Nel
marzo 2007 é uscito il libro “Il mondo di Sergio”di Mauro
Paissan
Copio
l'inizio della recensione che feci allora.
“Per
Sergio non c’è posto in questo mondo e io, che non l’ho mai
abbandonato, lo seguirò ancora, compiendo con questa atroce e
disperata opera di misericordia un estremo atto d’amore.” Un
preannuncio di suicidio. Sì. “Il programma era quello. Di
uccidermi subito dopo aver ucciso Sergio. Poi è entrata mia moglie e
le cose sono andate in modo diverso”
Così
comincia “Il mondo di Sergio”, la storia della famiglia
Piscitello: padre dentista, madre insegnante e due figli: femmina e
maschio, quest’ultimo autistico e sordomuto.
Una
storia durata 39 anni: 39 anni di “dolori, disavventure, conflitti,
disgrazie, solitudini, abbandoni, rotture, disperazione” come dice
Stefano Rodotà nella prefazione.
Il
figlicidio, che doveva essere seguito dal suicidio, non è stato
innescato da un momento di collera, ma da una lucida decisione : il
figlio peggiorava; l’aggressività, la distruttività, l’agitazione
incontenibile presentavano nel tempo un crescendo inarrestabile e
l’unico sostegno a questo figlio sofferente era la famiglia, ovvero
due anziani genitori le cui forze andavano spegnendosi. Il padre per
di più aveva una malattia grave. La morte contemporanea di figlio e
padre appariva sempre di più la meno peggiore delle soluzioni.”
Paissan
conosceva la famiglia in quanto era vicino di casa e ha scritto un
libro realistico, vero, empatico.
I
diritti d'autore li ha donati ad una fondazione per il dopo di noi,
ma a distanza di sei anni rivediamo lo stesso film: una mamma,
abbandonata perché il figlio é troppo grave, ha deciso che l'unica
soluzione possibile é la morte di madre e figlio. Il Servizio
Sanitario nazionale ha orrore della cronicitá e un adulto autistico
é un cronico perché per definizione l'autismo inizia prima dei tre
anni, quindi rifugge dal problema e lascia sola la famiglia, che in
questo caso é costituita dalla sola madre.
Riusciranno
le Istituzioni della civilissima Toscana a offrire qualcosa di
diverso dalla morte assistita?
Il Martedì 19 Aprile 2016 13:57, daniela marianicerati <marianicerati@yahoo.it> ha scritto:
Rosemary Mantovani, mamma di Saulo,
scrive al papa non piú per chiedere aiuto. Lo ha chiesto tante volte
e non l'ha mai ottenuto. Stavolta chiede che il papa comprenda e non
consideri peccato e anzi l'aiuti a morire insieme al figlio
La donna é abbandonata da tutti, non
riceve aiuto da nessuno nella difficile condizione di vivere sola con
un figlio adulto gravemente autistico.
Questo avviene non nel Ruanda Urundi o
nel Burkina Faso, ma in Toscana. Noi tutti speriamo che il papa, o
chi per lui, aiuti madre e figlio a vivere dignitosamente e non a
morire. E ci chiediamo. Questa situazione é eccezionale o é
frequente? Non ho fatto indagini sistematiche, ma temo che sia molto
frequente. Gli adulti con autismo vengono rifiutati dalle
istituzioni preposte alla disabilitá perché spesso hanno
problematiche psichiatriche e dalle Istituzioni psichiatriche perché
spesso hanno disabilitá intellettive. E cosí chi ha piú bisogno
di aiuto viene abbandonato alla disperazione con la sola prospettiva
di una morte a due, possibilmente assistita e senza troppo dolore.