Ho appreso stamattina della tragedia capitata a
Vespolate.
Papà Pietro ha ucciso Andrea, ragazzo autistico di 22 anni, e
poi ha cercato di togliersi la vita. Mi dicono che è ricoverato gravissimo
all’ospedale di Novara.
Conosco la famiglia di Andrea da tanti anni perché il ragazzo
era seguito nel nostro Centro per l’autismo.
Angela, la sua mamma, è morta un anno fa consumata da una
malattia che ha combattuto con coraggio fino alla fine. Proprio perché sentiva
accorciarsi velocemente il tempo che le rimaneva da vivere, Angela e Pietro si
sono messi alla ricerca di una struttura che ospitasse il loro ragazzo e che
diventasse la sua nuoca casa. In quel periodo con lei abbiamo parlato spesso del
“dopo di noi” e dell’angoscia che ci attanaglia il cuore pensando al futuro. Ho
incoraggiato Angela a cercare per tempo il posto adatto a Andrea, per evitare a
lui il trauma di un cambiamento repentino e per dare tempo a loro genitori di
vederlo inserito e sereno nella sua nuova vita. Infatti Andrea è stato inserito
a Casa Nazaret gradatamente, e questo ha facilitato le cose.
Dopo la morte di Angela ho visto e sentito telefonicamente
Pietro, il padre di Andrea, che mi raccontava della sua nuova vita senza Angela
di cui sentiva moltissimo la mancanza. Mi diceva però che Andrea era sereno
nella sua nuova casa e che lui lo portava a casa nel fine settimana. Mi
raccontava che faceva volontariato nella struttura che ospita Andrea, e che cosi
poteva stargli vicino e rendersi anche utile con gli altri.
La dignità e serenità con cui questi genitori hanno
affrontato una vita tanto difficile e dolorosa è stata di grande insegnamento
per le famiglie che frequentano il Centro per l’autismo.
Mai avremmo immaginato quello che Pietro ha poi fatto.
Nessuno ha colto in lui i segnali che precedono azioni di
questa portata. Deve essere stato un momento di grande sconforto che lo ha fatto
agire d’impulso. È davvero una grande tragedia umana.
Angsa con tutti i soci e gli operatori del centro per
l’autismo che hanno conosciuto Andrea oggi piangono e si stringono intorno a
questo papà, che ha scelto di smettere di soffrire cosi tanto.
Dobbiamo diventare più capaci, noi associazioni, le
istituzioni con i servizi, e tutta la collettività, a dare risposte adeguate ai
bisogni dell’autismo e a queste famiglie, che devono tutti i giorni e per tutta
la vita affrontare un percorso tanto tanto difficile.
Betti
Coordinamento Autismo
Piemonte Onlus
il Presidente - Benedetta
Demartis
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