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Subject: [1382] Le nuove frontiere nello studio del cervello:meta'
dei disturbi dell'adulto risalgono all'infanzia
Press-IN anno VII / n. 1382La Nazione del
15-06-2015
Le nuove frontiere nello
studio del cervello:meta' dei disturbi dell'adulto risalgono all'infanzia
GIORNATE DI PSICHIATRIA
DA DOMANI I LAVORI PRESIEDUTI DA LILIANA DELL'OSSO
PISA. «BACK to brain».
Ritorno al cervello. Come in un film che anticipa il futuro, così le Giornate
Pisane di Psichiatria e Psicofarmacologia Clinica riscoprono l'organo che dà
vita alla mente, con la sua storia biologica che si sviluppa ininterrottamente a
partire dal concepimento. L'appuntamento scientifico ha il coraggio di spezzare
quei confini artificiosi eretti dalle specializzazioni di medici e psicologi,
per riconsegnarci uno sguardo più ampio, senza fratture nell'evoluzione del
cervello dalla nascita all'età adulta. Con questa nuova ottica si affronteranno
i principali disturbi come l'autismo, la depressione, i disturbi della condotta
alimentare, l'uso di sostanze, l'Adhd e la transizione dall'età pediatrica a
quella adulta,
includendo anche studi inediti sul Disturbo dello Spettro
autistico sottosoglia o dell'adulto (AdAS). Tante le novità del
convegno che si apre domani al centro congressi dell'Hotel Galilei, presieduto
da Liliana Dell'Osso, ordinario di psichiatria Università di Pisa e direttore
dell'Unità Operativa di Psichiatria I dell'Aoup, e dal professor Giovanni Cioni,
direttore scientifico della Fondazione Stella Maris. I DATI dell'Oms evidenziano
come i disturbi neuropsichici rappresentino il 13% delle malattie che
globalmente colpiscono la popolazione. Secondo lo studio Prisma in età
adolescenziale i disturbi della vita mentale sono oltre il 10%. Ben l'1% dei
bambini presenta un disturbo dello spettro autistico. Numeri in aumento che
dimostrano l'urgenza di diagnosi precoce per una cura tempestiva, la necessità
di risorse dedicate e di una migliore organizzazione. «La maggior parte dei
disturbi dell'adulto - spiega il prof. Cioni - sono la continuazione di quadri
spesso nascosti del bambino o dell'adolescente. In molti casi la loro causa
risale ad età precoce, anche fetale. Il 50% dei disturbi dell'adulto risale
all'infanzia. Curare tempestivamente queste malattie significa prevenire la loro
manifestazione o almeno attenuarne la gravità». Il modello di Spettro, è
l'approccio innovativo, cui la Scuola Pisana di Psichiatria ha dato importanti
contributi. «Utilizzando questo approccio - spiega la professoressa Liliana
dell'Osso - è stato possibile mappare tutta l'area delle manifestazioni
collegate ai singoli disturbi, dai prodromi fino agli esiti, nel singolo
soggetto ed anche, in forma sottosoglia e di manifestazioni isolate, nei
familiari dei pazienti o in ampi campioni della popolazione. Una interessante
ipotesi originata da questo modello, attualmente in corso di sperimentazione
nella Clinica Psichiatrica, è che, accanto ai disturbi dello spettro autistico
conclamati che esordiscono nella prima infanzia,
vi sia un universo di
casi sottosoglia di spettro autistico dell'adulto (AdAS), che ci auguriamo
diventino target per interventi preventivi di diagnosi precoce e trattamento».
Argomenti correlati:
Disabilità
psico-cognitiva -
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