Alla lista di
discussione autismo-scuola é giunto il messaggio che segue
“Mio figlio è
autistico, tuttavia in questi anni ha imparato ad esprimersi, sa
leggere e scrivere correntemente e capisce quello che legge. E' in
grado di rispondere a domande aperte e chiuse sugli argomenti di
studio e se la cava benino in tutte le materie. Ma quest'anno
improvvisamente a scuola ha manifestato dei comportamenti aggressivi
"
Il racconto di
questa mamma, il cui figlio é alla scuola media, é simile a tanti
altri.
Ragazzi che hanno
fatto tanti progressi, che hanno avuto un percorso lineare
nell’acquisizione di tante abilitá improvvisamente presentano
comportamenti aggressivi.
Questa evenienza,
tanto frequente, dovrebbe essere prevista dai centri dedicati alla
cura dell’autismo. Dovrebbe essere considerata un’emergenza per
la quale i genitori abbiano la possibilitá di chiedere e ottenere un
intervento urgente. E i professionisti della Sanitá dovrebbero
mettere in atto tutte le strategie possibili, privilegiando quelle
abilitative e usando, con prudenza e con attento monitoraggio, i
farmaci.
Alcuni casi non
rispondono a nulla e per questi casi bisognerebbe prevedere dei
periodi di sollievo per la famiglia con brevi permanenze del figlio
in ambienti dedicati.
Assistenza e ricerca
dovrebbero poi convergere per studiare le basi biologiche
dell’aggressivitá e per ricercare nuovi approcci terapeutici.
Per quanto riguarda
l’uso dei farmaci nella gestione dei gravi comportamenti dirompenti
la linea guida inglese uscita nell’agosto 2013 e leggibile
integralmente a
dice quanto segue
(mia traduzione)
Interventi
per i gravi comportamenti problema
Prendi
in considerazione la terapia con antipsicotici per trattare i
comportamenti esplosivi quando gli interventi psicosociali o altri
interventi sono insufficienti o non potrebbero essere praticati a
causa della severità del comportamento.
I
farmaci antipsicotici dovrebbero essere prescritti inizialmente e
monitorati da un pediatra o da uno psichiatra che dovrebbe
-
Identificare il comportamento bersaglio
-
Decidere una misura appropriata per monitorarne l’efficacia,
includendo la frequenza e la severità del comportamento e la misura
dell’impatto globale dello stesso
-
Rivedere l’efficacia e ogni effetto collaterale del farmaco dopo
tre o quattro settimane
-
Sospendere il trattamento se non ci sono segni di una risposta
clinicamente importante dopo sei settimane.
Daniela MC