Una mamma francese ha ricevuto dal CENTRE DE RESSOURCES AUTISME
RHONE-ALPES l’invito a partecipare ad una sperimentazione sulla memantina.
Lo studio è coordinato da. S. Sonie
Il Neuropediatra è Dr S. Marignier
Il Chef de Projet è E. Pirat
Il centro è situato presso: Hôpital Le Vinatier, Bat 211, 95 Bd Pinel, 69677 Bron Cedex
 
Nella lettera d’invito è scritto “Le but de cette etude consiste a determiner si
votre enfant presentera une reponse benefique a la memantine et
ainsi une amelioration de son comportement social”
Dunque l’ipotesi di lavoro è che la memantina agisca su uno dei sintomi nucleari dell’autismo: il comportamento sociale.
 
Io ho consigliato alla mamma di rispondere positivamente all’invito, ma non credo di essere stata convincente.
 
La mamma francese mi ha risposto: “Per quel che ne penso io, anche se un farmaco ha effetti positivi sulle funzioni cerebrali in alcuni individui, per osservare dei risultati a livello cognitivo bisognerebbe che i sullodati cervelli avessero anche l'opportunità di effettuare degli apprendimenti o "ginnastica cognitiva", il che vuol dire essere esposti a esperienze educative pertinenti per un certo tempo (da sei mesi a un anno almeno).
Il farmaco da solo non puo' agire "magicamente" in tempi brevi a questo livello su cervelli in via di sviluppo !
Diverso il caso degli adulti (Alzheimer o altro), che devono solo "recuperare" abilità/conoscenze già possedute, e non costruirle ex novo”

Sono d’accordo sulla ginnastica cognitiva, ma questa non è in alternativa al farmaco. Il farmaco, se efficace, dovrebbe rendere più efficace la ginnastica cognitiva e meno faticoso il lavoro degli educatori.
 
La memantina non è un farmaco nuovo. E’ nuovo un suo uso nell’autismo che è ancora sperimentale in quanto ci sono risultati positivi a livello preclinico,  su singoli casi e anche su gruppi di persone con disturbi dello spettro autistico ma solo in aperto, quindi col rischio che il placebo sia meglio.
 
E’ invece in commercio per l’Alzheimer.
 
La memantina è un farmaco che agisce sul sistema glutamatergico bloccando particolari tipi di recettore, detti recettori NMDA, ai quali normalmente si lega il glutammato
 
Il glutammato stimola i recettori post-sinaptici, inclusi quelli per l'N-Metil-D-Aspartato (NMDA), che è particolarmente implicato nei processi di memorizzazione
 
La memantina è un antagonista non competitivo NMDA recettoriale.
 
Le basi razionali per un suo utilizzo nell’autismo sono spiegate molto bene nell’articolo

PLoS One. 2012;7(5):e36981. doi: 10.1371/journal.pone.0036981. Epub 2012 May 15.

The therapeutic effect of memantine through the stimulation of synapse formation and dendritic spine maturation in autism and fragile X syndrome.

leggibile nella sua versione integrale al link
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3352866/
 
Copio dall’introduzione alcuni stralci
There is some evidence showing that metabotropic and ionotropic glutamate receptors are affected in autism.
 
Purcell et al  demonstrated that there is excessive glutaminergic activity in autistic brain. 
 
A normal level of glutamate is important for neurotransmitters that play a key role in long-term potentiation, learning and memory 
 
Hypo-function of the inhibitory GABAergic system and hyperactivity of the excitatory glutamate system has been theorized to have a causal role in autism 
 
L’articolo passa in rassegna anche le sperimentazioni della memantina compiute in aperto, quindi presenta il lavoro originale sulle cellule di cervelletto di ratti in cui è stata prodotta una mutazione simile a quella dell’X fragile umano. La memantina ha agito sulle sinapsi avvicinando alla normalità le anomalie caratteristiche dell’X fragile.
 
Tutte queste premesse danno una solida  base all’avvio di sperimentazioni controllate in doppio cieco.
 
Il fatto che il farmaco sia già in uso nell’uomo è una garanzia contro l’insorgenza di sorprese spiacevoli, ovvero di effetti collaterali non tanto frequenti da comparire nelle sperimentazioni, ma che si rendono evidenti nel periodo post marketing.
 
C’è però una grande differenza tra autismo e Alzheimer: l’età dei pazienti.
 

Approfittando del fatto che la memantina è stata ampiamente usata in età presenile e senile un gruppo della Johns Hopkins University coordinato da  Eric Samstad ha disegnato una sperimentazione della memantina dal titolo “Memantine in Adult Autism Spectrum Disorder” nella quale si arruolano persone con autismo di età compresa tra i 18 e gli 85 anni.

http://clinicaltrials.gov/ct2/show/NCT01078844?term=autism+and+clinical+trials&rank=241

 

Finalmente qualcuno si è ricordato che le persone con autismo difficilmente guariscono, ma di autismo non muoiono e, se non vanno sotto al tram, possono arrivare a 85 anni e oltre