Di autismo in etá adulta abbiamo parlato spesso in questa lista. Alcune discussioni ci sono sembrate cosí interessanti e utili che le abbiamo pubblicate sul nostro sito
http://www.autismo33.it/materiali/eta_adulta/index.html

Il recente convegno di Bologna aveva per titolo “Autismo ed educazione: mai troppo presto, mai troppo tardi, mai troppo gravi”

Il “mai troppo tardi” lo abbiamo affidato a: Noemi Cornacchia, presidente di ANGSA Emilia Romagna e ANGSA Ravenna e Rita Di Sarro,
Psichiatra AUSL Bologna, Neurologa, Psicologa clinica. Alta Specializzazione AUSL per la Disabilita' Intellettiva. Professore a contratto Universita' di Cesena
Noemi ha alle spalle 28 anni di vita vissuta, di ascolto di  genitori incompresi e disperati, di leggi e decreti belli ma scarsamente applicati.
Rita ha alle spalle quattro anni nei quali ha intrapreso un percorso nuovo. Ció che é stato sinora sommerso deve emergere. Le persone con autismo adulte non solo non devono essere abbandonate, ma devono essere rivalutate piú volte in un anno perché non sono piú quello che erano da bambini. L'autismo rimane, ma a questo si aggiungono spesso altre patologie psichiatriche che vanno valutate, monitorate e curate. E allo psichiatra si devono affiancare altre professionalitá per proseguire il percorso abilitativo iniziato nell'etá evolutiva.
Entrambe avevano a disposizione 30 minuti, ma non sarebbero bastate 30 ore per quante cose avevano da dire. A Rita vorrei dire “benissimo enucleare la comorbilitá psichiatrica, ma quali esperienze hai accumulato in fatto di terapia? C'é qualche psicofarmaco che non ha avuto l'effetto paradosso ma si e' rivelato utile? Hai individuato qualche psichiatra che si dedichi alla psichiatria della DI e che si faccia una reale esperienza nella prescrizione degli psicofarmaci?"
Questo forse Rita ce lo dirá alla prossima puntata. Intanto sentiamo alcuni passi delle interessanti relazioni che Piero Nerieri ha riversato su youtube
https://www.youtube.com/watch?v=4DCUS01_NdY
https://www.youtube.com/watch?v=N6xL-Aeb3ng