Questo, apparso oggi su Redattore Sociale, il
contenuto in sintesi dell'interrogazione dell'On.Paola Binetti, che
condividiamo in pieno.
CH
“Torni dalla mamma il bambino con
autismo”: Binetti interroga Lorenzin
Oggi pomeriggio la risposta del ministro. Binetti: “No a ideologia della
separazione: dovrebbe essere fatto estremo, soprattutto in caso di disturbi.
Nel caso di Trieste, tanti equivoci, legati a somministrazione di un farmaco.
Presto legge su autismo”
Del caso in questione abbiamo già parlato in questa lista alla
quale partecipa anche l’onorevole Binetti, che si è subito resa disponibile ad aiutare
la sfortunata mamma.
Per chi si è iscritto da poco riassumo l’incredibile
storia.
Un bambino di otto anni ha dei comportamenti dirompenti
durante i quali picchia e distrugge.
La mamma, per ottenere il meglio del meglio, lo porta ad
una visita privata a pagamento dal primario ospedaliero di neuropsichiatria
infantile dell’ospedale che in città ha la fama di essere un’eccellenza
in fatto di pediatria.
Il primario prescrive subito il risperidone.
Qui faccio un commento. I gravi comportamenti autorizzano tale prescrizione, ma un NPI dovrebbe sapere che i neurolettici nei bambini
possono dare l’effetto paradosso o effetti collaterali gravissimi che superano
di gran lunga gli effetti desiderati, se pure questi ci sono.
Dovrebbe pertanto o dire alla mamma che il
farmaco potrebbe fare più male che bene e in tal caso sospenderlo oppure
rendersi reperibile con un cellulare o con un telefono al quale la mamma lo possa chiamare in determinate ore del giorno.
Niente di tutto questo. Prescrive e basta, come si farebbe con il
paracetamolo per la febbre.
La mamma dà il risperidone e il bambino ha una reazione
gravissima comprensiva di opistotono.
Telefona al reparto ospedaliero del primario
allarmatissima. Risponde un’infermiera la quale dice che il primario è assente
e lo sarà per qualche giorno. La mamma espone il problema al chè l’infermiera
dice di continuare il farmaco.
(Mio commento. A quale titolo un’infermiera si permette di
dare questo tipo di consigli?)
La mamma, non potendo parlare col primario di NPI e non
potendo attendere il suo ritorno per la gravità dei sintomi insorti nel figlio
dopo l’inizio del risperidone, consulta ben tre pediatri che consigliano tutti
di sospendere il farmaco, cosa che la mamma fa.
A questo punto scatta qualcosa di diabolico per cui al giudice minorile
viene detto che la mamma ha rifiutato di fare le cure prescritte al figlio
dallo specialista e il 29 dicembre scorso arrivano nove persone a prelevare a
viva forza il bambino dalla sua casa per portarlo in una casa famiglia dove è
tuttora.
Inutile dire che i comportamenti dirompenti nella casa
famiglia sono continuati come e più di prima.
La mamma sta facendo causa con
tanto di avvocato per riavere il figlio che le è stato tolto come se fosse una delinquente.
In realtà è la persona più normale e amorevole di questo mondo. Ha
consultato specialisti su specialisti con notevoli spese in quanto, essendosi il
pubblico dimostrato insoddisfacente, ben presto si è rivolta al privato.
Ma tutto congiura contro la mamma. La giustizia, che solitamente
è lenta e inerte, improvvisamente
diventa veloce ed efficientissima quando si deve fare scontare ad una mamma la
sua grave colpa. Quale colpa? Mah!! Nessuno lo sa.