Ad essere diplomatico devo dire che ho forti perplessita' su questo articolo
I PEX per uso alimentare, idraulico e per prodotti per l'infanzia, devono rispettare requisiti di sicurezza ed essere certificati in accordo con  severi standard igienico-sanitari nazionali e internazionali. Vengono testati appositamente per garantire che non rilascino sostanze chimiche pericolose nell'acqua che beviamo o utilizziamo.​Inerti e stabili: Una volta reticolato, il polietilene diventa un materiale estremamente stabile e chimicamente inerte nelle normali condizioni di esercizio (temperature e pressioni domestiche).
Quindi non capisco come entri nei denti da latte dei bambini. 
Può comunque essere che abbia letto male l'articolo che mi avete girato  

Da: daniela attraverso autismo-biologia <autismo-biologia@autismo33.it>
Inviato: domenica 11 ottobre 2026 18:57
A: Autismo Biologia <autismo-biologia@autismo33.it>
Oggetto: [autismo-biologia] ricerca sui denti da latte
 
L’articolo “Heilbrun LP, Han I, Rodriguez A, Shay LA, Gimeno Ruiz de
Porras D.
A pilot autism case-control study of pesticides and plasticizers in shed
baby teeth.
Neurotoxicol Teratol. 2026 Sep-Oct;117:107710. doi:
10.1016/j.ntt.2026.107710. Epub 2026 Aug 1. PMID: 42542255. “
https://www.sciencedirect.com/science/article/abs/pii/S0892036226001261?via%3Dihub

si inserisce nella ricerca di fattori ambientali che aumentano il
rischio di autismo
vedi ad esempio il lavoro di cui al link
https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2022/03/11/plastiche-e-chimica-agiscono-sul-dna-e-causano-lautismo/6522306/

La novità di questa  ricerca sta nel fatto di avere dosato un gran
numero di sostanze note  per la loro tossicità sul neurosviluppo, in
particolare pesticidi e plasticizzanti, su denti da latte  caduti in 38
bambini, di cui 22 con diagnosi di autismo e 16 neurotipici.

I denti da latte agiscono come una vera e propria "scatola nera"
biologica. Iniziano a formarsi intorno al quarto mese di gravidanza e
continuano a crescere nella prima infanzia. Man mano che si sviluppano,
i diversi strati del dente incorporano e "registrano" in modo permanente
le sostanze chimiche, i nutrienti e i tossici a cui il bambino viene
esposto attraverso la madre (in utero) o l'ambiente circostante (aria,
cibo, prodotti per la casa).

La ricerca ha evidenziato che il 95% dei pesticidi e plasticizzanti
erano più alti nei casi di autismo rispetto ai controlli

Utilizzando tecniche avanzate di spettrometria di massa per catturare lo
spettro più ampio possibile di esposizioni chimiche, i ricercatori hanno
identificato una media di 300 sostanze chimiche per partecipante in
entrambi i gruppi. Tuttavia, sono emerse differenze cruciali:
     • Concentrazioni più elevate nell'autismo: Delle 60 sostanze
chimiche identificate in più della metà dei campioni, ben il 95%
mostrava concentrazioni superiori nei denti dei bambini autistici. In
particolare, 19 di queste sostanze presentavano livelli
significativamente più alti.
     • Presenza di tossici per lo sviluppo: Tra i composti maggiormente
rilevati, 39 sono noti tossici per lo sviluppo o interferenti endocrini.
Sostanze di uso comune: Lo studio  ha rilevato composti plastificanti
(come gli ftalati),
Tali sostanze sono contenute in: biberon, tubi PEX (abbreviazione di
polietilene reticolato) e materiali di contatto con il cibo.

Gli scienziati precisano che lo studio non dimostra un legame diretto di
causa-effetto (ovvero che l'esposizione a queste sostanze provochi
l'autismo). Evidenzia però due importanti ipotesi scientifiche:
     1. Esposizione ambientale critica: Esiste una correlazione tra
l'esposizione a determinati tossici durante le primissime fasi dello
sviluppo fetale e infantile e la successiva diagnosi di autismo.
     2. Differenze metaboliche: La forte concentrazione accumulata nei
denti dei bambini autistici potrebbe indicare una loro minore capacità
genetica o metabolica di disintossicarsi ed eliminare le sostanze nocive
dall'organismo rispetto ai bambini normodotati.

Rispetto alle ricerche fatte su altri materiali biologici (urina e
plasma) i denti hanno il vantaggio di dare un’idea dell’accumulo di
sostanze tossiche a partire dal quarto mese dal concepimento. Questi
dati che riguardano fattori ambientali, aggiuntivi rispetto alla
suscettibilità individuale, spiegherebbero l’aumento di casi di autismo
degli ultimi anni e dovrebbero innescare comportamenti individuali e
generali di prevenzione.

In un articolo divulgativo che dà un resoconto di questo lavoro vengono
dati dei consigli per la popolazione in generale e  per le donne in
attesa  e per i bambini piccoli in particolare

https://news.uthscsa.edu/ut-san-antonio-health-science-center-study-finds-elevated-levels-of-toxicants-in-teeth-of-children-with-autism/

Ecco alcuni dei consigli

Usa bicarbonato di sodio o aceto per le pulizie della casa. Non
mescolarli perché l’uno annulla l’altro. Il bicarbonato puo’ essere
usato per sfregare le superfici, rimuovere gli odori e pulire le
superfici unte o macchiate
L’aceto puo’ rimuovere depositi minerali e residui , pulire vetri e 
superfici non porose, decalcificare macchine da caffè e bollitori

Scegli gli sticky traps (o trappole adesive/collanti; sono dispositivi
ricoperti da una sostanza vischiosa o da una colla specifica, usati per
catturare o monitorare la presenza di insetti o piccoli animali)  invece
degli spray, dei  "bug bombs" (chiamate anche total release foggers o
bombe insetticide; sono dispositivi aerosol monouso progettati per
rilasciare automaticamente e ininterrottamente tutto il loro contenuto
insetticida all'interno di uno spazio chiuso)

Scegli i contenitori di cibi e bevande di acciaio inossidabile o di
vetro anziché di plastica

Usa pentole di ghisa o di acciaio inossidabile anziché pentolame
antiaderente

Prepara più cibi cotti in casa con ingredienti freschi e limita cibi
altamente processati

Scegli i prodotti in schiuma (materiali realizzati intrappolando bolle
di gas all'interno di una struttura solida o liquida per arredamento,
imballaggio e abbigliamento) con la scritta “privo di ritardanti di
fiamma”

Scegli prodotti per la cura personale non profumati, meno tossici
rispetto ai prodotti profumati

      Daniela Mariani Cerati

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