----- Original Message -----
Sent: Tuesday, May 03, 2011 11:32
PM
Subject: Re: [autismo-biologia] oxytocin
receptor null mice: a neurobehavioralmodel of autism
Grazie Daniela. Ecco il mio intervento. Dimmi se ci sono punti
poco chiari.
Grazie Daniela.
I commenti che ci terrei a fare
riguardano in generale il ruolo di questi
peptidi e dei loro recettori
nell' autismo.
Non ci sono infatti forti evidenze che questi peptidi (e i
loro recettori)
siano all' origine della patologia (anche se alterazioni
epigenetiche del
gene che codifica per il recettore dell' ossitocina sono
state riportate in
un lavoro molto interessante ha cui ha contribuito
anche il gruppo di
Antonello Persico, come già discusso su questa
lista).
Tuttavia è stato dimostrato che animali geneticamente modificati
che
presentano deficit sia di questi peptidi che dei loro recettori hanno
difetti del comportamento sociale. Nel nostro lavoro abbiamo approfondito
la
caratterizzazione di animali in cui era stato deleto il gene che
codifica
per il recettore dell' ossitocina e abbiamo trovato che questi
topolini
mostrano, oltre ai deficit di socialità, anche deficit di
flessibilità
cognitiva pur con capacità di apprendimento normale (una
volta appreso un
comportamento, non lo abbandonano, mostrando quindi
rigidità e
inflessibilità), aumentata aggressività e aumentata
suscettibilità a
convulsioni indotte farmacologicamente. Se aggiungiamo il
fatto che altri
(tra cui Maria Luisa Scattoni e Laura Ricceri) hanno
descritto che questi
animali hanno anche deficit di "comunicazione" ,
appare chiaro che
presentano un quadro che riassume, per quanto ovviamente
possibile nell'
animale, tutti i core sympthoms dell' autismo. E questo
avviene, ci tengo a
sottolinearlo, in assenza di altri deficit motori, di
sensibilità, di ansia
o altro che non facciano parte del quadro autistico
non sindromico. Sono
quindi un buon modello "endofenotipico", cioè che
riassume i sintomi
caratteristici dell'autismo in assenza di altre
manifestazioni patologiche.
Pensiamo che quindi questo modello possa
essere utile per comprendere
perchè e come questi sintomi si presentano
insieme, associati, come
manifestazione "comune" di alterazioni genetiche
le più diverse ed
eterogenee. Un' ipotesi è che varie
alterazioni genetiche possano avere
come risultato "finale" una
alterazione dei circuiti modulati da ossitocina
e vasopressina, circuiti
che si sviluppano alla nascita e che sono
fondamentali per la formazione
del linguaggio e della socialità. Se questa
ipotesi fosse corretta, la
possibilità di rimodulare, almeno in parte,
questi i circuiti
proprio da parte di ossitocina e vasopressina potrebbe
essere presente
anche in fasi più avanzate della vita e rappresentare una
possibile
strategia terapeutica. Questa è l' ipotesi che abbiamo testato
nella
seconda parte del lavoro, sempre sui topi in cui manca il recettore
dell'
ossitocina, osservando che è infatti possibile ottenere il recupero
della
sintomatologia anche in giovani animali adulti proprio mediante
somministrazione dei due neuropetidi. Questi dati supportano
sperimentalmente studi clinici pilota su soggetti autistici "high
functioning" in cui la somministrazione di ossitocina ha migliorato le
prestazioni in compiti proprio legati alla sfera sociale.
Il lavoro ha
naturalmente parecchi punti oscuri che occorre ora
approfondire:
-
abbiamo visto che nei topolini "normali" OT ed AVP inducono una riduzione
della socialità, quindi un effetto negativo, apparentemente paradossale.
Possiamo pensare che se i circuiti di cui parlavamo sopra si sono formati
e
funzionano correttamente, la loro iper-stimolazione non produrrà effetti
benefici, ma disturbi. Quindi la somministrazione di OT dovrà, pensiamo,
essere riservata a pazienti selezionati, in base a criteri ancora tutti da
definire.
- OT ed AVP sembrano agire insieme, con azioni comuni, cosa
che non era
stata precedentemente apprezzata e che occorre ora studiare in
dettaglio.
come sempre, il lavoro che resta da fare è ancora molto ma
le prospettive
sono incoraggianti.
cordiali
saluti
Bice
Bice Chini MD, PhD
CNR Institute of
Neuroscience
Dept. Pharmacology, Univ. Milan
via Vanvitelli 32, Milan,
20129, Italy
email: b.chini@in.cnr.it
phone 39-02-5031
6958
fax 39-0250316958
-----Messaggio originale-----
From:
daniela marianicerati
Sent: Tuesday, May 03, 2011 3:57 PM
To: lista
autismo-biologia
Subject: [autismo-biologia] oxytocin receptor null mice: a
neurobehavioral
model of autism
Copio da Varese news l’articolo che
segue.
Di solito prima di trasmettere una notizia presa dalla stampa
controllo la
fonte
e spesso noto notevoli discrepanze. In questo caso
mi sono risparmiata
questa
fatica in quanto ho potuto consultare una
delle autrici del lavoro
originale,
Bice Chini, che fa parte della
nostra lista e alla quale chiedo di fare
qualche
ulteriore commento a
quanto detto nell’articolo.
E, a nome di tutti,
complimenti!!!
Varese News del 02-05-2011
Autismo: ormoni per
socializzare
Dimostrato il ruolo di ossitocina e vasopressina per il
controllo dei
disturbi
del comportamento sociale e cognitivo in un
modello animale per l’autismo.
La
ricerca, frutto di una collaborazione
tra Cnr, Università Statale, Bicocca,
Politecnico di Milano e Università
dell’Insubria
Negli ultimi anni è emerso il ruolo fondamentale che
ossitocina (Ot) e
vasopressina (Avp) hanno nel regolare vari aspetti del
comportamento
sociale,
suggerendo un loro possibile impiego in disturbi
dello spettro autistico.
Una
ricerca condotta dall’Istituto di
neuroscienze del Consiglio nazionale delle
ricerche (In-Cnr) di Milano, in
collaborazione con le università di Milano -
Statale, Bicocca e Politecnico
- dell’Insubria e quella giapponese di
Tohoku,
evidenzia che gli ormoni
Ot e Avp mostrano un’elevata capacità di influire
positivamente, su difetti
sia di socialità sia di flessibilità cognitiva, in
individui adulti, cioè
termine dopo il completamento dello sviluppo del
sistema
nervoso.
Finanziato sul bando ‘Ricerca Medica’ della Fondazione Cariplo, lo
studio è
stato pubblicato sulla rivista Biological Psychiatry, che ha
dedicato
la copertina alla ricerca.
“Per mettere a punto e
validare un possibile approccio terapeutico per i
disturbi dello spettro
autistico, abbiamo condotto un’approfondita
caratterizzazione di modelli
murini (topi geneticamente modificati) privi
del
recettore dell’Ot nel
sistema nervoso centrale”, dice Bice Chini dell’In-Cnr,
coordinatrice della
ricerca. “In mancanza di tale recettore, questi animali
mostrano
alterazioni della memoria sociale e ridotta flessibilità
cognitiva,
riproducendo quindi il nucleo centrale della sintomatologia
autistica, che
consiste in deficit delle interazioni sociali, anomalie
della comunicazione,
rigidità cognitiva e interessi ristretti”. I dati dei
ricercatori “hanno
evidenziato che gli animali non familiarizzano con altri
soggetti della
stessa
specie e, soprattutto, non sono in grado di
distinguere un topolino già
incontrato da uno nuovo”, spiega Mariaelvina
Sala dell’Università Statale di
Milano. “Inoltre, presentano deficit molto
caratteristici di flessibilità
cognitiva: sono capaci di apprendere un
compito in maniera molto efficiente,
ma
una volta appreso non sono in
grado di abbandonarlo per acquisirne uno nuovo
al
cambiare delle
condizioni ambientali, dimostrando una peculiare rigidità
cognitiva.
Abbiamo notato anche che gli animali sono più aggressivi e, se
trattati con
dosi normalmente inefficaci di agenti farmacologici
convulsivanti,
rispondono con crisi di tipo epilettico, manifestazioni
queste
frequentemente
associate alla sintomatologia autistica, che
indicano un aumento della loro
eccitabilità cerebrale di
base”.
Lo studio ha evidenziato che la somministrazione di Ot ed
Avp è in grado di
ripristinare tutti i deficit riscontrati anche in giovani
animali adulti.
“Questa capacità è di grande rilevanza perché indica che il
sistema Ot/Avp è
altamente plastico e capace di modulare l’attività di
processi cognitivi
complessi anche dopo il completamento dello sviluppo del
sistema nervoso”,
prosegue Marco Parenti dell’università Bicocca di Milano.
“I nostri dati
indicano che tale capacità risiede nella proprietà dei due
neuro peptidi di
intervenire nei processi cellulari coinvolti nella
definizione dello
sviluppo in
senso inibitorio o eccitatorio di
determinate sinapsi e quindi nel
determinare
l’equilibrio
eccitazione/inibizione neuronale,fondamentale per il corretto
funzionamento
del cervello”. Un’ulteriore conferma dell’aumentata
eccitabilità
cerebrale è stata ottenuta dall’analisi delle
registrazioni
elettroencefalografiche degli animali, effettuata grazie a un
software messo
a
punto al Politecnico di Milano. “I risultati del
nostro studio”, conclude
Bice
Chini, “sono importanti perché,
dimostrando che deficit comportamentali e
cognitivi legati a un’alterazione
dell’eccitabilità neuronale in età
evolutiva
possono essere modulati in
età adulta dai due Ot ed Avp, preludono a
potenziali
nuovi approcci
terapeutici basati sull’uso di queste molecole”.
La scheda
Chi:
Istituto di Neuroscienze del Cnr, università di Milano Statale, Bicocca
e
Politecnico, università dell’Insubria, università di Tohoku
(Ja)
Che cosa: dimostrato il ruolo di ossitocina e vasopressina nel
regolare
disordini dello spettro autistico in modelli animali adulti. Lo
studio,
finanziato dalla Fondazione Cariplo, è stato pubblicato su
Biological
Psychiatry: “Pharmacologic rescue of impaired cognitive
flexibility, social
deficits, increased aggression, and seizure
susceptibility in oxytocin
receptor
null mice: a neurobehavioral model
of autism”. Vol.69, Issue 9, Pages
875-882 (1
May 2011)
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