L’Agenzia AGI  ha parlato di autismo il 17-02-2012
 
Ecco il comunicato

Autismo: con Brain Imaging visibile già a 6 mesi

NEW YORK. Da un nuovo studio basato su tecniche di imaging cerebrale condotto dalla University of North Carolina, Chapel Hill, emergono delle differenze significative nello sviluppo del cervello nei bambini ad alto rischio di autismo gia' dall'eta' di 6 mesi. "Si tratta di una scoperta molto importante - ha detto Jason J. Wolff, ricercatore presso il Carolina Institute for Developmental Disabilities (CIDD) e primo autore dello studio pubblicato sul Journal of Psychiatry - perche' rappresenta un primo passo verso lo sviluppo di un biomarker per il rischio di autismo, uno strumento molto piu' precoce rispetto agli attuali mezzi diagnostici". Lo studio suggerisce, inoltre, che l'autismo non appare improvvisamente nei bambini piccoli, ma si sviluppa nel tempo durante l'infanzia. Cio' apre la possibilita' "di essere in grado di interrompere questo processo con un intervento mirato", ha aggiunto il ricercatore. La ricerca ha coinvolto 92 bambini, tutti con fratelli affetti da autismo e quindi considerati ad alto rischio. Il team guidato da Wolff ha esaminato 15 tratti di fibre cerebrali distinte, e ha trovato significative differenze tra i bambini che hanno successivamente sviluppato l'autismo rispetto a quelli che non l'hanno maturato. "Si tratta di una prova essenziale dal punto di vista diagnostico", ha concluso Wolff.
 
Ed ecco la fonte
 
http://ajp.psychiatryonline.org/data/Journals/AJP/PAP/appi.ajp.2011.11091447.pdf
 
Differences in White Matter Fiber Tract Development
Present From 6 to 24 Months in Infants With Autism
Jason J. Wolff et al.
(Am J P sychiatry Wo lff e t a l.; A iA :1 –1 2 )
 
Io credo che questo studio sia utile per capire la storia naturale dell’autismo prima che ne sia possibile la diagnosi e anche per conoscere le traiettorie neuronali dello sviluppo normale, dal momento che sono stati esaminate  decine di bambini che poi a 24 mesi sono risultati normodotati, oltre a quelli che sono risultati fuori dalla norma. E’, credo, il primo studio di imaging che interessa bambini tanto piccoli, sia a sviluppo regolare che patologico.
 
Che possa servire per fare diagnosi prima dei sintomi mi sembra poco realistico sia perché è un unico studio non ancora replicato, sia perché l’esame utilizzato è tutt’altro che semplice e alla portata di tutti.
 
Per quanto riguarda il trattamento di bambini al di sotto dell’anno di età, quando i sintomi sono quanto meno evocatori di autismo, questo potrebbe essere un bel campo di ricerca. Sally Rogers mi ha detto, nell’ottobre 2010,  che sta facendo un trattamento sperimentale a bambini di un anno. Sarà molto interessante conoscere l’approccio terapeutico e i risultati.
 
Per ora sarebbe già molto positivo se il trattamento iniziasse a 18 mesi. I primi incoraggianti risultati la Rogers li ha già pubblicati
 http://pediatrics.aappublications.org/content/125/1/e17.full
  e l’approccio lo ha descritto minuziosamente in un manuale che è stato tradotto anche in italiano
http://www.angsaonlus.org/denver2010_recensione.pdf