Grazie Daniela,
per la completezza dell’informazione, mi disturbava l’enfasi,
secondo me impropria, con cui l’agenzia ha intitolato la sua recensione, sempre
per cavalcare l’onda dello “scoop”.
Di nuovo grazie!
Da:
autismo-biologia-bounces@autismo33.it
[mailto:autismo-biologia-bounces@autismo33.it] Per conto di daniela
marianicerati
Inviato: martedì 11 gennaio 2011 19.55
A: autismo-biologia@autismo33.it
Oggetto: R: [autismo-biologia] ultime notizie!!
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Buongiorno a tutti, Spero che riusciate a leggere questa
notizia che mi è appena giunta da questa agenzia di informazione scientifica,
la giro com’è, proprio per avere un vostro parere a riguardo. Sono dati secondo voi attendibili? Che senso ha pubblicare questi studi? Che studi sono? Rischi autismo tripli con un altro
figlio solo 1 anno dopo il primo La fonte di
questa notizia è l’articolo Closely Spaced
Pregnancies Are Associated With Increased Odds of Autism in California
Sibling Births, Keely Cheslack-Postava, PhD, MSPHa, Kayuet Liu, DPhilb, Peter
S. Bearman, PhDb, Pediatrics 2011;127:246–253 leggibile
integralmente al link Si tratta di uno
studio epidemiologico nel quale gli autori hanno esaminato i dati,
provenienti da fonti amministrative, delle coppie di fratelli nati in
California tra il 1992 e il 2002 escludendo quelle coppie in cui il primo
fratello aveva la diagnosi di autismo. Hanno poi cercato, sempre mediante
dati amministrativi, le diagnosi di autismo nei secondi fratelli e hanno
correlato la prevalenza di autismo con l’intervallo tra le gravidanze. La motivazione
dello studio era risalire a fattori di rischio precedenti il concepimento,
nell’ipotesi che le condizioni della madre immediatamente dopo un parto non
siano ottimali e che quindi costituiscano un fattore di rischio. Il risultato è
stato che, statisticamente, per intervalli intergravidanza inferiori a 36
mesi, c’è un rischio aumentato di autismo, che è massimo al di sotto dei 12
mesi, decresce fino ai 36 mesi e si annulla dopo i 36 mesi IPIs of <12, 12 to 23, and 24 to 35
months were associated with odds ratios (95% confidence intervals) for autism
of 3.39 (3.00–3.82), 1.86 (1.65–2.10), and 1.26 (1.10–1.45) relative to IPIs of IPI
sta per interpregnancy interval Nelle
conclusioni gli autori dicono che è la
prima volta che questo dato viene rilevato e, per essere ritenuto reale e non
frutto di qualche bias, dovrebbe essere replicato Nel
caso il dato di maggiori diagnosi nei secondi fratelli fosse reale, potrebbe
essere dovuto al fatto che, quando i fratelli sono molto vicini per età, i
genitori vedono meglio le differenze, e quindi verrebbe favorita la diagnosi.
In questo caso si tratterebbe solo di diagnosi aumentate e non di reale
aumento dei casi Se
l'aumento dei casi di autismo fosse reale, gli autori
ipotizzano la carenza di fattori nutritivi, in particolare di
folati e di ferro Gli
autori dicono di non avere gli elementi per propendere per l’una o l’altra
spiegazione We
did not have the data to address these factors in the current analysis. Copio alcuni stralci dal lavoro Possible explanations include depletion
of maternal nutritional reserves or improved ascertainment associated with
observing the development of children who are close in age. For example, parents of children similar in age may be more
attuned to typical development and delays in the second If
this explains some of the association observed here, it may indicate a need
for increased attention to developmental surveillance, especially where
parents are less familiar with patterns of typical development. If
nutritional factors are involved, the association may depend, for example, on
background nutritional status of the population, use of supplements, and
prevalence of breastfeeding that may vary
across populations. If differential recognition is involved, it may depend on
medical and educational practices and general awareness among parents. We
did not have the data to address these factors in the current analysis. |