L'articolo
dal titolo
Genetic
variation in CD38 and breastfeeding experience interact to impact
infants’ attention to social eye cues
Kathleen M.
Krola,Mikhail Monakhovb, Poh San Laic, Richard P. Ebsteinb, and
Tobias Grossmann
e' stato riassunto
dall' Agenzia Giornalistica Italiana col titolo
Autismo:
allattamento seno rende piu' socievoli bimbi a rischio
e
cosi' commentato da Nicoletti
“Signora
lei ha allattato al seno suo figlio autistico? E lo guardava negli
occhi?” Una frase scellerata che ha gettato nell’inferno dei
sensi di colpa generazioni di madri, e che ancora per qualcuno ha
senso. Leggo in un’agenzia che il latte materno renderebbe i
poppanti a rischio genetico di autismo più socievoli e inclini a
essere attratti da visi felici.
Questa
è la vulgata colpevolizzante per madri di uno studio del Max Planck
Institute di Lipsia;
https://www.spreaker.com/user/8288001/allattate-al-seno-e-sorridete-cosi-il-fi
Se
andiamo alla fonte e leggiamo l' articolo originale, cosa dice?
E'
una ricerca di laboratorio su bambini a sviluppo regolare, nessuno
dei quali ha ne' fratelli ne' parenti con autismo e per il cui
sviluppo psichico ne' i genitori ne' altri hanno nessuna
preoccupazione.
Lo
studio ha arruolato 97 bambini dell'eta' di sette mesi, tutti a
sviluppo regolare, e ha testato il gene CD38 che ha tre alleli, come
succede per i gruppi sanguigni: CC, CA, AA.
La
distribuzione di tali alleli, che rispecchia quella della popolazione
generale, nei bambini oggetto dello studio e' risultata essere la
seguente: CC 44.9
%; CA 50%; AA 5.1 %
Dal momento che il gene
CD38
ha a che fare col rilascio centrale di ossitocina, l'ipotesi di
lavoro e' che al settimo mese di vita ci siano differenze tra i
portatori dei diversi alleli nei primordi
dell' interazione sociale
che verrebbe rispecchiata dall'attenzione dei bambini agli occhi di
persone che esprimono diverse emozioni: felicita', paura, rabbia.
La differenza tra i portatori dei diversi alleli rispecchierebbe
differenze nel rilascio di ossitocina endogena.
Per
quanto riguarda l'ossitocina esogena, essa e' contenuta nel latte
materno, per cui la durata
dell' allattamento al seno potrebbe avere
influenza sul risultato del test sopra descritto, che verrebbe
influenzato dall'ossitocina in quanto tale, sia endogena che esogena.
Il
test ha dimostrato che la durata dell' allattamento materno influenza
il test solo per i portatori dell'allele CC del gene CD38.
Specifically,
extended exclusive breastfeeding duration selectively enhanced
looking preference to happy eyes and decreased looking to angry eyes.
In
questo sottogruppo l'allattamento materno protratto ed esclusivo
aumentava la preferenza per gli occhi felici e diminuiva la
persistenza dello sguardo agli occhi arrabbiati.
Gli
autori ipotizzano che la differenza tra i bambini allattati al seno e
gli altri nell' ambito dei portatori della variante CC del gene CD38
sia dovuta al fatto che la minore secrezione endogena di ossitocina
sia compensata dall' apporto esogeno mediante il latte materno.
Questo
studio puo' dare un contributo alla conoscenza di variazioni di
empatia nell' ambito della normalita', ammesso che il test della
attenzione alle espressioni del viso a 7 mesi sia davvero predittivo
di minore o maggiore empatia, cosa tutta da dimostrare.
Gli
autori menzionano l'autismo con questa considerazione
It
may thus be important to examine whether CD38
variation can also account for the effectiveness of oxytocin
administration in ASD.
I
giornalisti italiani dovrebbero stare piu' attenti a come recepiscono
gli articoli scientifici e a come mettono i titoli. Un innocente
lavoro di laboratorio, che dichiara di essere eventualmente
propedeutico a sperimentazioni sulla predittivita' dell' efficacia di
una cura (ossitocina), nella divulgazione sopra menzionata evoca
vecchi fantasmi: la colpa della madre che rifiuta il seno perche'
rifiuta il figlio, perche' manca di calore, anzi la sua temperatura
va da 0 a 4 gradi centigradi, secondo l' infelice trovata di Kanner "They
(the children) were left neatly in refrigerators which did not
defrost" (Kanner
L (1949). "Problems of nosology and psychodynamics in early
childhood autism". Am J Orthopsychiatry 19
(3): 416–26)