Buongiornoleggo con attenzione le news scientifiche sebbene spesso come semplice genitore mi "perdo" nel tecnicismo come è giusto che sia.
Tuttavia cerco di raccontare la mia esperienza ovvero quella vissuta con mio figlio che credo abbia assonanze con il tema dei neuroni a specchio.
- quando mio figlio ha effettuato terapie o comunque ha vissuto momenti ludico-ricreativi o di semplice intrattenimento sociale in gruppo con altri bambini in ASD di durata variabile (da qualche incontro fino a diverse settimane) spesso (mio figlio) ha "portato a casa" comportamenti e stereotipie motorie e vocali mai avute (o avute in principio e poi perse negli anni) o comunque mai registrate pertanto penso che verosimilmente in questo caso i neuroni a specchio abbiano funzionato;
tutti conoscono l'adagio "chi va con lo zoppo impara a zoppicare"
per l'esperienza vissuta e nelle righe sopra condivisa da semplice genitore credo dunque che sia improduttivo o forse anche deleterio che un bambino in ASD abbia esperienze di gruppo con altri bambini ASD (sia sociali che terapeutiche/riabilitative) e al contrario credo sia saggio promuovere momenti di condivisione con bambini neurotipici per allenarli a "non zoppicare" ed è per questo che ritengo fondamentale il ruolo della scuola che deve funzionare come laboratorio si didattico ma anche educativo sociale (non basta fare un ora di etica, religione, etc).
al riguardo vorrei sapere cosa ne pensano gli altri genitori ed osservatori ovvero se anche loro hanno vissuto esperienze simili.
saluti
Antonio f.
Gentile Dott.ssa Daniela,
ringrazio della nota informativa che ci rimanda a certi fenomeni
di allargamento indebito di elementi biopsichici come quello che
l'equipe di Rizzolatti rinvenne, ovvero l'assimilazione di
patterns neuromotori dall'esperienza visiva o uditiva.
Questo fenomeno originario non è in discussione, e con esso il
merito di Rizzolatti, del resto non è una novità che le cellule
memorizzano gli stimoli (ovvero la propria reattività agli
stimoli) come nel caso delle cellule gustative che memorizzano la
sensazione di bisogno di alcool, cioccolato, ecc.
Del resto, così funziona lo "stimolo avversivo" che memorizza ed
automatizza gli effetti di certi stimoli.
Rizzolatti e coll. hanno associato tale effetto al vedere o udire
fatti, eventi, movimenti, immagini, ecc. Fin qui, bene.
Ripenso alla saggezza popolare del "rubare con gli occhi", "visto
- fatto", "detto-fatto".
Processo oggi in uso nella didattica avanzata, la formazione
sportiva e costruzione del "gesto tecnico", ecc.
Molti
commentatori hanno invece dilatato il fatto all'empatia, alla
metacognitzione, all'interpretazione dei visi, cioè la
"hanno tirata per la giacchetta".
Da 50 anni si sa - invece - che l'autismo comporta difficoltà
(lievi o severe) dell'immaginazione, quindi di dare significati ai
visi, ai fenomeni, alle espressioni verbali, agli ambienti, alle
novità, ai cambi di stile, ecc.
Il "disturbo dell'immaginazione" ... da Schopler in avanti.
Prof. Piero Crispiani
Il 10/08/2023 09:31, daniela ha
scritto:
Nell’inserto
domenicale di Repubbica dedicato alla cultura, Robinson, del 29
luglio scorso, c’è una lunga intervista a Giacomo Rizzolatti, il
neuroscienziato che nel 1992, studiando le basi neurologiche del
movimento nelle scimmie, scoprì l’esistenza dei neuroni specchio.
Fu una vera rivoluzione per le neuroscienze e da questa scoperta
molti scienziati trassero ispirazione per cercare di interpretare
molte situazioni fisiologiche e patologiche, in particolare chi
studiava l’empatia trovò nella presenza dei neuroni specchio le
basi per spiegare i diversi livelli di essa nei normodotati.
Lo stesso gruppo di Rizzolatti e molti ricercatori nel campo
dell’autismo ipotizzarono che nei neuroni specchio, o meglio che
in una loro disfunzione, si potesse trovare la causa dell’autismo.
Ora Rizzolatti ammette con onestà, e con rammarico, che l’ipotesi
non ha retto all’evidenza delle prove, che alla base dell’autismo
non c’è un’assenza o un malfunzionamento dei neuroni specchio, per
cui questa ipotesi deve essere abbandonata.
Si tratta di un messaggio negativo, ma è importante che le ipotesi
di lavoro, anche quando del tutto lecite e biologicamente
plausibili, vengano abbandonate in modo che si facciano nuove
ipotesi e si cerchino nuove strade che facciano luce sui reali
meccanismi patogenetici, premessa necessaria per arrivare a
proposte terapeutiche razionali.
Daniela Mariani Cerati
_______________________________________________
Lista di discussione autismo-biologia
autismo-biologia@autismo33.it
Autismo-biologia e' una lista di discussione promossa dall'
A.P.R.I., Associazione Cimadori per la ricerca italiana sulla
sindrome di Down, l'autismo e il danno cerebrale.
www.apriautismo.it
Per cancellarsi inviare un messaggio a:
valerio.mezzogori@autismo33.it
_______________________________________________
Lista di discussione autismo-biologia
autismo-biologia@autismo33.it
Autismo-biologia e' una lista di discussione promossa dall' A.P.R.I., Associazione Cimadori per la ricerca italiana sulla sindrome di Down, l'autismo e il danno cerebrale.
www.apriautismo.it
Per cancellarsi inviare un messaggio a: valerio.mezzogori@autismo33.it