Buongiorno dr Persico,
La ringrazio dell' intervento che ho compreso più nel ragionamento di fondo che nei singoli passaggi, non essendo io un tecnico.
Le sue osservazioni vengono incontro ad un mio dubbio perché anch'io mi sono chiesto se avesse senso continuare a dare il Delorazepam, che mia figlia stava prendendo da tempo.
Il problema è che non si hanno sul territorio medici in grado di affrontare questioni come questa (men che meno gli psichiatri che già fanno fatica ad accogliere le patologie autistiche).
Seguirò quindi il suo consiglio iniziando a ridurre il Delorazepam per un certo periodo e vedere via via come va
Cordialità
MR
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Inviato da Libero Mail
Il 8 maggio 2024 07:32:32 UTC Antonio PERSICO <antonio.persico@unimore.it> ha scritto:Gentilissimi,Scusate il ritardo nel connettermi a questa chat. Abbiamo preso parte al trial in fase III della bumetanide che, come sapete, è stato interrotto perché un'analisi intermedia già dimostrava come fosse impossibile raggiungere gli endpoints terapeutici ipotizzati. Ciò non toglie che in alcuni casi la bumetanide possa avere degli effetti positivi e ci sono diversi studi in corso che stanno cercando di identificare i pazienti sensibili alla bumetanide soprattutto tramite tecniche avanzate di analisi EEG.Riguardo al caso specifico che viene rappresentato dal papà, c'è un punto che mi desta qualche perplessità. La bumetanide è un inibitore dei trasportatori NKCC1 ed NKCC2 espressi rispettivamente nel cervello e nei reni. Il gradiente transmembrana del cloro sappiamo che nel cervello adulto è est>int cell, ma nel cervello fetale, nel neonato e in presenza di malformazioni o di anomalie del neurosviluppo, può essere invertito, ossia int>est. Il gradiente del cloro è infatti mantenuto da due trasportatori uno è NKCC1 (quello inibito dalla bumetanide), che trasporta il cloro dall'interno all'esterno della cellula, l'altro è KCC2 che invece lo trasporta dall'esterno all'interno. Nel cervello adulto prevale l'espressione di NKCC2, quindi il cloro viene preferenzialmente estruso dalla cellula e ha quindi concentrazioni più elevate all'esterno che all'interno. Se apriamo i canali GABA-A con una benzodiazepina, come il delorazepam, nel cervello normotipico adulto abbiamo entrata di cariche negative, iperpolarizzazione, clinicamente un effetto ansiolitico e sedativo. Se invece ci troviamo nell'altra condizione, avremo un "effetto paradosso", ossia apertura dei canali GABA-A per il cloro che essendo più presente all'interno della cellula, esce (perdita di cariche negative) dalle cellule nervose, che quindi diventano ipereccitabili, con effetti di ansia e agitazione.Se in questa ragazza la bumetanide appare avere un effetto positivo, dobbiamo presumere che KCC2>NKCC1, che quindi il cloro è più presente all'interno della cellula e che è quindi utile operare una parziale deplezione tramite questo diuretico. In questo caso però mi aspetto anche che il delorazepam non solo non sia utile, ma che possa invece essere dannoso in quanto dovrebbe produrre depolarizzazione ed effetto paradosso. In parole semplici, a me desta perplessità dare sia bumetanide, sia delorazepam, perché in linea di principio dovrebbe o funzionare l'uno e peggiorare la clinica l'altro, o viceversa. Meccanicisticamente, sebbene ogni caso sia una storia a sé, non mi pare possano lavorare in sinergia. Pertanto consiglierei prima di ridurre ed eliminare il delorazepam e poi, su quella baseline di osservazione comportamentale, avviare bumetanide perché se bumetanide funziona, allora già la sospensione del delorazepam dovrebbe portare ad un lieve ma tangibile miglioramento.Spero di non essere stato troppo confuso, ma non sono argomenti semplici....Buona serata a tutti,Antonio PersicoUniversità di Modena e Reggio EmiliaIl giorno mar 30 apr 2024 alle ore 11:13 Rosa anna Vacca <r.vacca@ibiom.cnr.it> ha scritto:Buongiorno,
so che in Italia sta partendo un trial clinico al Bambin Gesù di Roma per studiare gli effetti del Bumetanide su bambini con sindrome di Down. I referenti sono la dott. Floriana Costanzo, il Prof. Stefano Vicari (i contatti li trova a questo link le informazioni https://www.aipd.it/site/wp-content/uploads/2023/11/BambiGesu-studioSD-Bumetanide.pdf
Anche la dott.ssa Laura Cancedda dell'IIT di Genova studia il Bumetanide e derivati (non diuretici) nell'autismo, trova qui i suoi contatti https://www.iit.it/people-details/-/people/laura-cancedda
Spero di essere stata utile
Rosa Anna Vacca
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Dr. Rosa Anna Vacca, PhD
CNR Senior Scientist
Institute of Biomembranes, Bioenergetics and Molecular Biotechnologies (IBIOM)
Italian National Council of Research (CNR)
Via Amendola 122/O
70126 Bari
e.mail: r.vacca@ibiom.cnr.it
<mailto:r.vacca@ibbe.cnr.it>phone: 080 59298 15
skype: rosa.vacca
Il giorno 29/04/24, 21:47 "autismo-biologia per conto di convegni" <autismo-biologia-bounces@autismo33.it <mailto:autismo-biologia-bounces@autismo33.it> per conto di convegni@autismo33.it <mailto:convegni@autismo33.it>> ha scritto:
E’ giunta in redazione la mail seguente che ricopiamo togliendo i
riferimenti alle persone
Buongiorno,
sono il papà di una ragazza autistica di 27 anni, verbale, con
ripetitività ossessive legate soprattutto all'andamento del ciclo
mestruale ed in generale in relazione a disturbi fisici, soprattutto
fisici (per descriverla compiutamente ci vorrebbe altro ma per amor di
sintesi mi fermo qui).
Mi sono imbattuto nelle mail che sono intercorse con il dr. Persico
dell'Università di Modena e Reggio Emilia in tema di utilizzo del
Bumetanide, di cui avevo sentito parlare in relazione al gruppo di
medici di Marsiglia.
Mi è sembrato molto interessante e vorrei condividere la mia esperienza,
sebbene recente e quindi da verificare nel tempo.
Preciso che a mia figlia, in relazione anche ai disturbi del ciclo e di
ritenzione idrica, stavamo già dando un diuretico a basso dosaggio
(Lasix).
In accordo con il medico curante, visti gli studi portati avanti a
Marsiglia, abbiamo deciso di sostituire il lasix con il Bumetanide,
sempre a basso dosaggio (1/4 della compressa da 1 mg somministrata due
volte al giorno, quello che già facevamo per il Lasix).
Abbiamo notato che mia figlia, che normalmente vive delle tensioni che
la portano ad avere anche atti autolesivi quotidianamente, ha ridotto
sensibilmente le sue manifestazioni.
Aggiungo però che oltre al diuretico mia figlia assume anche una
benziodiazepina, il Delorazepam (1 mg al giorno), che di suo non
garantiva affatto un comportamento così contenuto.
Se ci fosse qualcuno che in Italia o all'estero sta portando avanti
studi in merito, sarei felice di potermi mettere in contatto.
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Lista di discussione autismo-biologia
autismo-biologia@autismo33.it <mailto:autismo-biologia@autismo33.it>
Autismo-biologia e' una lista di discussione promossa dall' A.P.R.I., Associazione Cimadori per la ricerca italiana sulla sindrome di Down, l'autismo e il danno cerebrale.
www.apriautismo.it
Per cancellarsi inviare un messaggio a: valerio.mezzogori@autismo33.it <mailto:valerio.mezzogori@autismo33.it>
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