nato in Grecia nel 1952, vive e lavora a Napoli. È collaboratore del quotidiano “Il manifesto”, come titolare della rubrica settimanale “Verità nascoste”, che forse sarebbe meglio rinominare: "Falsità manifeste".
“L'AUTISMO REGOLATO. Con il via libera al metodo «Aba», che addestra chi soffre a comportamenti sociali accettabili, si radicalizza in Campania lo scontro tra terapie cognitivo-comportamentali e psicoanalisi”
dove si riprende l'ipotesi che vi sia responsabilità non soltanto della genetica ma anche della famiglia nel provocare l'autismo, in quanto la famiglia e in particolare la madre è la più importante delle “situazioni derivate tanto da cause genetiche quanto da problemi psico-socio-ambientali è probabile che l’elemento patologico stia nella relazione tra i due campi, piuttosto che in loro alterazioni specifiche situate in uno di essi o in entrambi”.
L’epigenetica sarebbe quindi il cavallo di Troia usato dagli psicanalisti psicodinamici per rientrare in gioco sull’autismo, mentre le ricerche continuano ad affermare che fattori predisponenti ed eventuali fattori scatenanti sono tutti di tipo organico. L’autore ribadisce invece: “Quando le madri sono ferite nella loro femminilità, anche la maternità si fa molto vulnerabile, con conseguenze nefaste per i figli.”
Si tratta di una bufala eguale e contraria a quella del vaccino che causa l'autismo, entrambe falsificate dalla scienza da decenni, ma che ancora circolano e fanno opinione pubblica.
La Presidente di Angsa ha mandato alla Direttrice de Il Manifesto Norma Rangeri una lettera che non ha avuto neppure una risposta privata, contrariamente a quanto si attendeva Nicoletti.
In questo modo si fa disinformazione dell'opinione pubblica. con gravi conseguenze per i bambini con autismo, ai quali viene negata le terapie e l'educazione speciale che la Linea guida n.21 sull'autismo dell'ISS ha indicato come efficace.
Oppure si vuole che la grave patologia dell'autismo "non venga regolata"
La Dr.Russo, che
dirige i servizi NPIA dell’ASL di Napoli, è pure responsabile di un sito
“Napoli per l’autismo” dove si schiera dalla parte di Thanopulos. Prima di
tutto mi ha stupito il logo di Napoli per l'autismo, col Vesuvio sorridente che
appare come un gigante buono protettore di Napoli, mentre per me rappresenta un
mostro che potrebbe ripetere anche oggi una strage già fatta. Rappresenta bene
cosa vuol essere autismo per questi genitori: una ricchezza. Forse questa
visione può essere giustificata per gli operatori ma non per i genitori, che
non possono fare finta di non sapere che la stragrande maggioranza dei figli
con autismo sono consapevoli della loro condizione e vorrebbero uscirne per
fare una vita come gli altri.
Invece apprendiamo dalla letterona che alcuni di loro non fanno alcuna terapia,
ma in compenso sono seguiti dal NPI dell'ASL (mi domando cosa li segue a fare?
Per interpretare i loro sogni?).
Sonia Zen ha già risposto bene sulla sostanza: quale libertà c'è se nella
scelta mancano proprio le strategie che la Linea guida consiglia come maggiormente
validate, interventi intensivi della scuola di Lovaas e dei suoi allievi ed
Early Start Denver Model ?
La libertà di scelta non deve essere riservata soltanto a chi può pagarsi
tutto: se l'ASL non è in grado di offrire questi trattamenti secondo la Linea
guida del 2011 e le Linee di indirizzo del 2012, allora deve convenzionarsi con
fornitori accreditandone la qualità e pagando direttamente gli interventi oppure
in estrema ratio almeno pagare le fatture che le famiglie anticipano
(assistenza indiretta). Molte Regioni
italiane, di centro destra o di centro sinistra, sia pure in percentuali varie,
assicurano questi rimborsi. Si deve notare che alcune Regioni egualmente si
comportano talvolta anche per interventi che non hanno alcuna validazione
scientifica, con la dizione: per scopo compassionevole. Ma il caso del rimborso
degli interventi consigliati dalla Linea guida n.21 sull’autismo è ben più
meritevole e stupisce che alcune Regioni non vogliano provvedere.
Chi firma la letterona non legge bene o interpreta male la Linea guida n.21 e
le Linee di indirizzo, si dimentica che c'è ESDM (Early Start Denver Model per
la prima infanzia) fra le due strategie maggiormente validate nel mondo (tranne
che da noi).
Non bisogna fare atti di fede sulle origini dell'autismo, ma ricerche che
purtroppo non vengono fatte. Non mi piace chi scrive: "convinti come te,
che si scoprirà una causa di natura genetica o un disfunzionamento a livello
cerebrale" e poi non denuncia lo psicanalista greco Thanopulos che
scrive su Il Manifesto invitando a non
dimenticare la responsabilità della famiglia. La Dr. Russo invece ha citato
apprezzando il suo articolo. Poichè è lei che dirige l'orchestra dei servizi è
facile capire che la sua proclamata libertà è quella di scegliere ciò che ti
passa il convento: cuius regio eius religio.
Non una ma molte sono le cause dell'autismo, una ventina delle quali già note,
quasi tutte patologie genetiche rare e rarissime. Se la ricerca genetica ed
epigenetica procedesse sarebbero molte di più. Ma forse c'è un interesse a
mantenere coperte queste cause, proprio per riempire poi il vuoto di conoscenze
con le sciocchezze che Bettelheim, Lacan, la Tustin e tanti altri epigoni della
Tavistock Clinic hanno raccontato sulla madre frigorifero, causa dell'autismo
del figlio che secondo loro sarebbe "organicamente sano".
Carlo Hanau
Gentilissime Emy e Paola,
le vostre posizioni sono diverse e meritano risposte diverse.
Per Emy:
c'è una grande bisogno di classificare di più e meglio le persone con autismo: la scienza impone la classificazione, necessaria per poi generalizzare ad altri casi appartenenti allo stesso sottogruppo l'intervento che ha funzionato in qualcuno; per ora la "via unica" nella quale si riunirebbero le mille cause di autismo e sulla quale si potrebbe agire con un farmaco adatto a tutti è soltanto una speranza.
Nel grande insieme delle persone con autismo il clinico Dr.Rett aveva distinto un sottogruppo formato da bambine sulla base della prevalenza del sesso femminile e dell'evoluzione di alcuni parametri clinici. Molto più tardi in questo piccolo sottogruppo dei disturbi autistici si è scoperto che molte bambine presentano il gene MEC P2 (in questo caso la classificazione è diventata precisa perchè si fa in laboratorio). Da lì è partita la ricerca di una sostanza che faccia bene al quelle bambine, oggi in avanzato stadio di sperimentazione. Per altre bimbe Rett si è poi trovato il gene CDK L5, e quindi è iniziato l'iter che ha creato il topolino con CDK L5 etc.etc.
Oggi la genetica può anticipare la classificazione dell'osservazione clinica. Se un certo tipo di disturbo autistico viene individuato si può iniziare un percorso di sperimentazione per sostituire le sostanze mancanti oppure, in un futuro già iniziato in altri campi, per fare la terapia genica.
Questo il motivo per cui si deve chiedere di utilizzare le moderne tecniche di analisi del genoma per tutte le persone che presentano disturbi autistici ed altre sindromi di disabilità mentale. E non solo per gli esami genetici: i nuovi LEA impongono che si faccia a tutti i neonati lo screening di una cinquantina di malattie metaboliche rare, ed è scandaloso che in Emilia Romagna venga refertato soltanto meno della metà delle patologie screenate.
Nell'attività di Noemi e dell'associazione ANGSA c'è un'esperienza pluridecennale che prova un impegno a migliorare le condizioni di vita dei bambini e degli adulti con disturbi autistici. Lei ha cominciato da pochi anni e trova un terreno dissodato perchè altri genitori più vecchi di lei si sono impegnati a portare in Italia le strategie efficaci che ancora oggi stentano ad affermarsi, data l'arretratezza presente di molti operatori influenzati dall'ideologia sessantottina degli psicanalisti sistemici e lacaniani (vedere Sarantis Thanopulos “L’autismo regolato”
Per Paola
La sua posizione è molto vicina a quella dello psicodinamico Thanopulos. Infatti lei scrive:
Aggiungo
che, proprio perchè di malattia non si tratta, ritengo che ciascun individuo
vada rispettato nella sua diversità; l'autismo non può essere estirpato... non
è un cancro, non accade che, togliendo l'autismo, resti una persona sana. Dico
sinceramente che non ho mai desiderato che mia figlia non fosse
autistica... perchè sarebbe come desiderare di avere un'altra
figlia. Mio desiderio, ed auspicio, è offrirle gli strumenti per
integrarsi nel mondo, e per essere, semplicemente, felice da adulta come lo è
oggi, da bambina.
Si può desiderare di assistere ad una diminuzione dei comportamenti problema; o
che il proprio figlio acquisti maggiore padronanza del linguaggio; o che
sconfigga le sue eventuali fobie... ma questo non vuol dire desiderare che non
sia più neurodiverso, ma, semai, che i tratti problematici dell'autismo vengano
gestiti adeguatamente.
La invito a leggere il libro scritto da genitori: Il nostro autismo quotidiano, ed in particolare la storia di Antonella, che per un anno e mezzo aveva perso quasi tutte le caratteristiche dell'autismo ed aveva recuperato il ritardo mentale superando quota 100 di QI. Posso assicurarle che i genitori, la famiglia tutta, i maestri e l'intorno sociale erano contentissimi del cambiamento perché in quel periodo la bambina aveva espresso le sue vere potenzialità. Quando la festa è finita nessuno ha avuto il coraggio di dire: nondum matura est, nolo acerbam sumere, che vuol dire: non voglio cogliere l'uva perchè è ancora acerba. L'uva era buonissima, peccato sia finita. Antonella vera era quella manifestatasi in quel periodo, purtroppo limitato, della sua infanzia. Ed è ancora scandaloso che l'AUSL di Bologna, a distanza di 8 anni da quando le è stata data una somma di oltre 17.000 euro per fare ricerca su questo cambiamento, purtroppo temporaneo, non abbia ancora cominciato a farla.
Cordiali saluti
Carlo Hanau
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19/02/17 |
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Ringrazio anche io il Dott. Hanau per le sue SEMPRE E PUNTUALI spiegazioni. Nonostante il suo immenso sforzo di comunicazione, leggo sempre (con stupore) affermazioni di una madre come questa: " Dico sinceramente che non ho mai desiderato che mia figlia non fosse autistica... ".
Io sono genitore di un bambino autistico E NON HO MAI DESIDERATO AVERE UN FIGLIO AUTISTICO. MAI MAI MAI . Non so come è fatto l'autismo con cui convive la mamma che ha affermato quanto sopra, Conosco l'autismo con cui convivo io e molte famiglie come me . Quello delle notte insonnie, del cibo rifiutato, della parola che stenta ad uscire, del non chiedere di volere andare in bagno, cosa ha fatto a scuola, cosa gli fa male quando piange , cosa gli ha detto la maestra oggi, i pensieri notturni su cosa ne sarà di lui dopo di noi...ecc potrei continuare ma mi fermo qui. Io e PER FORTUNA MOLTO GENITORI COME ME ci aggrappiamo alle terapie scientificamente convalidate, sperando che un giorno la scienza ci verrà in " soccorso" da questa MALATTIA/PATOLOGIA E SINDROME , Perché è DI QUESTO CHE SI TRATTA, non è UN MODO DI ESSERE DIVERSE .
Ringrazio le associazioni come Angsa e molte altre altri che si danno da fare per noi famiglia , per informarci e guidarci.
Io adoro mio figlio autistico e per questo non posso fargli" del male" e dire che è normale, non lo è e voglio che si sappia che mio figlio è autistico cosi quando qualcuno lo veda urlare per strada o va in crisi al supermercato alla cassa sa il perché e forse comincia anche a conoscere l'autismo e leggere sull'autismo e saremo tutti " felice e contenti" che si sa un po' di più su questa GRAVISSIMA PATOLOGIA CHIAMATA AUTISMO .
karima