Gentilissima,
posto che dare indicazioni diagnostiche in assenza di un contatto con il paziente è sempre un'arte incerta quanto poche altre, credo si ponga una diagnosi differenziale tra una crisi epilettica isolata (favorita forse dai fattori che cita, ma anche magari da fattori biologici quali disidratazione o alterazione dell'equilibrio idroelettrolitico (in pratica della concentrazione fisiologica dei sali nel sangue) o privazione di sonno) e una forma di lipotimia (svenimento, per usare la parola comune) con manifestazioni atipiche.
Certo è noto che nei soggetto con autismo il secondo picco di aumento del rischio di epilessia coincide con l'adolescenza; d'altro canto, penso sia comunque e prima di tutto utile un controllo a distanza dell'EEG (anche in sonno se possibile) e magari dei parametri cardiocircolatori (ECG? holter pressorio? holter cardiaco?).
Tenga infine presente che, come tutti gli esseri umani, anche i soggetti con autismo hanno un rischio di presentare una crisi epilettica isolata, magari scatenata anche da fattori intercorrenti, senza per questo meritare una diagnosi formale di epilessia.
Cordiali saluti
Matteo Alessio Chiappedi