Molto meglio il Direttore Generale che prende atto della situazione e delega al privato piuttosto che il Dr.Ripa di Meana, che venne a Bologna come Direttore Generale e promise che avrebbe risolto il problema dell'inadeguatezza della struttura della AUSL per l'autismo in sei mesi.
Per carità di patria non voglio qui ricordare cosa è successo, ma molti anni più tardi, quando se ne è andato, la struttura pubblica per l'autismo di Bologna era peggio di prima.
Per fortuna è finito al Rizzoli, IRCCS ortopedico, dove di autismo poco si tratta.
A Parma invece, molti anni prima, il Direttore Generale Pinelli, su sollecitazione nostra come Angsa, fece una convenzione con Bambini e Autismo (Pordenone), che è riuscita a cominciare un buon percorso, sia pure ostacolata dal Primario di allora, Dr.Bilancia, psicodinamico, che impose nella convenzione di non trattare i bambini sotto i sei anni, perchè si diceva che al di sotto di tale età non sarebbe stato possibile fare diagnosi sicura di autismo (come se l'educazione strutturata, logica conseguenza della diagnosi, fosse un rischio gravissimo per i pochissimi bambini inferiori ai sei anni erroneamente diagnosticati con autismo senza essere autistici).
Oggi le ASL si servono sempre più di personale non dipendente in tutti i settori, ed anche molti operatori sono assunti dalle cooperative. Non ci si deve più scandalizzare se questo avviene anche per l'autismo.
Occorre realismo e mirare al fine, che è quello di migliorare la condizione delle persone con autismo e delle loro famiglie.
Se poi ci si accorge che occorre una grande sinergia con la scuola e con il sociale, il budget di salute può essere una valida risposta per realizzare questo fine. Si determini finalmente quali sono i compiti della sanità e quelli della scuola e dei servizi sociali nell'intervento psicoeducativo che la linea guida dell'ISS consiglia e che viene praticato in tutti i Paesi che hanno superato la remora della cultura psicodinamica come base, come la Gran Bretagna, che il Dr.Palazzi conosce bene.
Che poi siano dipendenti pubblici o privati o cooperatori che li eseguono, pagati da Enti pubblici direttamente oppure da genitori poi rimborsati dal budget di salute, importa relativamente di meno. Ai genitori deve comunque competere la scelta del tipo di educazione da dare ai figli, come la Costituzione esige.
Carlo Hanau