Buongiorno,

 

mi permetto di aggiungere una riflessione a quelle che si sono lette in questi giorni.

In particolare mi riferisco all’uso di farmaci psicoattivi nel caso di minori con Autismo e/o disabilità intellettive. Percepisco infatti il rischio che la discussione circa le normative che regolano l’uso delle molecole in questa popolazione, e le relative linee guida per i clinici, non centrino il problema più forte e diffuso: ossia l’intervento nei casi di significativa difficoltà come i disturbi del comportamento (siano essi episodici o strutturati, legati a componenti organiche, psichiatriche o ambientali).

Per chiarire questa posizione faccio riferimento alla mia esperienza con persone adulte con disabilità intellettiva (quindi frequentemente anche disturbi dello spettro autistico, doppie diagnosi, sindromi genetiche, ecc.), prevalentemente in contesti residenziali e diurni, ma anche di minori e sempre più anche nel caso di valutazioni per giovanissimi che fanno richiesta di inserimento in strutture residenziali ad alta protezione per disturbi della condotta. Quello che si riscontra è infatti un ricorso molto forte alla terapia chimica allo scopo di intervenire sulle crisi comportamentali (es. aggressività o distruttività). Spesso questi interventi sanitari sono slegati dall’intervento educativo e dalla compliance famigliare e non rispettano le linee guida internazionali sul razionale d’uso degli psicofarmaci in genere e nel caso della sedazione. Tradotto, quello che in cui frequentemente ci si imbatte è: “cocktail” di farmaci, frequenti ricorsi a terapie di natura sedativa-contenitiva, riduzione delle opportunità di stimolazione tipica-normtiva e comunitaria, crollo delle aspettative, evitamento di qualsiasi natura (fisico, sociale, culturale).

Affiancando questo quadro alle riflessioni suggerite nel gruppo, ritengo che sia senza dubbio fondamentale chiarire i temi rilevati, tuttavia qualsiasi sviluppo in tal senso risulterebbe inefficace se non ci fosse un parallelo e significativo incremento della conoscenza, competenza, organizzazione, per l’intervento integrato-multidisciplinare che sappia agire consapevolmente sulle variabili comportamentali e ambientali.

Se non si attiveranno risorse in questa direzione le previsioni non sono rosee, in quanto le persone che oggi sono considerate “piccoli” magari con disturbi autistici e disturbi del comportamento, avranno una storia connotata da abusi farmacologici (di cui poi alla fine tutti sono un po’ complici) e si vedranno costretti d abbandonare le speranze di inclusione in contesti comunitari e quindi ad optare per soluzioni residenziali.

Ribadisco che le parole espresse non vogliono in alcuna misura negare l’importanza né dell’uso di psicofarmaci né di soluzioni ad alta protezione ambientale, ma senza dubbio l’obiettivo di ottimizzare questi tipi di risorsa è raggiungibile e auspicabile, già per i minori e in qualsiasi contesto. Come suggerisce giustamente Vicari, non serve a nulla ricadere in discussioni e polemiche oramai datate e superate, mentre sarebbe utile promuovere elementi che possono fare la differenza. Ne sono esempio la condivisione delle linee guida per il razionale psicofarmacologico nelle disabilità (si veda a questo proposito il gruppo scientifico di AIRIM coordinato la Luigi Croce e Giuseppe Chiodelli, www.airim.it) e spesso pubblicate nell’edizione italiana della rivista AJIDD, le formazioni strutturali sugli interventi comportamentali e garantite a tutti (si veda l’iniziativa dell’UniMoRe, piuttosto che quelle di IESCUM), e in particolare le iniziative (si veda per esempio il convegno annuale di Fondazione Sospiro, oppure le risorse editoriali oggi alla portata di tutti) che permettono di considerare tutti questi fattori e parlare in modo coscienzioso di miglioramenti nella qualità della vota per tutte le persone con disabilità (a qualsiasi età, con qualsiasi tipo di complicazione e condizione sociale).

 

Saluti,

Mauro Leoni

 

 

Mauro Leoni, PhD

Dirigente psicologo e psicoterapeuta

Fondazione Istituto Ospedaliero di Sospiro Onlus

Sospiro (Cr)


Da: autismo-biologia-bounces@autismo33.it [mailto:autismo-biologia-bounces@autismo33.it] Per conto di Vicari Stefano
Inviato: martedì 20 dicembre 2011 14.17
A: daniela marianicerati; Autismo Biologia
Oggetto: R: R: [autismo-biologia] I: MINORI. LIMITARE TERAPIE FARMACOLOGICHEE SPROPORZIONATA SEGNALAZIONE DSA

Daniela, concordo pienamente. Al Bambino Gesù accogliamo sia in urgenza che in ricovero programmato molti ragazzi autistici in crisi di agitazione e le gestiamo nel nostro (piccolo) reparto. Spesso siamo chiamati, poi, a fare da intermediari coi medici di altri reparti che si trovano a trattare ragazzi autistici. Forse anche per questo il rapporto con le associazioni di familiari è buono, basato su di una forte collaborazione. ed è certamente per questo che la polemica su "farmaco si farmaco no" è inutile e odiosa. Sono convinto che chi la sostiene non sa di cosa parla, non ha mai passato del tempo con un ragazzo bambino o adolescente in crisi di agitazione, non si è mai confrontato con la sua profonda sofferenza, il suo dolore mentale.
stefano v.
 
Stefano Vicari, M.D.
Head Child Neuropsychiatry Unit
Department of Neuroscience
I.R.C.C.S. Children Hospital Bambino Gesù,
Piazza Sant'Onofrio 4, I-00165, Rome (Italy).
Tel.: +39.06.68592735-4, Fax: +39.06.68592450
e-mail: vicari@opbg.net
 

Da: autismo-biologia-bounces@autismo33.it [autismo-biologia-bounces@autismo33.it] per conto di daniela marianicerati [marianicerati@yahoo.it]
Inviato: martedì 20 dicembre 2011 12.53
A: lista autismo-biologia
Oggetto: Re: R: [autismo-biologia] I: MINORI. LIMITARE TERAPIE FARMACOLOGICHE E SPROPORZIONATA SEGNALAZIONE DSA

Da: Vicari Stefano <stefano.vicari@opbg.net>
A: Autismo Biologia <autismo-biologia@autismo33.it>; 'daniela marianicerati' <marianicerati@yahoo.it>
Inviato: Lunedì 19 Dicembre 2011 18:00
Oggetto: R: [autismo-biologia] I: MINORI. LIMITARE TERAPIE FARMACOLOGICHE E SPROPORZIONATA SEGNALAZIONE DSA

Carissimi
mi presento allegando una memoria depositata durante una audizione alla Camera sul tema trattamenti con psicostimolanti in età pediatrica. E' di qualche tempo fa ma mi sembra ancora molto attuale.
Buon Natale a tutti.
 
 
Stefano Vicari, M.D.
Head Child Neuropsychiatry Unit
Department of Neuroscience
I.R.C.C.S. Children Hospital Bambino Gesù,
Piazza Sant'Onofrio 4, I-00165, Rome (Italy).
Tel.: +39.06.68592735-4, Fax: +39.06.68592450
e-mail: vicari@opbg.net

Ho letto con attenzione la
 MEMORIA PER LA XII COMMISSIONE PERMANENTE AFFARI SOCIALI DELLA CAMERA DEI DEPUTATI.
 
Il documenta merita una lettura approfondita. Per ora mi soffermerei sul seguente stralcio
 
“La depressione, l’ansia, l’anoressia e la bulimia, i disturbi della condotta, le psicosi ad insorgenza anche precocissima (ovvero al di sotto dei 12 anni) sono patologie con cui qualunque medico Neuropsichiatria è chiamato a confrontarsi quotidianamente nella propria pratica clinica………...
 
non è lo strumento terapeutico adottato a caratterizzarne per definizione la efficacia o la pericolosità che sono determinati, piuttosto, dall’uso che ne viene fatto”.
 
 
Alle condizioni sopra elencate vorrei aggiungere i comportamenti esplosivi che accompagnano lo spettro autistico e che non rispondono agli approcci riabilitativi.
Se gli stessi sintomi comparissero in adulti e non fossero trattati in emergenza, si parlerebbe di omissione di soccorso.
 
Le famiglie vivono nel silenzio e nell’abbandono tragedie immani convivendo con esplosioni di aggressività che, non essendo espressione di odio, ma di grave patologia, si rivolgono a caso contro chi sta vicino al malato e quindi contro madre, padre, nonni e fratelli. I famigliari evitano il pronto soccorso, soprattutto quando non sono alla prima esperienza, perché sanno di trovare medici totalmente impreparati a queste emergenze.
 
Invece di fare la politica dello struzzo, o di fare della filosofia e del manicheismo, sarebbe bene prevedere queste emergenze che, nella storia delle persone con autismo, sono più la regola che l’eccezione e organizzare un pronto soccorso dedicato, come si fa per tante altre condizioni patologiche.
 
La crisi dovrebbe essere poi una occasione per rivedere il progetto riabilitativo e la presa in carico successiva al momento acuto
 
Il sito Pharmautisme potrebbe essere l’inizio di una presa di coscienza della necessità di non fuggire da queste tragiche realtà   che sottolineano l’impotenza della medicina odierna in un campo nel quale alle favole, ai clamori, alle colpe, all’ideologia, alla vendita di illusioni si dovrebbero sostituire scienza, coscienza e ricerca all’altezza dei tempi.