di
continuità assistenziale tra ospedale e territorio, che includano hub
ospedalieri, presidi e servizi territoriali e si estendano a tutti gli
ambiti che concorrono nel definire la qualità di vita di ciascuno:
quotidianità, lavoro, cultura, residenza.

Di questo progetto , di cui c’é tanto bisogno, si parlerá il 6 ottobre
prossimo a Milano al convegno intitolato

                        OLTRE IL PROGETTO DAMA

Pr saperne di piú

http://www.fmc-onlus.org/convegno-progetto-dama-6-ottobre-milano/

   Daniela Mariani Cerati







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Lista di discussione autismo-biologia
autismo-biologia@autismo33.it
ANGSA (Associazione Nazionale Genitori Soggetti Autistici).
Fondazione Augusta Pini ed Istituto del Buon Pastore Onlus.
Per cancellarsi dalla lista inviare un messaggio a:
valerio.mezzogori@autismo33.it


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